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CORONAVIRUS

Il Covid aumenta del 40% la possibilità di contrarre il diabete: allarme sino a un anno dal contagio

Sabato 2 Aprile 2022
Il Covid aumenta del 40% la possibilità di contrarre il diabete: allarme sino a un anno dal contagio

Le persone che contraggono il Covid hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete. Il pericolo diminuisce progressivamente, ma resterebbe significativo fino a un anno di distanza dall’infezione. Emerge da uno studio condotto su quasi 200mila persone e pubblicato sulla rivista “The Lancet Diabetes & Endocrinology”. Uno degli autori, il dottor Ziyad Al-Aly, direttore del Clinical Epidemiology Center, e ricercatore capo presso il Veterans Affairs St. Louis Health Care System, sottolinea che «quando la pandemia finirà rimarremo con un’eredità di malattie croniche». E il rischio è che i sistemi sanitari non siano preparati. Al-Aly, insieme all’epidemiologo Yan Xie, ha esaminato le cartelle cliniche di oltre 180mila persone contagiate. I dati sono stati confrontati con quelli di persone che non avevano contratto il Covid. Dalle ricerche è emerso anche altro: l’infezione da coronavirus aumenterebbe pure il rischio di sviluppare malattie renali, insufficienza cardiaca e ictus.

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Le percentuali di rischio

Per quanto riguarda il diabete, il monitoraggio sembra dimostrare che le persone che hanno avuto Covid-19 hanno circa il 40 per cento in più di probabilità di sviluppare la malattia. In quasi tutti i casi analizzati si tratta di diabete di tipo 2: nel sangue ci sono livelli elevati di glucosio, perché il corpo non produce abbastanza insulina. Secondo i ricercatori, la possibilità di ammalarsi di diabete è maggiore se l’infezione da Covid ha provocato sintomi più gravi. Le persone che sono state ricoverate in ospedale, soprattutto in terapia intensiva, avrebbero circa il triplo di possibilità in più di ammalarsi rispetto alle persone non contagiate. Il rischio esiste anche per chi ha sviluppato una forma asintomatica di Covid, ma è più moderato.

 

 


Lo studio, comunque, è stato condotto principalmente su veterani statunitensi e alcuni ricercatori hanno fatto notare che si trattava per lo più di uomini bianchi, anziani, molti dei quali avevano pressione elevata ed erano in sovrappeso, dati che già in partenza li esponevano a un alto rischio di sviluppare il diabete. L’ha sottolineato Gideon Meyerowitz-Katz, un epidemiologo che studia il diabete presso l’Università di Wollongong in Australia.

 

 

«Il rischio è molto più basso nei giovani - ha aggiunto - ed è più alto in alcuni gruppi etnici». Casi esistenti di diabete, inoltre, potrebbero non essere stati rilevati fino a quando le persone non hanno cercato assistenza medica dopo il contagio da Covid.

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA