Draghi, appello bipartisan da 26 parlamentari per il rilascio dei prigionieri di guerra armeni ancora detenuti

Domenica 12 Dicembre 2021 di Franca Giansoldati
Draghi, appello bipartisan da 26 parlamentari per il rilascio dei prigionieri di guerra armeni ancora detenuti

Un altro Natale che arriva senza che la sorte dei prigionieri di guerra armeni detenuti nelle carceri azere si sia risolta. Sono ventisei i parlamentari italiani ( di ogni schieramento) che hanno firmato un appello al governo Draghi affinché si impegni a livello europeo per chiedere all'Azerbaigian di rilasciare i prigionieri di guerra e i civili armeni ancora detenuti nel Paese.

«A un anno dalla firma della dichiarazione trilaterale del 9 novembre, la situazione nel Nagorno-Karabakh e ai confini tra Armenia e Azerbaigian rimane tesa a causa del mancato rispetto del cessate il fuoco e delle incursioni di truppe azere nel territorio sovrano della Repubblica di Armenia - sottolineano i firmatari -. Ancora oggi, ci sono numerosi prigionieri di guerra armeni detenuti illegalmente nelle prigioni dell'Azerbaigian, ed emerge da molteplici fonti autorevoli il fatto che il patrimonio storico-culturale cristiano armeno nei territori passati sotto il controllo dell'Azerbaigian sia in pericolo. Inoltre, l'Azerbaigian, con il palese sostegno della Turchia, minaccia di creare, con l'uso della forza, un 'corridoio' extraterritoriale che unisca i due paesi attraverso il territorio sovrano ed internazionalmente riconosciuto della Repubblica di Armenia».

Una vicenda che aveva impegnato anche il Vaticano a chiedere la liberazione di questi militari. Il documento sottoscritto dai parlamentari italiani prosegue: «Ciò accade nonostante la dichiarazione trilaterale del 9 novembre 2020, che mise fine alla guerra, prevedesse lo sblocco di tutte le reti di comunicazione e trasporti della regione. È peraltro di queste ore la notizia che il Tribunale Internazionale dell'Aja ha emesso una sentenza in cui chiede all'Azerbaigian di garantire i diritti dei prigionieri di guerra, di prevenire l'incitamento all'odio razziale nei confronti della popolazione armena e di condannare il vandalismo nei confronti del patrimonio storico e culturale armeno».

La speranza dei parlamentari italiani è che il governo ponga come presupposto del rapporto Unione Europea-Azerbaigian - nell'ambito del Partenariato Orientale - il rilascio dei prigionieri di guerra e civili detenuti con «l'abbandono di retorica provocatoria e militarista a favore di percorsi costruttivi verso un sincero coinvolgimento in negoziati di pace ». Tra i firmatari Enrico Aimi, Paola Binetti, Stefano Borghesi, Andrea Cangini, Massimiliano Capitanio, Emilio Carelli, Laura Cavandoli, Giulio Centemero, Jari Colla, Vito Comencini, Tullio Patassini, Flavia Piccoli Nardelli.

Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA