GIUSEPPE CONTE

Dl semplificazioni, stralciati condono e stop assunzioni nella Pubblica Amministrazione

Martedì 30 Giugno 2020
Dl semplificazioni, stralciati condono e stop assunzioni nella Pubblica Amministrazione

Il dialogo e i tempi stretti: nelle prossime ore toccherà al premier Giuseppe Conte barcamenarsi tra questi due fattori su uno dei decreti-cardine per il rilancio post-Covid, quello semplificazioni. A Palazzo Chigi, nel tardo pomeriggio, Conte convoca i capi delegazione del governo e allarga la riunione ai rappresentanti dei gruppi parlamentari di maggioranza. È una riunione-fiume quella che vede, come principale novità, lo stralcio della norma che, secondo i suoi detrattori, avrebbe agevolato i condoni edilizi da parte nei Comuni. Una riunione fiume che, tuttavia, rischia di non essere risolutiva: diverse fonti di maggioranza registrano, a tarda sera, più di un dubbio sull'eventualità che il Cdm sul decreto sia convocato giovedì. Tant'è che la riunione si riaggiorna in tarda mattinata, alle 12. La riunione notturna ha luogo all'indomani dello scontro frontale tra Pd e M5S sul Mes e delle fibrillazioni in maggioranza sulla bozza del dl semplificazioni filtrata nelle ore scorse. Non a caso al premier viene chiesto - in particolare da Iv, secondo alcune fonti di maggioranza - di comunicare le bozze prima di tutto ai suoi alleati di governo. Il vertice è particolarmente affollato. Per il Pd ci sono Dario Franceschini, Roberto Gualtieri, l'ex ministro della Pa Marianna Madia e il vice segretario Andrea Orlando. Per Iv la capo delegazione Teresa Bellanova e i parlamentari Davide Faraone, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi. Leu, oltre a Roberto Speranza, si presenta con la capogruppo del Misto al Senato Loredana De Petris. 

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Alfonso Bonafede e Fabiana Dadone rappresentano la parte governativa del M5S. Tutti fanno sentire la propria voce- Chi sull'ampliamento del modello Genova e sull'isituzione dei commissari per ogni opera per rispettare i tempi. Chi sul piano shock per i cantieri (i renziani, ad esempio). E tutti, racconta chi era presente, chiedono al premier di stralciare la norma sul condono edilizio. Norma che, è il sospetto che filtra da alcune fonti di governo, sarebbe stata inserita da un ministero Dem nella bozza. Il testo viene esaminato articolo per articolo. E si opta per espungere anche le norme che prevedevano procedure più snelle per le assunzioni nella Pa, in particolare per il Mibact e per gli incarichi dirigenziali a termine a chiamata ex art. 6 della bozza. Il vertice, plasticamente, segna un'apertura al dialogo parlamentare da parte di Conte. Apertura richiesta un pò da tutti, a cominciare dal M5S, sul quale è costante il pressing degli alleati sull'attivazione del Mes.

Nei gruppi, qualche spiraglio al sì sembra aprirsi ma il rischio spaccatura, sul fondo, è altissimo. «Siamo passati dai penultimatum di Renzi a quelli di Zingaretti. Il segretario Pd sia chiaro e dica se il ritorno di fiamma con Berlusconi è così irresistibile», attacca la pasdaran Barbara Lezzi. Mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio insiste su due punti: la riforma del fisco, con un abbassamento delle aliquote, e una decontribuzione che abbassi il costo del lavoro per le imprese. «Idee chiare e concretezza», chiede Di Maio mentre, in tv, Speranza ribadisce l'importanza del Mes per migliorare il sistema sanitario: «se non ora, quando», è il suo appello.
 

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 00:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA