Decreto crescita, arriva un nuovo salva-banche: fino a mezzo miliardo per le fusioni al Sud

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Nel decreto crescita arriva un emendamento per salvare le banche del Sud e in particolare, secondo forza Italia, la Popolare di Bari. «È chiaro che in un Paese banco-centrico in cui le aziende dipendono dal credito bancario il fallimento di istituti di credito provoca costi sociali enormi. La norma» sulle Dta (Deferred tax assets, imposte differite attive o attività per imposte anticipate) «non riguarda solo gli istituti di credito ma è evidente che al Sud ci sono istituti in crisi che potrebbero, creare problemi qualora andassero in default o non fossero sufficientemente capitalizzati. Avendo l'ok della 'dg comp'», cioè l'antitrust Ue bisogna «intervenire in una situazione di urgenza». Lo ha detto il relatore al decreto Crescita, il leghista Giulio Centemero, spiegando la ratio dell'emendamento sulle banche dopo le proteste delle opposizioni che hanno provocato la sospensione dei lavori nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Una proposta che, secondo le opposizioni, non è una semplice riformulazione di una proposta già depositata ma una proposta del tutto nuova e va quindi trattata come nuovo emendamento dei relatori, consentendo un termine adeguato per presentare i sub-emendamenti.

La proposta prevede incentivi all'aggregazione delle imprese finanziarie (come le banche) e non finanziarie e consente di trasferire le attività fiscali differite ai soggetti derivanti dalle aggregazioni, trasformandole in credito d'imposta, non superiore a 500 milioni, a fronte di un canone annuo dell'1,5% della differenza tra dta e imposte versate. Si tratterebbe, come ha sostenuto in commissione Forza Italia, di una norma per consentire «il salvataggio della Popolare di Bari».

«I relatori della maggioranza M5s-Lega hanno appena spiegato in commissione di aver presentato un nuovo emendamento salva banche per motivi di urgenza», sottolinea Mauro Del Barba, deputato Dem della commissione Finanze. «Due giorni fa chiudevano un accordo sui tempi dei lavori in commissione con le minoranze e ora lo infrangono in zona Cesarini per introdurre un nuovo emendamento teso a salvare le banche? Questa è improvvisazione più che urgenza: spieghino agli italiani e alla commissione cosa stanno facendo. La vice ministra dell'Economia, Laura Castelli, ha appena dichiarato che l'emendamento serve 'a salvare le banche del Sud'. E lo fanno con i soldi degli italiani. Quindi, ancora una volta, le banche si possono salvare. Loro lo fanno alla chetichella e senza dibattito, forzando i tempi e violando gli accordi: questa è l'unica differenza». 

 
Lunedì 17 Giugno 2019, 17:19 - Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 06:51
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