Covid test, tamponi e Regioni, la lotta “fai da te” al virus tra scuola e aeroporti. Le regole e i costi

Martedì 25 Agosto 2020
Covid test e Regioni, la lotta fai da te al virus tra scuola e aeroporti. Le regole e i costi

Sono meno di un quindicesimo del totale nazionale, ma intanto in Emilia Romagna da ieri è in corso la campagna di screening anti Covid riservata a poco meno di 100mila operatori del mondo della scuola. Serviranno due settimane e la partecipazione è su base volontaria grazie alla collaborazione dei medici di base: è un test sierologico gratuito per individuare le persone che sono entrate in contatto con il virus e hanno sviluppato anticorpi, anche in assenza di sintomi. I test saranno poi ripetuti periodicamente durante l'anno scolastico. La campagna è stata avviata anche in altre Regioni, ma con tempi e modalità differenti perché se c'è una costante soprattutto in questa fase della pandemia è lo schieramento a macchia di leopardo degli enti locali e non solo riaguardo alla scuola.

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Già, ma intanto, quale test? E con che costi? Obbligatori o volontari? Ecco i quattro principali.
 

I TEST

Fin dallo scoppio della pandemia si è via via affinato il tampone più affidabile, quello basato sul riconoscimento dell’Rna del virus grazie a un metodo di amplificazione (Pcr) delle caratteristiche delle secrezioni respiratorie raccolte nel naso e nella gola. Dalle 24 alle 48 ore per la risposta da arriva, anche se ci si è rivolti a centri privati, da laboratori pubblici perché servono attrezzature complesse.

I test sierologici, va ricordato, sono utili solo a stabilire se qualcuno è già stato contagiato senza avere avuto sintomi: rilevano la presenza nel sangue di anticorpi. Si procede usando un campione di sangue (con la macchinetta “pungidito”) e la risposta arriva entro 20 minuti. Se si risulta positivi va fatto il tampone per capire se l’infezione è ancora in atto.

I tamponi invece raccolgono mucosa dal naso e dalla gola dove si annida elettivamente il virus. Di recente è stato introdotto il test con un campione di saliva, con risposta entro il quarto d'ora. Periodo di tempo importante perché permette di esaminare in fretta molti potenziali infetti, quali ad esempio i passeggeri di aerei, treni o traghetti oppure gli abitanti di un possibile focolaio.

Ci sono poi test, meno efficaci, che rilevano le proteine virali (antigeni) nelle secrezioni delle vie respiratorie con risposta in mezz'ora. Anche in questo caso si usano bastoncini infilati in naso e palato. Queste analisi chiariscono se gli antigeni virali sono presenti in maniera sufficiente ad essere rilevati.
 
 
 

Scuola


La campagna è iniziata in Emilia Romagna e in altre regioni e non mancano le difficoltà e le incomprensione fra i vari enti e gli stessi esperti, spesso non concordi sulla validità effettiva di un test rispetto a un altro e con esigenze tecniche (la rapidità ad esempio) che spesso collidono con le esigenze ad esempio dei viaggiatori e di chi è chiamato a controllarli.
 


La scuola, con un milione e mezzo di operatori è senza dubbio il settore più al centro dell'attenzione dopo che il lockdown è stato sostituito dal countdown: il 14 settembre si avvicina e il Governo non vuole rischiare contraccolpi in uno scenario oggettivamente difficile da mettere sotto controllo.

«Noi siamo pronti, ma ci sono delle difficoltà di partenza che non dipendono dai medici. Purtroppo in diverse regioni ci segnalano che i kit non sono ancora disponibili», dice Domenico Crisarà, vice segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) secondo il quale si tratta di un intoppo «comprensibile in questa situazione di emergenza. Useremo dunque questi primi giorni per prendere appuntamenti: speriamo tutto si risolva nelle prossime ore», aggiunge Crisarà che invita, però, a migliorare la macchina organizzativa. «Come medici di famiglia Fimmg - aggiunge Crisarà - abbiamo ritenuto doveroso dare il nostro apporto per la ripartenza della scuola in
sicurezza e in presenza. Ma è importante anche poter contare su una organizzazione efficace. Ovviamente a partire dalla distribuzione dei test: molti colleghi hanno cominciato a chiederli alle strutture di riferimento venerdì senza trovarli. Sarebbe poi utile, nelle zone più disagiate, fare arrivare i kit direttamente ai medici».

I laboratori pubblici e privati

Proprio la vasta casistica di test ed analisi, corrispondenti anche alla varietà di chi vi si deve o vuole sottoporre, ha ampliato le attività dei laboratori pubblici e privati, con costi non sempre giustificati. Per un tampone possono essere chiesti fino a 150 euro, solo in parte rimborsabili (40%). Anche in questo caso le Regioni viaggiano non in parallelo. Un test sierologico può costare fino a 100 euro, con la consapevolezza che in caso di positività bisognerà sottoporsi al tampone per capire se si è ancora infettati. Il test sierologico serve anche, in alcune Regioni quali l'Emilia-Romagna e la Lombardia, per accedere – in caso di positività - al tampone a costo calmierato (fino a 80 euro).

Porti e aeroporti

L'ordinanza del 12 agosto sta per doppiare le due settimane dall'entrata in vigore, ma la situazione è ancora lontano da quanto vorrebbe il ministero della Salute. Nei porti, dove la quasi totalità dei passeggeri è italiana, mancano i controlli che non sia quelli della temperatura (e non certo in tutti) o del rispetto dell'uso della mascherina. Il braccio di ferro fra Lazio e Sardegna (controlli in partenza verso l'isola chiesti dalla Sardegna contro controlli per chi riparte verso il continente, chiesti dal Lazio e non solo) ha portato a un accordo di reciprocità in fase di attuazione attuazione. Anche nei porti di Piombino e Livorno è partita una campagna di controlli con i tamponi (gratuti e volontari) con risposte entro due giorni.

“E' importante la validazione dei test rapidi antigenici fatta dall'Istituto Spallanzani di Roma e confermata congiuntamente dai responsabili dei Laboratori di Virologia dell'INMI Spallanzani, Maria Rosaria Capobianchi e
dell'ospedale di Treviso, Roberto Rigoli circa l'efficacia per lo screening di questa modalità che stiamo già utilizzando agli Aeroporti di Fiumicino e Ciampino (i primi a livello nazionale ad adeguarsi, ndr) e al drive-in del porto di Civitavecchia e che presto estenderemo negli altri drive-in velocizzando così le attese dei risultati». Ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. «Questa modalità ci consente di avere più efficacia nello screening e comunque confermando sempre la validazione attraverso il tampone molecolare - prosegue D'Amato - Così il Sistema sanitario regionale del Lazio sta rispondendo con efficacia al tema dei controlli dei rientri e lo stesso metodo è quello che ho proposto all'assessore della Regione Sardegna per la reciprocità e i controlli ai porti”.


Il Lazio e la Lombardia

Cade su di loro gran parte del carico dei controlli di chi rientra da Grecia, Spagna, Croazia e Malta, paesi considerati a rischio: dal 12 agosto bisogna sottoporsi al test direttamente in aeroporto oppure, entro due giorni, all'Asl mentre ci si mette comunque in quarantena per due settimane. Dati i tempi di risposta del tampone si è ben presto passati ai più rapidi accertamenti che individuano gli antigeni del virus in circa mezz'ora. Negli scali di Toscana e Puglia nessun controllo, invece, ma prenotazione dei test nelle Asl (o nei drive in, se allestiti) anche se proprio oggi è stato annunciato che tamponi molecolari, gratuiti e su base volontaria, saranno proposti ai viaggiatori in arrivo e in partenza dalla Toscana, residenti o meno nella regione, dalle 8 del mattino di mercoledì 26 agosto. La campagna di test partirà dai porti di Livorno e Piombino e, subito dopo, sarà estesa alle stazioni ferroviarie di Firenze, Pisa, Arezzo, Viareggio e Grosseto. Lo dispone un'ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che sarà firmata mercoledì.





Infine, chi torna dagli paesi dell'area Schengen non deve fare nulla, chi da paesi extra-Schengen deve restare in isolamento.






















 

Ultimo aggiornamento: 18:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA