Decreto fiscale, stretta sul lavoro nero. Cartelle, rate sanatorie e cassa integrazione: nuovi aiuti alle famiglie

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Luca Cifoni
Decreto fisclae, stretta sul lavoro nero. Nuovi aiuti alle famiglie

Tempi più lunghi per il pagamento delle cartelle fiscali e slittamento anche delle rate delle varie sanatorie. Poi una vistosa stretta sulle norme in tema di sicurezza del lavoro, accompagnata da un rifinanziamento della cassa integrazione. Meno generoso del previsto invece il fondo per gli incentivi auto. Il cosiddetto decreto fiscale, consueto “antipasto” della legge di Bilancio, punta quest’anno oltre che sulle materie strettamente tributarie anche sul lavoro con l’obiettivo di affrontare un’emergenza, quella del lavoro, che i mesi della pandemia non hanno certo reso meno pressante. La manovra vera e propria arriverà la prossima settimana: lunedì nella forma sintetica da inviare a Bruxelles e poi con l’articolato completo. 

«Vogliamo dare un segnale inequivocabile: non si risparmia sulla vita dei lavoratori» ha sintetizzato il presidente del Consiglio. Nello specifico, la stretta concordata con le parti sociali su muove lungo cinque linee. La prima tocca la percentuale di personale in nero sopra la quale scatta al sospensione dell’attività imprenditoriale: dall’attuale 20 per cento si scende al 10. Inoltre non ci sarà più bisogno di recidiva per l’adozione del provvedimento. C’è poi un deciso inasprimento delle sanzioni in materia di tutela della salute e della sicurezza: oltre al ripristino delle condizioni di regolarità, per la ripresa dell’attività sarà richiesto il versamento di somme aggiuntive per le varie infrazioni, fino ad un massimo di 3 mila euro o di 300 a lavoratore interessato. 

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Vengono poi potenziate le competenze dell’ispettorato nazionale del lavoro per il coordinamento degli intervento e della vigilanza, aumentano sia gli ispettori con 1.024 nuove assunzioni sia gli investimenti in tecnologia con 3,7 milioni in più nel prossimo triennio; si rafforza di 90 unità anche il personale dell’Arma dei Carabinieri impegnato su questo fronte. Infine è previsto il rafforzamento della banca dati dell’Inail (Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro) che dovrà essere condivisa con le Asl e lo stesso ispettorato del lavoro. 

Il dossier fisco comprende tre misure principali, tutte in tema di riscossione. Le rate di “rottamazione ter” e “saldo e stralcio” (le due procedure di definizione agevolata lanciate dal primo governo Conte) in scadenza nel 2020 oppure dal 28 febbraio al 31 luglio di quest’anno potranno essere versate entro il 30 novembre. Quanto alle cartelle, l’intervento di alleggerimento riguarda il termine per l’adempimento spontaneo, relativo a quelle dallo scorso primo settembre alla fine dell’anno (quindi da quando Agenzia delle Entrate-Riscossione ha ripreso ha inviarle dopo la lunga sospensione legata al Covid): ci saranno 150 giorni invece di 60, senza interessi di mora. Coloro che prima dell’avvio della sospensione avevano piani di rateizzazione già in essere potranno attendere fino a 18 rate non pagate, invece di 10, prima di vedere decaduta la rateizzazione stessa: si tratta di un evidente aiuto per chi è in difficoltà a rispettare le scadenze.

Il decreto contiene anche il rifinanziamento della cassa integrazione legata al Covid, con la possibilità per le aziende di utilizzare tredici settimane in più, dei periodi di quarantena che possono così essere equiparati a malattia e dei congedi parentali per i genitori di minori di 14 anni.

Risorse aggiuntive sono dedicate anche al fondo per gli incentivi all’acquisto di auto a bassa emissione. Per questa finalità lo stanziamento da qui a fine anno è di 100 milioni, rispetto ai 300 previsti nelle bozze preliminari del provvedimento. 

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 18:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA