Crisi di governo: da Renzi a Di Maio, i sei leader si giocano la partita della vita

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di Massimo Adinolfi

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«Un divorzio si è consumato tra il protagonista e ciò che gli succede»: no, non è un commento sulla crisi di governo - ma c'è stata, la crisi? Ci sarà? Neanche su questo si hanno certezze, nonostante la mozione di sfiducia e la richiesta di dare immediatamente la parola al popolo -, bensì una riflessione di uno dei maggiori critici letterari italiani, Giacomo Debenedetti, sui personaggi e i loro destini nel romanzo del 900.

La prendiamo in prestito, perché descrive perfettamente quello che sta capitando agli attori principali dell'attuale fase politica. Tutti, nessuno escluso. Anzi, escluso uno, il Presidente della Repubblica, che per fortuna è l'unico che non ha ancora divorziato con la realtà. Ma, quanto agli altri, vale quanto diceva Debenedetti dei personaggi dei romanzi: «Si è rotto il rapporto di pertinenza, di legalità tra personaggio e vicenda. Come dire: tra l'uomo e il suo destino».
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Domenica 18 Agosto 2019, 08:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



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1 di 1 commenti presenti
2019-08-18 09:34:29
La cosa più sensata che dovrebe fare il PD e tutta l'opposizione a non dare la sfiducia a Conte in modo che il governo attuale di Salvini e Di Maio si dovranno accollare l'onere di fare la finanziaria che sarà lacrime e sangue, bloccare l'aumento dell'IVA e contemporaneamente fare i decreti attuativi delle leggi emanate come decreto altrimenti questi oneri spetterebbero ad un nuovo governo dopo le elezioni o ad un governo tecnico. Se andrà così i due saranno segati a vita.

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