GIUSEPPE CONTE

Conte: «Eurobond migliore scelta. Da Ue risposte subito o "paziente" muore»

Mercoledì 1 Aprile 2020
Giuseppe Conte

«Gli European recovery bond sono il modo migliore per rispondere, anche per i cittadini olandesi. Anche loro hanno bisogno di garanzie e di sentirsi protetti in una situazione del genere». Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. «Immaginate - argomenta Conte - quali conseguenze potrà avere questa recessione sulle infrastrutture olandesi e quale impatto potrà avere quanto alla circolazione delle merci. In Europa abbiamo catene del valore fortemente integrate, basta che salti un anello e l'intera catena ne risente. Siamo di fronte a uno tsunami che riguarda tutti».

Coronavirus, Ue spaccata: Mes senza vincoli e fondo disoccupati, è caccia al compromesso con Bei. Conte e l'appello alla Germania

Quanto al Mes, «è uno strumento che è stato elaborato in tutt'altro contesto, con regole costruite per rispondere e reagire a shock asimmetrici. Ma qui si tratta di uno tsunami, che si abbatte simmetricamente sul piano economico e sociale su tutti i Paesi europei. Non è quindi una crisi che origina da tensioni finanziarie di singoli Paesi. Nessun Paese può essere considerato responsabile di questa crisi. Per questa ragione il Mes non può essere lo strumento per offrire quella reazione europea, rigorosa e coordinata, di cui abbiamo bisogno».

«Vedo che c'è un dibattito in Olanda e non tutti i rappresentanti delle istituzioni la pensano» come il premier Rutte. Così il premier Giuseppe Conte al quotidiano olandese De Telegraaf. «Non perdiamo l'appuntamento con la storia che richiede di ricorrere a strumenti straordinari, esclusivamente per uscire quanto prima dalla recessione. Anche le buone risposte, se dovessero giungere tardi, si riveleranno inutili. Dobbiamo evitare di ritrovarci a dire: ecco, finalmente abbiamo la terapia, per poi scoprire che il paziente è morto». 

- «L'ITALIA HA SEMPRE PAGATO IL PROPRio debito. Non ha mai chiesto un euro agli altri». Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al quotidiano olandese De Telegraaf quando gli viene fatto notare che «molti olandesi hanno l'impressione di dover pagare sempre per il Sud». «Vorrei ricordare - argomenta Conte - che l'Italia è la terza economia dell'Europa, la seconda manifattura dell'Europa, è una potenza del G7 e l'Italia sa fare i compiti a casa. Dal 2011 il nostro avanzo primario è stato positivo, superiore all'1,7% del pil di media. Vorrei anche ricordare che il 2019 si è chiuso con un rapporto deficit pil pari all'1,6%, mentre l'obiettivo programmato era il 2,2%. In Italia, da quando sono presidente del Consiglio, stiamo realizzando poderose riforme strutturali, per consentire al Paese di correre meglio e più velocemente. L'Italia non solo non chiede un euro ai contribuenti olandesi per pagare il proprio debito. Ma l'Olanda è anche tra i Paesi che si avvantaggiano molto del contributo delle imprese italiane. Perchè molte grandi imprese che pure hanno i principali stabilimenti in Italia e ricavano i maggiori profitti nel nostro Paese poi beneficiano della legislazione fiscale olandese, molto più conveniente. Quindi i cittadini olandesi non hanno motivi di pensare che il rapporto con l'Italia li veda svantaggiati economicamente nè devono temere di dover pagare i debiti italiani». 

Ultimo aggiornamento: 18:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA