Niente numeri per governare, è già caccia ai nuovi «responsabili»

di Di Giacomo e Lo Dico

C'è finora un comune denominatore a frazionare le varabili governiste di Salvini e Di Maio: la pesca di parlamentari all'interno del Pd, unico vero bacino di voti potenziali che serve peraltro a raggiungere il quorum per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, si sta rivelando molto scivolosa per entrambi. I pontieri del centrodestra sono già partiti nell'opera di scandagliamento alla ricerca dei papabili «volenterosi», ma l'operazione è piuttosto ardua per via dello stallo in cui è piombato il Nazareno. Nuovi spiragli potrebbero aprirsi nel congresso di lunedì. Ma finora i nomi dei parlamentari dem annotati nella lista da Salvini, in queste ore frenetiche vengono aggiunti, cancellati e poi ancora riscritti.

Al Senato la pattuglia dei possibili «peones» è molto ristretta. Molto dipenderà dalle decisioni che assumerà Matteo Renzi, che a Palazzo Madama ha ancora un margine per dettare la linea al suo gruppo parlamentare. La maggior parte dei 54 senatori eletti nel Pd proviene a maggioranza dalla corrente di partito del leader dimissionario. Nell'elenco degli «abbordabili» al vaglio dei parlamentari del centrodestra, ci sono finiti tutti quei senatori che hanno manifestato i propri malumori verso il segretario uscente: Luigi Zanda, Roberta Pinotti, Franco Mirabelli, Annamaria Parente, Alan Ferrari, Bruno Astorre e gli orlandiani Roberto Rampi e Monica Cirinnà. Dal canto suo, Renzi, qualora fosse disponibile a intavolare delle trattative, può contare comunque su una quindicina di senatori a lui vicini: tra questi figurano Andrea Marcucci, Dario Parrini, Salvatore Margiotta e Francesco Bonifazi. Michele Emiliano, fautore invece dell'alleanza con il Movimento 5 Stelle, non può contare su nessun senatore, l'unico parlamentare vicino al governatore pugliese è il deputato Francesco Boccia. Restando al Senato, nella lista dei «volenterosi» stilata dai salviniani sono finiti anche i tre eletti nel Pd rappresentanti delle altre liste aggregate ai Democrat: Riccardo Nencini, Pierferdinando Casini ed Emma Bonino. Sugli ultimi due però sussistono forti dubbi in ottica Salvini: Casini avrebbe l'intenzione di correre a sindaco di Bologna con l'appoggio del Pd, mentre le posizioni sull'immigrazione di Bonino renderebbero ardua un'alleanza con la Lega.
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Giovedì 8 Marzo 2018, 06:47
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