Coronavirus, Berlusconi: «Turismo, subito un piano. Sbaglia chi dice no al Mes»

Lunedì 27 Aprile 2020 di Marco Conti
Coronavirus, Berlusconi: «Turismo, subito un piano. Sbaglia chi dice no al Mes»

Presidente Berlusconi in Europa si discute ancora molto, anche se alcune misure per affrontare la crisi sono state approntate. Pensa si debba fare di più specie sul fronte delle risorse?
«L’Europa ha cominciato a fare la sua parte e sarà una parte decisiva, perché né l’Italia, né altri paesi sono in grado di reggere da soli questa emergenza. Determinante sarà il Recovery Fund, già approvato dal Consiglio ma ancora da definire per quanto riguarda modalità e importi. E’ necessario che siano stanziati 1.000 miliardi di liquidità, metà dei quali a fondo perduto. Sarebbe però sbagliato non riconoscere che l’Europa, dopo le incertezze iniziali, ha cominciato a muoversi. Vi è il fondo Sure, che finanzia la cassa integrazione, per il cui varo ho personalmente lavorato molto in seno al Ppe, insieme ad Antonio Tajani. Vi sono gli stanziamenti della Bei per interventi infrastrutturali che saranno fondamentali per la ripresa. Vi sono i più di 1000 miliardi con cui la Bce garantisce i debiti sovrani degli stati europei. Però non è solo questione di importi: sono decisivi i tempi. Se il Recovery Fund sarà definito a giugno e diventerà operativo a fine anno, come annunciato, sarà davvero troppo tardi. Bisogna che nel frattempo sia la Bei a rendersi garante per consentire congrue anticipazioni da erogare prima dell’estate».

Il Mes continua ad agitare il dibattito in Italia. C’è un nesso tra la netta contrarietà di una buona parte del M5S con quella della Lega e di FdI?
«Davvero non riesco a capire le opposizioni al MES. Ci viene offerto, con procedure estremamente favorevoli e soprattutto senza condizioni, perché altrimenti il nostro parere sarebbe stato diverso, un prestito a tasso quasi zero, di 36 o 37 miliardi, per costruire ospedali, ristrutturare quelli esistenti, aumentare gli stipendi al personale sanitario, formare nuovi medici e nuovi infermieri, costruire reparti di isolamento nelle carceri e nelle case di riposo, che in queste settimane hanno tanto sofferto, finanziare la ricerca, rimettere in moto comparti essenziali della nostra economia. Perché mai dovremmo dire di no? Solo per ostilità preconcetta verso l’Europa? O addirittura per un disegno che vuole impedire ai nostri partner di aiutarci, al fine di portarci fuori dall’Euro e dall’Unione Europea? Questa potrebbe essere la strategia di alcuni grillini, ritengo non sia quella dei nostri alleati del centro-destra. Ma anche per questo non capisco tanta ostilità».

La stagione delle risposte facili a problemi complessi, che tanta fortuna ha portato ai partiti sovranisti, pensa stia volgendo al termine o la crisi economica accentuerà questa tendenza?
«Con questa crisi in tanti hanno dovuto constatare la necessità della competenza, della preparazione, dell’esperienza per governare un paese. Forse l’unico aspetto positivo di questo dramma è proprio la sconfessione dell’ideologia grillina, dell’idea che “uno vale uno”, dell’illusione che basti un po’ di consenso sui social media per governare un paese. Così come si è capito che i partiti sovranisti sono quelli che in alcuni paesi hanno reso più difficile per l’Europa muoversi in tempo, danneggiando proprio gli Stati più bisognosi d’aiuto come l’Italia». 

Forza Italia ha mantenuto un atteggiamento responsabile in queste settimane di confinamenti e chiusure. Ora si avvicina la Fase2, ritiene che il governo la stia affrontando con serietà ?
«Per ora vedo soprattutto ritardi e confusione. Noi siamo responsabili perché è nella nostra natura e nella nostra cultura liberale, vogliamo aiutare e non boicottare, ma certo non siamo soddisfatti di come stanno andando le cose. Bisogna fare molto di più, molto meglio e molto in fretta per far ripartire il Paese». 

Tra i settori che soffrono di più c’è il turismo. In cosa consiste il Piano Marshall di cui ha parlato?
«Il turismo è un settore decisivo dell’economia italiana e rappresenta il 13% del Pil. In questo momento è completamente fermo e per il settore si prevede su base annua un crollo del fatturato del 73%. Per evitare un disastro che trascinerebbe con sè l’intera economia nazionale, si deve intervenire subito. Abbiamo chiesto uno shock positivo attraverso un’immediata iniezione di liquidità a fondo perduto da assegnare alle imprese del turismo, compresi alberghi e ristorazione, un azzeramento del cuneo fiscale e la previsione di una deducibilità totale per gli italiani che vorranno trascorrere le proprie vacanze 2020 in Italia. Proponiamo anche di sostenere con sgravi fiscali le spese di promozione turistica e di riconoscere un credito di imposta alle imprese turistiche, corrispondente al canone di locazione delle strutture impiegate. Va creato un fondo emergenza turismo con il quale finanziare questi interventi. Infine va definitivamente accantonata la direttiva Bolkenstein, garantendo la proroga delle concessioni balneari fino al 2033, così da consentire gli investimenti che si sono resi necessari alla luce delle nuove norme sanitarie».

Lei ha di recente sostenuto che in questa fase occorre stare uniti intorno al governo e che poi si vedrà. Ritiene che l’attuale maggioranza non abbia la forza per affrontare nel medio periodo l’emergenza economica?
«Da opposizione responsabile siamo uniti intorno alle istituzioni, quindi siamo come sempre disponibili a offrire il nostro contributo al governo in carica, qualunque esso sia. Il nostro giudizio sul governo Conte però è sempre stato negativo e non abbiamo certo cambiato idea». 

Pensa quindi sia possibile costruire una nuova maggioranza o, in caso di crisi dell’attuale, c’è solo il voto?
«Non mi sembra questo il momento. Ne parleremo semmai al tempo giusto. Certo, in caso di crisi, la strada maestra è e rimane naturalmente quella del voto, ma nell’immediato il Paese non può certo permettersi una campagna elettorale. Bisognerà vedere se nell’attuale Parlamento esiste una maggioranza intorno ad un governo più adeguato - per programma, per composizione e per base di consenso nel Paese - a gestire una fase di rilancio che sarà lunga e difficile. Se tali condizioni ci saranno, ne ragioneremo con i nostri alleati». 

Ultimamente lei ha smesso di fare il padre nobile e ha ripreso a dare la linea. Che cosa pensa di fare da grande?
«Tutto il necessario per dare ai liberali, ai cattolici, ai garantisti, agli europeisti il ruolo che meritano in un centro-destra vincente».  

Ultimo aggiornamento: 13:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA