Donne e lavoro, il governo punta sulla rivoluzione rosa: premi, crediti e asili. Legge in arrivo contro il gap salariale

Venerdì 6 Agosto 2021 di Giusy Franzese
Donne e lavoro, il governo punta sulla "rivoluzione rosa": premi, crediti e asili. Legge in arrivo contro il gap salariale

I datori di lavoro che promuoveranno una neomamma appena rientrata della maternità, con conseguente aumento dello stipendio, potranno usufruire di uno sconto fiscale. Le neomamme, a loro volta, avranno un bonus aggiuntivo una tantum. Nelle aziende quotate e nella Pa dovrà essere nominato un diversity manager che avrà il compito di monitorare che le norme sulla parità di genere siano effettivamente applicate. Sarà varata una legge contro la disparità salariale tra donne e uomini con le stesse mansioni, ruoli e anzianità nelle aziende, che prevede sanzioni per chi supera la soglia del 5% di gap.

E poi: più giorni di congedo parentale per i padri e indennità più alta rispetto al 30% della retribuzione ordinaria stabilito attualmente per 6 mesi; finanziamenti bancari agevolati per lavoratrici autonome o imprenditrici; possibilità di congelare alcune rate del mutuo per le neo-divorziate o madri single a basso reddito o inoccupate, donne a basso reddito con genitori a carico, vittime di violenza. E ancora: incentivi, agevolazioni e decontribuzioni per l'imprenditoria femminile; premi alle aziende che erogano bonus per gli asili nido o creino strutture apposite; più donne ai vertici delle imprese e negli enti locali. 

Non manca la previsione di appositi fondi per spingere le ragazze ad appassionarsi, con corsi extra-scolastici, alle materie matematico-scientifico. È un menù ricco, quello che il governo sta preparando per favorire la parità di genere nell'ambito del Pnrr e che la ministra Elena Bonetti ha presentato ieri in consiglio dei ministri. Un documento di 32 pagine nel quale sono riassunti target e misure da varare o da potenziare a favore della parità di genere, in cinque settori strategici: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere. A disposizione, da qui al 2026, ci sono circa sette miliardi di euro. Obiettivo finale: scalare la classifica del Gender Equality Index dell'EIGE (Istituto Europeo per l'Uguaglianza di Genere), che attualmente ci vede al 14esimo posto in Europa, così da guadagnare 5 punti e rientrare nella top ten Ue. 

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Le aziende 

Il target è l’aumento di 4 punti percentuali del tasso di occupazione femminile e l’aumento consistente dell’imprenditoria femminile (dall’attuale 22 al 30% sul totale delle imprese): Sono ben undici gli interventi proposti. In alcuni casi si tratta di un potenziamento di norme già esistenti, come la defiscalizzazione e gli incentivi per le imprese che assumono donne non solo al Sud o che trasformano i contratti precari in stabili. Nelle aziende quotate e nella Pa dovrà essere nominato un “diversity manager” a garanzia della parità di trattamento tra donne e uomini.

I salari 

Il gap salariale tra uomini e donne nelle aziende private dovrà scendere dall’attuale 17%, al 10% circa. A tal fine arriverà una legge ad hoc che prevederà una soglia massima oltre la quale scatteranno le sanzioni e dovranno essere adottati sistemi di misurazione di equal pay a livello aziendale. Novità importante per il calcolo dell’assegno pensionistico: l’accredito dei contributi figurativi per la madre e per il padre sarà esteso a tutta la durata della maternità o della paternità obbligatoria. Allo studio anche l’aumento dell’indennità del congedo.

Il potere 

Le “quote rosa” nelle aziende quotate stanno funzionando ma adesso l’asticella si alza: le donne nei cda dovranno essere almeno il 45% (ora sono poco più del 38%). Per quanto riguarda la quota di donne in posizioni apicali e di direzione il target da raggiungere è il 35% rispetto al 24% attuale. Nuove norme con quote di genere anche per potenziare la presenza delle donne negli enti locali e ai piani alti della pubblica amministrazione. Infine la politica: sarà modificata la legge della par condicio così da garantire equo tempo in televisione alle candidate e ai candidati durante la campagna elettorale. 

Le competenze 

Le ragazze sono brave a scuola e all’università, ma ancora in tante snobbano le discipline Stem (matematico-scientifiche). Il piano si propone di incentivare la partecipazione delle studentesse a queste discipline e in educazione finanziaria attraverso lo stanziamento di appositi fondi per l’erogazione di corsi facoltativi in orari extra-scolastici. Attualmente la percentuale di studentesse di quinta superiore che non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica è circa il 50% contro il 36% degli studenti maschi. Dovrà scendere sotto il 35%.

Il tempo 

Continuano a essere troppe le donne che rinunciano a lavoro e carriera per stare dietro ai figli. Il piano si propone di aumentare il supporto dei papà, attraverso «l’estensione del congedo obbligatorio parentale per i padri, anche se lavoratori autonomi, ed alle medesime condizioni della maternità». Saranno erogati contributi a fondo perduto alle imprese che realizzeranno asili nido aziendali. Contemporaneamente saranno stanziati più fondi per la realizzazione degli asili nido comunali. Allo studio maggiori detrazioni fiscali per chi si avvale di badanti e baby sitter.

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