Crisi, Orlando vice a palazzo Chigi: al Pd anche il sottosegretario e torna l'idea Boschi alla Difesa

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Diodato Pirone
Crisi, Orlando vice a palazzo Chigi: al Pd anche il sottosegretario e torna l'idea Boschi alla Difesa

Il confronto sotterraneo fra M5S, Conte, Pd e Renzi cammina su molte gambe ma passa per una riconferma di Conte a palazzo Chigi a capo di una squadra con parecchie novità. Il premier vorrebbe un rafforzamento del profilo politico del governo e dunque, secondo alcune fonti, avrebbe aperto all'ipotesi di un vicepremier del Pd, poltrona che andrebbe ad Andrea Orlando, e ad avere come sottosegretario alla presidenza, in pratica come braccio destro, uno dei consiglieri di Zingaretti, ovvero Goffredo Bettini.

Il segretario del Pd avrebbe suggerito proprio Orlando per affiancare il premier alla Presidenza. Ma il nome dell'ex ministro della Giustizia non convince Palazzo Chigi che avrebbe rilanciato proponendo Orlando come Guardasigilli oppure a capo del dicastero dei Trasporti sdoppiato da quello delle Infrastrutture. 

Sul piatto Conte avrebbe messo anche la delega ai servizi segreti che però rimarrebbe nella sfera di influenza pentastellata.

La proposta di una svolta verso presenze di maggior peso politico è tornata con forza sul tavolo della trattativa sull'onda di alcune interviste dei protagonisti dello scontro. Da più parti si è proposto l'ingresso dei leader dei partiti al governo come garanzia per la legislatura. In particolare alcuni esponenti del Pd hanno sostenuto che un governo più politico sarebbe stata una garanzia per la stabilità dello stesso Conte. Di qui una girandola di voci che coinvolgono lo stesso Zingaretti - che però ha declinato con forza ogni coinvolgimento nel governo non volendo provocare nuove elezioni per la Regione Lazio - ma anche Matteo Renzi e anche l'ex segretario Pd ora in quota Leu Pier Luigi Bersani.

Non sarebbe a rischio la poltrona di Dario Franceschini, ministro della Cultura e capodelegazione del Pd nell'esecutivo, anch'egli in corsa per il ruolo di vicepremier. 

Sul fronte di Italia Viva si fanno i nomi di Ettore Rosato per gli Interni e di Maria Elena Boschi - nel caso riuscisse a superare il veto pentastellato - per la Difesa o il Lavoro. Ma quest'ultima casella rischia di far partire un effetto domino nel M5S che il partito in questo momento non pare preparato ad affrontare. 

 

Nei Cinquestelle, infatti, dopo gli Stati Generali non si è mossa una foglia. Non è decollata la guida collegiale e Vito Crimi è rimasto capo politico reggente. Gestire le trattative per un rimpasto in queste condizioni non è facile e dunque se si dovessero muovere alcune caselle dal Movimento 5Stelle potrebbero arrivare molte sorprese per via della continua competizione fra le sue varie anime. In quota Di Battista ad esempio potrebbe rispuntare il nome di Barbara Lezzi, una meridionale, al posto della torinese Pisano all'Innovazione. Scaldano i motori anche altri personaggi come ad esempio Riccardo Ricciardi molto vicino al presidente della Camera Fico. 

Indiscrezioni dei giorni scorsi rilanciate da varie testate davano in corsa per un ministero anche il dimaiano Emilio Carelli. Per ora non vengono confermate le voci che davano per certa la nascita di un ministero destinato a gestire il Recovery Fund. Fra i dicasteri più in bilico c'è quello di Infrastrutture e Trasporti, che come detto potrebbe anche essere sdoppiato. Al posto di Paola De Micheli strenuamente difesa dal segretario dem Nicola Zingaretti sono spuntati i nomi dei due capigruppo del Pd al Senato e alla Camera, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, della renziana Raffaella Paita o del M5S siciliano Giancarlo Cancelleri

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Un'altra casella sugli scudi infine è quella del ministero per il Sud: l'attuale ministro, Giuseppe Provenzano, appare come superblindato anche perché il Sud riceverà una grossa parte dei fondi del Recovery, ma c'è chi dice che potrebbe essere sostituito o da Cancelleri o da un altro pentastellato, Francesco D'Uva.

Ultimo aggiornamento: 07:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA