Decreto rilancio è legge: più liquidità per i cantieri, via il fondo anti-evasione

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Luca Cifoni

Il testo del decreto Rilancio, firmato dal presidente della Repubblica, è finalmente arrivato in Gazzetta ufficiale e dunque sono in vigore i ben 266 articoli che lo compongono. Risultano quindi impegnati i 55 miliardi di dotazione finanziaria; ma come è normale e comprensibile in tempi così straordinari, anche questa gigantesca montagna di soldi lascia uno strascico di insoddisfazioni. Restano scontenti, almeno a metà, i rappresentanti delle scuole paritarie, che pure con l'ultima versione del provvedimento ricevono un contributo complessivo di 150 milioni: 70 sono stati aggiunti per le scuole elementari e medie, che devono fare i conti con il mancato versamento delle rette di una parte dei loro iscritti. Lo stanziamento viene giudicato un primo passo ma ancora insufficiente.

Decreto rilancio, il presidente Sergio Mattarella ha firmato. Il testo completo

Protestano anche i professionisti iscritti agli Ordini. Nella norma che contiene i contributi a fondo perduto per le piccole imprese che tra aprile 2019 e aprile 2020 hanno avuto un calo dei ricavi di almeno il 33 per cento è stato inserita l'esclusione esplicita oltre che dei lavoratori dipendenti anche gli iscritti alle Casse previdenziali private. In realtà, come gli stessi interessati ricordano, si tratta di una prosecuzione della scelta già fatta con il precedente decreto Cura Italia, che aveva escluso i professionisti dal sussidio di 600 euro destinato ad autonomi e commercianti, riservando per loro un fondo di ultima istanza da 300 milioni. Ora questo fondo è stato rifinanziato con ulteriori 850 e come avvenuto in precedenza dovranno essere le stesse casse ad erogare i sostegni agli iscritti, in riferimento alle mensilità di aprile e maggio. Quanto all'indennità per gli autonomi e le altre categorie, quelle relative al mese di aprile dovrebbero essere pagate dall'Inps in modo quasi automatico a partire da oggi, nell'arco di due-tre giorni, come ha ricordato lo stesso ministro dell'Economia Gualtieri. Gli interessati sono in tutto circa quattro milioni.

L'AGGIUNTA
Una piccola aggiunta è stata fatta sul capitolo appalti. In attesa del pacchetto più completo già messo a punto, che dovrebbe arrivare con il prossimo provvedimento di semplificazioni (nel quale troverebbero posto anche le norme sul voto plurimo) il governo ha intanto inserito un articolo che permette di portare al 30 per cento (dall'attuale 20) la percentuale dell'acconto che le amministrazioni possono riconoscere alle imprese appaltatrici e dà anche la facoltà di concedere di nuovo l'anticipo anche alle aziende che ne abbiano già usufruito. Obiettivo dichiarato, dare margini di liquidità a questi soggetti economici, in una fase in cui si punta sulla ripartenza dei cantieri dopo l'emergenza. Il penultimo articolo del decreto contiene le disposizioni finanziarie. Come previsto, il provvedimento vale 55 miliardi in termini di indebitamento e ben 155 quanto al saldo netto da finanziare (la rilevante differenza tra i due saldi dipende soprattutto dalle garanzie e dai fondi per la patrimonializzazione delle imprese, voci che non impattano sul deficit europeo). Ma tra le coperture, oltre al disavanzo autorizzato dal Parlamento, figurano anche i 3 miliardi del fondo destinato dalla legge di Bilancio per il 2021 ai premi per i consumatori che usano mezzi di pagamento elettronici. Una misura sulla quale lo stesso premier Conte faceva grande affidamento in chiave di lotta all'evasione, ma che ora, a distanza di cinque mesi, appare concepita in una diversa era storica. Quei soldi saranno utilizzati per altro, tanto più che il ricorso a carte e bancomat pare in crescita senza bisogno di stimoli.

Ultimo aggiornamento: 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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