Elezioni, Rosato (IV) fa l'analisi del voto: «No al fronte unico delle opposizioni, vediamo se Fi resterà moderata»

Elezioni, Rosato (IV) fa l'analisi del voto: «No al fronte unico delle opposizioni, vediamo se Fi resterà moderata»
di Emiliano Caliendo
Mercoledì 28 Settembre 2022, 19:33 - Ultimo agg. 29 Settembre, 08:13
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La conferenza stampa napoletana del plenipotenziario di Italia Viva, nonché braccio destro di Matteo Renzi, Ettore Rosato, serve a offrire un’analisi sul voto uscito tre giorni fa dalle urne. E lo fa a una platea, quella all’interno di una sala convegni dell’Hotel Mediterraneo, dov’è presente – tra new entry e vecchia guardia - la spina dorsale di Italia Viva in Campania.

Dall’assessore regionale Nicola Caputo al consigliere regionale Francesco Iovino, dalla coordinatrice provinciale Barbara Preziosi al gruppo di vecchi socialisti “Amici dell’Avanti” guidati da Giulio Di Donato e Marcello Lala, dall’ex sindaco dem di Afragola Domenico Tuccillo agli ex Forza Italia Armando Cesaro e Stanislao Lanzotti. Il dato nazionale del Terzo Polo Azione-Italia Viva segna un 7.7 tra Camera e Senato, non distante ma comunque inferiore al 8 per cento circa di Forza Italia, che Calenda aveva promesso di superare. In Campania la forbice tra le due liste è addirittura maggiore: il Terzo Polo si attesta attorno al 5 per cento circa tra le circoscrizioni Campania 1 e 2, mentre Forza Italia raggiunge oltre il 9 per cento dei consensi tra le due circoscrizioni.

Rosato giustifica così la distanza, colmabile, tra le due forze politiche: «Berlusconi è un genio delle campagne elettorali. L’ultimo giorno è riuscito a promettere, dopo aver promesso le dentiere d’oro, 1000 euro di pensioni a tutti i pensionati e il raddoppio del Reddito di Cittadinanza. Mai nessuno che vada a chiedergli: e dopo?». Rosato aggiunge che il Cavaliere è uno che «la campagna elettorale la vive fino in fondo». «Del resto, - sottolinea - sono arrivati di pochi decimali davanti al Terzo Polo e loro fanno politica da trent’anni. Noi facciamo politica da cinque settimane con il Terzo Polo. Direi quindi che siamo in netto vantaggio. In tutte le regioni del Nord siamo avanti a Forza Italia e in molte regioni e città siamo avanti anche alla Lega. Quindi, abbiamo dato dimostrazione di esserci. Dopodiché, ci confronteremo soprattutto sull’utilità in politica. Vedremo se Forza Italia sarà capace di tenere l’asse su un fronte moderato oppure se la destra prevarrà nelle decisioni e nelle scelte politiche di questo governo».

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Sul presunto Patto Draghi-Meloni, smentito da una nota di Palazzo Chigi - nella quale si precisa che l’obiettivo del premier in carica per gli affari correnti è di «permettere una transizione ordinata, nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali» – il numero due di Italia Viva si augura che «Meloni sappia legittimare il suo governo perché è in gioco l’interesse del Paese». «Penso – rimarca Rosato - che Draghi continuerà a fare la sua parte fino alla fine di questo governo ma poi lascerà, come giusto che sia, il nuovo governo, dato che Meloni al momento non ha nessun incarico, faccia con serietà la sua parte anche in Europa. Per noi serietà significa sostenere in maniera molto forte la nostra appartenenza europea». Rosato, eletto in Campania nel collegio 1 P02, risponde poi per le rime al commissario del Pd campano, Francesco Boccia, secondo cui «Calenda predica la dissoluzione del Pd da quando fa politica». «Diciamo – tuona - che lezioni da Boccia non ne prendiamo. Boccia si occupa in maniera molto seria della dissoluzione del Pd con molto successo, bisogna riconoscerlo».

Poi, sul tipo di opposizione che le truppe di Azione e Italia Viva andranno a fare in Parlamento è molto chiaro: «Per quanto attiene a noi, faremo l’opposizione ma non quella che piace a una certa sinistra, cioè quella a prescindere, rievocando il rosso contro il nero. Faremo un’opposizione sui temi quando sarà necessario fare opposizione. Sosterremo le scelte del governo quando saranno scelte da sostenere perché sono nell’interesse degli italiani». Sulla visione del Mezzogiorno che porteranno a Montecitorio e a Palazzo Madama i parlamentari centristi, Rosato – che, seppur friulano, ha i genitori originari di Napoli dove ha lavorato in gioventù come bancario – spiega di avere «un legame e un affetto per questa città» che considera come «la capitale naturale del Mediterraneo». «È una città – spiega - su cui lo Stato deve investire con forza ma c’è bisogno che anche le autorità locali investano».

Le letture sul voto al Sud sono quindi due: «Quella del Reddito di Cittadinanza e del M5S che ha fatto oggettivamente uno straordinario risultato, che però è una cultura che punta all’assistenza, non spende mai una parola sullo sviluppo. C’è poi la cultura dello sviluppo, quella che crede che qui si possa fare di più e meglio che al Nord. Che qui ci sono le condizioni per sviluppare l’economia, con grandi industrie già insediate che sviluppano al meglio le loro capacità. C’è chi crede che Napoli possa vivere solo di assistenza, noi no. Pensiamo che Napoli e la Campania possano vivere di sviluppo e di crescita».

Hanno seguito la conferenza stampa anche il coordinatore regionale di Azione, Giuseppe Sommese, e quello della città di Napoli, Luciano Crolla, a dimostrazione che la fusione tra il partito di Calenda e quello di Renzi è a ormai un passo. Rosato, che presiederà il 13 ottobre la prima seduta della Camera, in quanto vicepresidente dell’assemblea durante la scorsa legislatura, ricorda ancora una volta che «il gruppo parlamentare unico» tra Italia Viva e Azione è già realtà, e che una volta proclamati gli eletti, «si lavorerà rapidamente» per dar vita al partito unico. «C’è tutto l’interesse nostro a costruire qualcosa che sia stabile, il nostro obiettivo è di essere il primo partito alle europee», assicura. Ma chi sarà il capo della nuova creatura politica, che sarà iscritta al gruppo macroniano Renew Europe del Parlamento Europeo, Calenda – frontman della campagna elettorale appena trascorsa – o Renzi? «Ci sarà una guida – replica Rosato - che sarà decisa dagli iscritti e dagli elettori. In politica il termine comandare porta male, noi costruiremo un partito dove ci sarà la capacità di una guida collettiva e degli organismi, con obiettivi comuni. Abbiamo vinto questa campagna elettorale sugli obiettivi comuni perché pensiamo le stesse cose e così vogliamo continuare».

Un ultimo pensiero viene riservato alla legge elettorale che porta il suo nome, il Rosatellum, che andrebbe, secondo il suo stesso ideatore, presto abrogata: «Io voglio abrogare questa legge elettorale e farne una che esiste già, che è quella per l’elezione del sindaco. Come si elegge il sindaco in ogni città, come si eleggono i consiglieri comunali con le preferenze, io vorrei eleggere il presidente del Consiglio e i parlamentari. Un sistema facile e noto ai cittadini. Ci abbiamo provato ma il referendum nel 2016 è andato male. Speriamo – conclude - che questa legislatura consenta di fare questo».

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