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MARIO DRAGHI

Recovery Plan, Draghi incalza i ministri: «Subito i progetti, avete solo 48 ore»

Martedì 1 Febbraio 2022 di Marco Conti
Draghi incalza i ministri: subito i progetti Pnrr, «Avete solo 48 ore»

L’omaggio a Sergio Mattarella permette a Mario Draghi di riprendere a spingere con forza l’attuazione del Pnrr. L’occasione è il primo consiglio dei ministri dopo i giorni di trattative e scontri che alla fine hanno costretto le forze politiche a tornare sul nome del Presidente uscente. «Le priorità che ha espresso (Mattarella ndr) - la lotta alla pandemia e la ripresa economica e sociale del Paese - sono le stesse del governo», sottolinea il presidente del Consiglio che poi passa ad illustrare le note positive. 

«Voglio anche esprimere le mia soddisfazione per i dati sulla crescita che sono usciti oggi (ieri ndr), 6,5%. Sono il prodotto della ripresa globale, ma anche delle misure del governo, a partire dalla campagna di vaccinazione e dalle politiche di sostegno all’economia». Una percentuale, quella della crescita, che rappresenta un successo non da poco anche perchè il 6,5% di crescita colloca il Paese sopra la media europea. 

Nella riunione non vola una mosca e Draghi prosegue indicando ai presenti la data di domani per il prossimo consiglio dei ministri nel quale si dovrà discutere della seconda tranche di riforme previste dal Pnrr e che servono ad ottenere a giugno la seconda rata.

«L’erogazione della seconda rata, in scadenza al 30 giugno 2022 - spiega il premier - presuppone il conseguimento di 45 traguardi e obiettivi per un contributo finanziario e di prestiti pari a 24,1 miliardi di euro». Quindi, «in vista della realizzazione dei suddetti traguardi e obiettivi» tutti i ministri sono chiamati ad indicare «lo stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza, segnalando l’eventuale necessità di interventi normativi e correttivi connessi alla realizzazione dei suddetti obiettivi e traguardi». 

Ora che la partita del Colle si è chiusa e i ministri tornano ad occuparsi delle rispettive materie di competenza, per Draghi non c’è da perdere tempo. Quindi dà a tutti appuntamento per domani in un Consiglio dei ministri «dedicato a una puntuale ricognizione della situazione relativa ai principali obiettivi Pnrr del primo semestre dell’anno».

Rispettare le scadenze significa permettere all’Italia di incassare nelle prossime tre fasi oltre 64 miliardi. A giugno scade la seconda rata per 24,1 miliardi. La terza rata il 31 dicembre per 21,8 miliardi e a giugno del prossimo anno altra rata da 18,4 miliardi. Il primo obiettivo da 24,1 miliardi è stato raggiunto a dicembre anche se è attualmente oggetto di verifica da parte della Commissione Ue.

Draghi non intende mollare e lo ha fatto capire ieri pomeriggio in una riunione del Consiglio dei ministri durata poco più di mezz’ora nella quale, se si esclude la parte relativa alle misure sul Covid, ha parlato solo lui. 

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Più volte Draghi ha ricordato alle forze politiche e ai ministri l’importanza dei Pnrr per Il Paese. Si tratta in tutto di 191,5 miliardi di euro da spendere in riforme e progetti di ammodernamento del Paese nei prossimi cinque anni a cui si aggiungono altri fondi per un totale di 235 miliardi di euro. L’obiettivo di Draghi è di non perdere neppure un euro e convogliare le risorse in modo da «ridurre i divari territoriali, generazionali, di genere. Ad accelerare la transizione digitale e quella ecologica. A migliorare la scuola e rafforzare la sanità. E a riformare in modo profondo l’economia, per rilanciare la produttività, semplificare la burocrazia, favorire l’innovazione». 

Tra milestone (traguardi) e target (obiettivi), gli adempimenti conseguiti lo scorso anno sono 51 e dettagliati nella relazione di fine anno. Sul portale “Italia Domani” sono dettagliati anche per gli anni futuri e per l’anno in corso gli obiettivi sono raddoppiati: 83 milestone e 17 target. Si comprende quindi lo sforzo e l’urgenza del presidente del Consiglio per non perdere il ritmo delle scadenze visto che il Pnrr italiano prevede scadenze alla fine di ogni trimestre fino al 2026. La verifica della Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori avviene due volte l’anno e l’erogazione delle risorse avviene a seguito dell’esito positivo delle verifiche. Non ritardare l’invio di tutta la documentazione necessaria è quindi per Palazzo Chigi importantissimo. Occorre lavorare a testa bassa per evitare ritardi nell’erogazione dei fondi o, peggio, che vengano bloccati. Il mandato è quello di spingere al massimo le macchine burocratiche dei ministeri. Soprattutto della Transizione ecologica e delle Infrastrutture che hanno il maggior numero di obiettivi da conseguire nel primo semestre. 

Ultimo aggiornamento: 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA