Berlusconi rilancia Forza Italia e il governo tecnico: «Draghi premier, è lui l'uomo giusto»

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di Pietro Perone

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L'aveva immaginata come la campagna elettorale del grande ritorno dopo i servizi sociali e la bestia nera dell'incandidabilità e invece i problemi di salute hanno finora impedito a Silvio Berlusconi, capolista di Forza Italia anche nella circoscrizione meridionale per le europee, di tornare sui palchi.

Come va la salute?
«Bene, grazie. Sono grato a tutti coloro che si sono preoccupati e mi hanno dimostrato affetto. Ho passato dei momenti molto difficili e molto dolorosi, ma il mio fisico ha risposto in un modo che ha sorpreso gli stessi medici. Ora non vale più neppure la pena di parlarne, dobbiamo occuparci dei gravi problemi procurati da questo governo sugli italiani».

In queste elezioni si fronteggiano diverse visioni dell'Ue. C'è poi chi di Europa non si interessa affatto e le considera soprattutto una verifica politica nazionale. Lei da che parte sta?
«Noi di Forza Italia in vista delle prossime elezioni del 26 maggio ci siamo dati due missioni, una in Italia, una in Europa. In Italia quella di cambiare questo governo che fa male agli italiani per sostituirlo con un nostro governo di centro-destra che faccia ripartire l'economia, gli investimenti e l'occupazione che sollevi i nostri concittadini dall'oppressione fiscale, dall'oppressione burocratica, dall'oppressione giudiziaria che ci affliggono. La seconda in Europa quella di cambiare l'attuale Europa dei burocrati di Bruxelles e dell'austerità ottusa in un'Europa dello sviluppo, sostenitrice dell'economia per far crescere le imprese e l'occupazione, con una politica comune sulle frontiere, sull'immigrazione, sulla ripartizione dei richiedenti asilo che hanno diritto alla permanenza nel continente tra i vari Stati in percentuale alla loro popolazione. Occorre anche riprendere il progetto dei padri fondatori con un'unica politica estera e una comune politica della difesa. Il che vuol dire mettere insieme tutte le forze armate di tutti gli Stati europei e diventare così una potenza militare a livello mondiale, per poter difendere i nostri interessi, i nostri valori, la nostra identità».

Il suo principale alleato, Matteo Salvini, sostiene che a Bruxelles si parla solo di finanza e auspica che l'Ue venga guidata da un blocco composto dalla destra francese, l'AdF tedesco, i sovranisti austriaci. Lei, invece, è da sempre uno dei leader del Ppe. Non le sembra un ulteriore elemento di contraddizione per il centrodestra italiano?
«Non credo che forze così diverse possano davvero andare d'accordo fra loro, anche perché i diversi sovranismi, ovviamente, confliggono fra loro. Spero invece che Salvini sia disponibile ad un'alleanza di centro-destra anche in Europa, con il PPE, i Liberali, i Conservatori, la parte responsabile delle destre. Solo una maggioranza di questo tipo può cambiare davvero l'Europa, e solo noi di Forza Italia siamo in grado di lavorare dall'interno del Partito Popolare, che è la maggiore forza politica in Europa, per realizzarla. Per questo dico spesso che il solo voto davvero utile in queste elezioni è quello a Forza Italia».
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Sabato 18 Maggio 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 19 Maggio, 08:13
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