Decreto sicurezza bis, scafisti intercettati e multe alle navi

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Cristiana Mangani

È il primo consiglio dei ministri dopo le elezioni Europee, quello che ieri ha approvato il Decreto sicurezza bis. Matteo Salvini esulta: «Habemus decretum». Diverse correzioni sono state apportate, perché considerate necessarie per non violare i trattati internazionali e rischiare l'incostituzionalità. Anche se, alla fine, l'ok alle nuove norme è arrivato come primo effetto concreto della tregua nel Governo.

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Restano parecchi dossier sul tavolo, e rimane aperta la finestra su un eventuale voto a settembre. Tanto che il vicepremier leghista commenta: «Il nostro era e rimane il governo del cambiamento anche perché non abbiamo nessuna intenzione di cercare maggioranza diverse: questa è l'unica maggioranza possibile. Senza, ci sono solo le elezioni ma noi vogliamo andare avanti quattro anni». Primo segno tangibile di una relativa tregua è proprio l'approvazione del Decreto sicurezza bis che, sebbene rivisitato e corretto, resta un punto a favore di Salvini. Interviene Di Maio: è un buon inizio ma ora fare di più sui rimpatri.

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I DIVIETI
Nell'ultima versione spariscono le sanzioni per migrante trasportato, che non erano affatto piaciute al presidente della Repubblica, ma non le multe salate - da 10 a 50 mila euro - per i comandanti, l'armatore o il proprietario delle navi che non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali e che rischiano anche la confisca della nave. Vengono potenziate le operazioni di polizia sotto copertura con la possibilità di effettuare intercettazioni preventive, l'assunzione di 800 amministrativi per eseguire l'enorme arretrato di sentenze penali, l'istituzione di un Fondo per i rimpatri di 2 milioni di euro, il contrasto alle violenze in occasione di manifestazioni sportive, con la possibilità dell'arresto in flagranza di reato e le responsabilità delle società in caso di mancato controllo sui Daspo. I poteri del ministro dell'Interno sembrano aumentare in tema di immigrazione, visto che divieti, limitazioni e transiti delle navi rimangono di sua competenza. Sebbene - e qui un'ulteriore modifica del testo - i provvedimenti verranno presi «di concerto con il ministro della Difesa e il ministro delle Infrastrutture e trasporti, dopo aver informato il presidente del Consiglio». Le Ong rimangono sotto scacco, nonostante siano sparite le multe per ogni profugo, naufrago o salvataggio.
 

Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA