CORONAVIRUS

Coronavirus, troppi in giro: stretta a Pasqua. Il piano dei blocchi stradali

Sabato 4 Aprile 2020 di Cristiana Mangani
Coronavirus, troppi in giro: stretta a Pasqua

La gita fuori porta, il miraggio di Pasquetta al mare: in che modo si riuscirà a contenere le abitudini degli italiani? Il Viminale teme il bel tempo e si predispone a controlli più serrati. Nei prossimi giorni verrà emessa la circolare di Pasqua, quella che viene fatta ogni anno per regolare i controlli, ma questa volta sarà tutta calibrata sul coronavirus e su come limitare le fughe dei cittadini.

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Due le preoccupazioni principali per le forze dell'ordine: quella che riguarda i lavoratori che vivono al Nord ma hanno origini meridionali, e quella su chi possiede una seconda casa in luoghi di villeggiatura. Il timore è che le migliaia di persone che abitano in Lombardia, in Piemonte e nelle altre regioni industriali, stiano pensando in queste ore, alla maniera più facile per raggiungere i parenti al Sud. Sono numeri alti quelli di cui si parla, per questa ragione si stanno predisponendo controlli mirati della polizia ferroviaria e stradale. Sono infatti i treni o le auto il mezzo più usato per cercare di partire. E non saranno ammesse deroghe di alcun tipo, a meno che non si tratti di persone che hanno questioni di salute o altre emergenze.
 


Il ministero dell'Interno continua a pensare che gli italiani mostreranno senso di responsabilità. Ma in queste ore le immagini che arrivano da varie parti d'Italia non confortano chi, ogni giorno, sta per strada a monitorare i disobbedienti. Tante le sanzioni emesse in questi ultimi giorni, e questo potrebbe derivare dal fatto che la curva del contagio in leggera discesa, potrebbe aver generato un maggiore senso di tranquillità nelle persone, facendole, cosí, uscire con più facilità da casa.Il problema della feste e della voglia di riunirsi alla famiglia sembra che abbia coinvolto anche centinaia di carabinieri e poliziotti. Da più di un mese sono lontani da casa per questioni di lavoro e vivono in caserma. Hanno chiesto di potere tornare dai familiari per le feste, ma, naturalmente, la risposta è stata negativa.
 
 

Nel frattempo, si stanno muovendo per contenere la smania di villeggiatura, anche i sindaci e i prefetti. E infatti a Belluno, in Liguria e in Piemonte, sono già state emesse delle ordinanze con le quali vengono disposti controlli molto più severi proprio per i giorni di Pasqua. A cominciare dalle strade consolari, dove sono previsti posti di blocco ulteriori rispetto a quelli già attuati sulle autostrade.

​La fuga verso le seconde case era già avvenuta all'inizio di marzo, quando le scuole sono state chiuse e diversi uffici hanno spostato il lavoro nelle abitazioni. Poi, però, la preoccupazione di ammalarsi fuori dalla propria regione o in piccole località, ha creato un flusso di ritorno nelle città. Ma le cattivi abitudini non sembrano essere state perse e, quindi, il Viminale ha deciso di predisporre pattugliamenti più rigorosi e posti di blocco anche nelle zone di mare e di montagna.

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Non andrà diversamente per chi resta in città. Verranno intensificati i controlli sulle spiagge e nelle aree verdi non recintate. «Preoccupano le località del Sud - ammette un addetto ai lavori - Si continuano a vedere immagini di gente che passeggia per strada, che si accalca nei mercati. La minore diffusione del contagio in alcune zone del meridione e in diverse località turistiche rende la percezione di quanto sta accadendo nel resto d'Italia, molto meno concreta. Al Nord vedono passare i mezzi militari con le bare e contano ogni giorno un numero enorme di vittime. In una situazione cosí, nessuno ha voglia di uscire. Perché ha più chiaro i rischi che si corrono. Altrove questo sentimento è percepito meno».
Il ministero non intende, comunque, dare la sensazione che il Paese sia militarizzato. La parola d'ordine è rigore ma con giusto equilibrio, per non correre il rischio di spaventare le persone.
 

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA