«Ora una nuova agenda», M5S processa Di Maio e Di Battista

di Simone Canettieri

La tempesta perfetta. Con tutti i personaggi chiave del M5S sott'accusa che a loro a volta si rinfacciano mancanze a vicenda. E se allora Luigi Di Maio si dice in diverse telefonate con i fedelissimi «prigioniero di questa situazione», stretto tra l'incudine (della responsabilità del contratto di governo con la Lega) e il martello (del Movimento che perde consensi specularmente all'avanzata della Lega); il gemello diverso ritornato dalle Americhe, Alessandro Di Battista, in diversi colloqui si sfoga e gli rimprovera la «linea morbida con Salvini che ci sta fagocitando e poi è inutile che io vada in tv». Ma allo stesso tempo sono in molti, vicini al capo politico, ad accusare Dibba di «non funzionare», «di essere male utilizzato» anche perché «è facile andare in tv e dire che poi si ripartirà per l'India: qui ci rimaniamo noi, però».

«Noi» e «lui», Matteo Salvini, che dopo aver strapazzato alle urne abruzzesi gli alleati li rincuora facendo sapere loro, quasi carezzandoli sulla nuca, che «tanto non cambia nulla per il governo, tranquilli amici».
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Martedì 12 Febbraio 2019, 12:00
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1 di 1 commenti presenti
2019-02-12 14:49:59
dilettanti allo sbaraglio!!!!

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