Elezioni, Renzi esclude le larghe intese: «Mai con gli estremisti, il centrodestra non è moderato»

Renzi (lapresse)
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«La stabilità del Paese non vale l'accordo con gli estremisti. Non c'è nessuna stabilità possibile se dai il controllo del Paese agli estremisti». Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi a In 1/2 ora in più escludendo l'ipotesi larghe intese. Alla domanda se non farà l'accordo neanche con Berlusconi risponde: «Non faremo assolutamente l'accordo con gli estremisti». E a Lucia Annunziata che gli chiede se invece delle larghe intese sarebbe disponibile a un governo di unità nazionale, replica: «La distinzione delle formule non la capisco».

Il segretario dem ha lanciato un appello all'elettorato cattolico: «Abbiamo avuto punti di discussione con una parte importante del mondo cattolico» come su unioni civili e biotestamento. «È una discussione che probabilmente vedrà una frattura almeno con una parte del mondo cattolico italiano. Ma da Roma oggi voglio dire alle donne e agli uomini del mondo cattolico di questo Paese di riflettere bene su cosa avverrà: faccio un appello alle persone che vivono le parrocchie e la realtà associativa. Siamo al bivio: il centrodestra non è a trazione moderata». 


Ospite di Lucia Annunziata, inoltre, Renzi ha commentato l'endorsement di Prodi per Gentiloni: «Essere primo partito e primo gruppo è un obiettivo a portata di mano: la mobiltazione di Roma oggi è stata quasi commovente». Ieri «è successa una cosa molto importante: Prodi ha detto parole chiare sulla coalizione di centrosinistra, mentre la sinistra radicale ha fatto la scissione che rischia di far perdere la destra. Non posso che esserne contento: non c'è alcuna preoccupazione personale». Non ha sofferto il fatto che Prodi non l'abbia citato dal palco di Bologna, non riconoscendo i suoi risultati? «Quello che abbiamo fatto non lo cancella nessuno. Che sia riconosciuto o no, i risultati di questi anni restano sul tavolo». E ancora, su Gentiloni: «Il premier potenziale lo decide il presidente della Repubblica. Ma chi ha fatto il presidente del Consiglio come Paolo Gentiloni è chiaro che potrà giocarsi le sue carte anche in futuro. Ma noi non litigheremo mai anche perché a sinistra litigano già abbastanza gli altri».

Poi un commento sul caso rifiuti e tangenti che ha portato De Luca jr alle dimissioni: «Un gesto personale che lui ha fatto con grande serietà, grande rispetto perché dice di non aver fatto niente. Penso e spero che querelerà Di Maio che gli ha dato dell'assassino e spero che Di Maio rinunci all'immunità parlamentare, se è un uomo». De Luca jr «è stato molto serio, si è dimesso perché abbiano un alibi in meno: Di Maio si è buttato sulla prima inchiesta...».

Infine, Renzi ha fatto accenno al caso De Falco, accusato dalla moglie sul Corriere della Sera di aver aggredito lei e la figlia. 
«Noi non cavalcheremo la schifezza che abbiamo visto» nel M5s ma «se c'è qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, su quello tutti insieme si dica no - ha detto il segretario Pd - Sulla violenza non si scherza. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello lì. La lotta alla violenza contro le donne deve essere patrimonio di tutti».
Domenica 18 Febbraio 2018, 14:41 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 10:20
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