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Elezioni Comunali 2022, il voto nelle città: alle urne per 978 sindaci, tensione nelle coalizioni

Domenica 12 Giugno 2022 di Diodato Pirone
Elezioni Comunali 2022

Oggi circa 9 milioni di italiani sono chiamati a votare per eleggere i sindaci di 978 Comuni. Il voto è amministrativo ma ha una rilevanza politica poiché vanno al voto ben 26 capoluoghi di provincia (fra i quali quattro regionali: Palermo, Genova, L’Aquila e Catanzaro). Cinque anni fa, in una fase molto diversa dall’attuale, con Matteo Renzi presidente del Consiglio e una intensa ondata migratoria dall’Africa, quasi ovunque si affermò il centrodestra. Che però per questa tornata in molti comuni non è riuscito a trovare un’intesa fra tutte le componenti e qui e là non mancano forti polemiche. Anche se sulla sponda del centro-sinistra non tutto fila liscio, a differenza di altre amministrative i Dem hanno trovato l’accordo con i 5Stelle quasi ovunque. E dunque questo voto è una sorta di piccola prova generale del “campo largo” immaginato dal segretario Pd Enrico Letta.

L'Aquila

Bondi punta al bis, ma Pezzopane lo sfida

Il centrosinistra dell’Aquila a trazione Pd, seppure senza una “costola” ma i 5Stelle nel motore, cerca di riprendersi il capoluogo d’Abruzzo e scalzare l’uscente Pierluigi Biondi (FdI, con sei liste tra cui Lega e il movimento del senatore Quagliariello), uomo forte di Giorgia Meloni. Il tentativo è affidato alla deputata Stefania Pezzopane (sei le liste anche per lei) che però non potrà contare sui moderati di Americo Di Benedetto, consigliere regionale, candidato con due liste civiche e una a trazione Calenda. Quarta candidata, con una sola lista, Simona Volpe.

Genova

Bucci cerca la riconferma con l'appoggio dei renziani

Il sindaco uscente di Genova, Marco Bucci, è di centrodestra. Ed è alla ricerca della riconferma dopo l’epocale vittoria del 2017 che vide il centro-sinistra perdente dopo 40 anni. Qui il centro-destra è unito e tira la volata a Bucci anche la renziana Italia Viva. Per la corsa alla guida della città della Lanterna il centrosinistra c’è l’avvocato Ariel Dello Strologo, sostenuto da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. In totale sono 7 i candidati alla carica di sindaco compreso un candidato No Vax (Movimento 3V): Manzano Olivieri, 38 anni, nato in Messico da padre messicano e madre genovese.

Palermo

In sei per il dopo-Orlando. Nervi tesi sul tema mafia

Palermo va al voto delle comunali in un clima teso, segnato dalle polemiche per l’impegno dei due condannati per vicende di mafia, Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro - in sostegno di Roberto Lagalla (centrodestra) - e per l’arresto di un candidato di Forza Italia per voto di scambio: Pietro Polizzi. Per sostituire Leoluca Orlando, che dal 1985 è stato sindaco per sei volte, si presentano sei candidati. Quello di centrosinistra è Franco Miceli. Poi c’è Fabrizio Ferrandelli (Azione); Francesca Donato (ex Lega); Rita Barbera (Potere al popolo) e l’indipendentista Ciro Lomonte.

Verona

Spaccatura tra Lega e FI. Tommasi unisce Pd e 5S

A Verona sono in campo in campo 6 candidati, tra cui il primo cittadino uscente Federico Sboarina, di Fratelli d’Italia. Il centrodestra è diviso, con il partito della Lega che sostiene l’attuale primo cittadino e Forza Italia che invece appoggia Flavio Tosi, ex Lega ora a capo di una lista civica. A essere unito invece è il centrosinistra con un’ampia coalizione che sostiene l’ex calciatore Damiano Tommasi che, se dovesse vincere, inaugurerebbe una nuova fase politica in una Verona che storicamente vota a destra. Probabilmente si andrà al ballottaggio previsto per il 26 giugno.

Frosinone

Nel capoluogo ciociaro la corsa dei 5 aspiranti

Cinque aspiranti sindaco nel capoluogo ciociaro che torna al voto dopo cinque anni e vede chiudersi l’era Ottaviani. Il sindaco leghista termina la sua esperienza dopo due mandati e il centro-destra unito punta su Riccardo Mastrangeli per continuare a governare. Lo sfidante più accreditato è Domenico Marzi, già sindaco dal ‘97 al 2008, del Pd, sostenuto da 5stelle e liste civiche. I socialisti, però, vanno per conto loro con Vincenzo Iacovissi e lo stesso fa Azione, con Mauro Vicano che è sostenuto anche da Udc e una civica. Corre da solo, infine, il civico Giuseppe Cosimato. Si vota anche in altri 7 piccoli centri.

Rieti

Sinibaldi (FdI) favorito, Petrangeli (Pd) ci riprova

Mai una sfida è stata così partecipata in città: tre candidati sindaco e ben diciannove liste a sostegno che, in termini matematici, si traducono con un candidato ogni 100 elettori. Sette liste per Simone Petrangeli, centrosinistra, già sindaco dal 2012 al 2017, arrivato a contendersi la fascia tricolore dopo aver battuto alle Primarie l’assessore regionale Claudio Di Berardino, in corsa per il Pd. C’è poi Daniele Sinibaldi, il grande favorito della vigilia, espressione di Fratelli d’Italia e candidato del centrodestra che mette in fila ben nove liste. Infine , Carlo Ubertini, socialista della prima ora che, oltre al Psi, è sostenuto da due civiche. 

Viterbo

Il centrodestra è diviso, una donna per la sinistra

A Viterbo si sfideranno oggi ben otto candidati sindaco, in una partita che quasi certamente si concluderà al ballottaggio. Il centrodestra corre diviso tra Laura Allegrini (Fratelli d’Italia) e Claudio Ubertini (Lega, Forza Italia e Udc), mentre l’ex sindaco di centrodestra Giovanni Arena (il Comune è commissariato dall’inizio dell’anno) si è schierato con la candidata sindaco del Pd, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, e i 5Stelle. Tra i favoriti anche l’outsider Chiara Frontini. Record di liste e di aspiranti consiglieri, 724, a fronte di 53 mila elettori.

Parma

A destra torna Vignali. Intesa fra Dem e Pizzarotti

A Parma centro-destra frammentato. La Lega e Forza Italia sostengono una vecchia conoscenza della politica parmigiana, Pietro Vignali, sindaco dal 2007 al 2011 (quando si dimise dopo un’inchiesta giudiziaria), mentre Fratelli d’Italia ha scelto la corsa solitaria, sostenendo Priamo Bocchi. Il centrosinistra è unito dietro a Michele Guerra, assessore alla cultura uscente, sostenuto dal Pd che ha siglato un’alleanza con “Effetto Parma”, il movimento fondato da Pizzarotti dopo la sua uscita dal M5s. A Parma, primo comune importante conquistato dai pentastellati, non c’è lista M5S.

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