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MARIO DRAGHI

Decreto Aiuti-Bis approvato dal Cdm, Draghi: «Stanziati altri 17 miliardi, cresceremo più di Francia e Germania»

Giovedì 4 Agosto 2022
Decreto Aiuti-Bis, Mario Draghi: «Così sosteniamo la ripresa dell'Italia». Con lui i ministri Daniele Franco e Roberto Cingolani

Mario Draghi: «Ecco il decreto Aiuti-bis: altri 17 miliardi di aiuti dopo i 35 miliardi già stanziati». Luce verde poco prima delle 19 da parte del Consiglio dei Ministri al dl con nuove misure di sostegno a famiglie e imprese.

Risposta pronta ai bisogni dell'economia e delle famiglie. E credibilità. Che è una componente «importante del perché l'Italia cresce». Mario Draghi torna a parlare dopo le settimane che hanno portato alla fine del suo governo. Un governo che lascia conti in ordine, anche meglio di quanto ci si aspettava, una crescita «veramente straordinaria», che ha permesso «senza scostamenti» di intervenire di nuovo per proteggere famiglie e imprese dai rincari dell'energia e dalla corsa dell'inflazione. E che punta a portare a casa in tempo per lo scambio della campanella con il prossimo presidente del Consiglio tutti i 55 obiettivi del Pnrr, in anticipo sulla scadenza della fine dell'anno.

«Certo resto un nonno» si schernisce davanti a chi gli chiede se sarà ancora «un nonno al servizio delle istituzioni» come aveva detto alla fine dello scorso anno. Ma alla domanda se ci sia, come chiedono alcuni leader, una sua «disponibilità», ripete di avere «più volte» esposto la sua posizione.

Non ci sarà, insomma, nessun altro governo Draghi. Chiudendo il Consiglio dei ministri «ho fatto gli auguri a chi va in vacanza e i migliori auguri per tutti i desideri e tutti i sogni di quelli che hanno la campagna elettorale, sono molto vicino a tutti loro», racconta.

E per chi invoca la sua «agenda» segnala non tanto singoli temi, «le priorità le deciderà il prossimo governo», ma la sua filosofia: «È difficile dire che esiste un'agenda: sono le risposte pronte ai problemi che si presentano. Risposta pronta e credibilità», soprattutto «internazionale», che è quella che aiuta, anche all'interno a «fare» quello che serve al Paese. «Avere il credito internazionale alto come lo ha l'Italia oggi - rivendica - è importantissimo per la crescita interna, per il benessere, per l'equità», in sostanza «per fare tutte le riforme necessarie senza avere il vincolo di un esterno che è ostile».

Certo, c'è incertezza, anche «politica, e non solo da noi, anche geopolitica», che fa addensare «nuvole» sulla fine dell'anno. Quindi sarà fondamentale, altro suggerimento per chi prenderà il suo posto a Palazzo Chigi, avere «consapevolezza delle difficoltà che tutti gli italiani affronteranno alla fine dell'anno».

E mantenere quella «coesione sociale» e il coinvolgimento delle parti sociali e delle forze politiche che è il «metodo» che ha consentito all'esecutivo, anche negli «affari correnti» di mettere in campo un provvedimento di «proporzioni straordinarie», il decreto aiuti bis, che «serve ad aiutare le famiglie in questa fase di incertezza e a proteggere questa ripresa di fronte a un peggioramento del quadro internazionale». Draghi difende con forza l'operato del suo governo, dalla riposta alla crisi del gas (il governo ha diversificato l'offerta e la nostra posizione è decisamente migliore degli altri Paesi Ue per stabilità delle forniture e stoccaggi) all'immigrazione (»abbiamo lavorato molto, si poteva fare di più, abbiamo fatto il possibile).

E ringrazia prima di tutto il ministro dell'Economia, Daniele Franco, che ha fatto 3, 4 non so quante finanziarie, una attività che non credo non abbia precedenti. Ma «tante cose non hanno più precedenti oramai», si lascia andare. Lui l'esperienza la vuole chiudere senza lasciare sospesi, a partire dal dossier della vendita di Ita che «non è mia intenzione - scandisce - lasciare al prossimo governo». Lo stesso vale per il contributo chiesto alle società energetiche, quella tassa sugli extraprofitti che in molti, finora, non hanno pagato. Nel decreto aiuti bis, 17 miliardi che il governo ha stanziato contro il caro-bollette, gli aumenti della benzina, la siccità, ci sarà una stretta per portare le aziende a versare il dovuto. «È mia intenzione che paghino tutto» perché, sferza le imprese, «non è tollerabile che in questa situazione» con famiglie e imprese «in difficoltà» ci sia «un settore che elude una disposizione del governo».

Il caso Ita

«Non è mia intenzione lasciare la questione» Ita «al prossimo governo, facciamo il nostro dovere fino in fondo».

Delega fiscale

«Avrei preferito che la delega fiscale fosse approvata oggi, ma le forze politiche si sono impegnate a votarla il 7 settembre».

Riforma processo penale

Il cdm inoltre ha approvato il decreto legislativo di attuazione della legge delega sulla riforma del processo penale.

Bonus psicologi

Salgono a 25 milioni le risorse a disposizione per il bonus psicologo: secondo quanto si apprende, nel corso del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto aiuti, su proposta del ministro Roberto Speranza i fondi aggiuntivi sono saliti dai 5 milioni inizialmente previsti a 15 milioni, che si vanno a sommare ai 10 milioni stanziati quando è stata introdotta la misura. 

Cuneo e smart working

In consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, il ministro del lavoro Andrea Orlando avrebbe sostenuto la «necessità di prorogare lo smart working per i fragili e per i genitori degli under 14», così come avrebbe insistito sull'aumento del taglio sulle tasse sul lavoro. Al momento non sono state individuate condizioni tecniche ma il Ministro Orlando ha assicurato che in sede di conversione proseguirà «nell'azione per individuare le risorse».

I contenuti del decreto Aiuti-Bis

Arriva il Decreto Dl Aiuti-bis chiamato a fare da scuso all’avanzata dell’inflazione. Dalle misure su stipendi, tra cuneo fiscale, bonus 200 euro e spinta ai benefit aziendali, a quelle per calmierare il caro-bollette, dalle norme per adeguare pensioni a quelle per tagliare le accise, ma c’è anche l’il capitolo scuola con un nuovo sistema di incentivi alla formazione e l’arrivo del «professore esperto». Il nuovo provvedimento del governo Draghi atteso il 4 agosto in Consiglio dei ministri, è un pacchetto rotondo di aiuti da 14,3 miliardi. E c’è anche una norma per sostenere la produzione dell’Ilva con una ricapitalizzazione fino a 1 miliardo di euro. Ecco tutte le novità in arrivo.

Pensioni. Il governo ha deciso di anticipare al primo ottobre una parte della rivalutazione degli assegni che sarebbe scattata il prossimo anno, sulla base dell’inflazione del 2022. Scatterà quindi un incremento del 2 per cento. A questo si aggiungerà, il recupero, sempre anticipato, dello 0,2% di rivalutazione relativa al 2021 che quest’anno - provvisoriamente - non era stata riconosciuta in maniera piena. Quindi l’incremento ad ottobre sarà del 2,2%. La restante parte di indicizzazione scatterà - aggiungendosi - nel 2023: se ad esempio l’inflazione sarà dell’8 per cento, si sommerà un ulteriore 6 per cento.

Bollette e pensioni, ecco gli aiuti. Decreto da 14,5 miliardi: assegno mensile rivalutato del 2,2%, bonus di 200 euro per le categorie finora escluse

Stipendi. Sulle retribuzioni fino a 35 mila euro l’anno (circa 2.692 mensili) è previsto un esonero dell’1 per cento rispetto ai contributi versati dal lavoratore. Esonero che si somma a quello dello 0,8% già in vigore. Il netto in busta paga aumenterà in proporzione. Il taglio dell’1 per cento vale da luglio a settembre e quindi si applicherà in modo retroattivo, verosimilmente dalla retribuzione di agosto. Il taglio dei contributi non avrà naturalmente effetto sulle future pensioni, perché lo Stato interverrà a garantire la differenza.

Autonomi. Il fondi destinato a compensare anche i redditi dei lavoratori autonomi rispetto al carovita viene incrementato e passa da 500 a 600 milioni. Saranno presto definite le modalità per utilizzarlo.

Bonus 200 euro. Verrà riconosciuto alle categorie che erano rimaste escluse come lavoratori somministrati e collaboratori.

Welfare aziendale. Viene raddoppiata a 516 euro la soglia entro la quale sono esenti da tassazione i benefit riconosciuti dalle aziende ai loro dipendenti. Sarà possibile far rientrare in questa voce anche i pagamenti per utenze di luce e gas.

Salva-Ilva. Nella bozza arrivata in Consiglio dei ministri c’è anche una norma per salvare l’Ilva viene autorizzata la possibilità di sottoscrivere aumenti di capitale fino ad un miliardo di euro. Lo prevede una nuova bozza, ancora soggetta a modifiche, del decreto aiuti bis. Nell’articolo contenente misure urgenti per il sostegno alla siderurgia, non si fa esplicito riferimento all’Ilva, ma si autorizza Invitalia a «sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, ulteriori rispetto a quelli previsti ai precedenti periodi» e fino ad un importo non superiore a un miliardo di euro.

Decreto aiuti, più fondi per siccità e autotrasporti. In arrivo 200 milioni per l’agricoltura, 150 andranno per i carburanti

Passando al tema caro energia, sono diversi gli interventi in arrivo.

Stop a modifiche unilaterali dei contratti. Con il gas e l’elettricità alle stelle, le compagnie energetiche dall’inizio dell’anno stanno scrivendo ai loro clienti che cambieranno i contratti e alzeranno le tariffe. Possono farlo, perché la legge lo permette, anche se sul contratto c’era scritto “prezzo bloccato”. E allora ecco che spunta nel Decreto lo stop, anche retroattivo, alle modifiche unilaterali dei contratti fino ad aprile 2023, un arco termporale più ampio rispetto alla prima ipotesi di limitare lo stop fino al 31 ottobre.

Bonus sociale rafforzato. Ma poiché da ottobre le bollette potrebbero raddoppiare, a questi prezzi, il governo corre ai ripari per rinforzare i bonus sociali già riconosciuto alle famiglie economicamente svantaggiate o in gravi condizioni di salute con Isee non oltre 12.000.

Tariffe amministrate per i “vulnerabili”. Sul tavolo, poi, oltre alla conferma dell’azzeramento degli oneri di sistema e dei crediti di imposta per le imprese c’è anche l’introduzione di una tariffa calmierata sul gas a partire dal 2023 per i cosiddetti “vulnerabili”, cioè chi si trova in condizioni svantaggiate, che ha disabilità, in condizioni di povertà energetica o ha oltre 75 anni. Il gas calmierato sarebbe fornito dagli operatori di ultima istanza. 

Extraprofitti. Non è escluso poi che nella bozza finale approvata dal Consiglio dei Ministri non spunti una norma ad hoc per stringere sulla tassa sugli extraprofitti. Perché finora gli incassi dell’acconto di giugno del balzello al 25% sui profitti delle aziende energetiche sono stati un flop. Tanto che nel ddl di assestamento di bilancio il governo ha ridotto la stima di gettito complessivo da 10,5 miliardi a 1,23 miliardi, 9,26 miliardi in meno. Per correre ai ripari, nel decreto Aiuti bis potrà essere inserita una norma per avviare controlli serrati sulle aziende e farle pagare.

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA