Rifiuti, firmato il protocollo d'intesa
ma Salvini diserta la conferenza

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Anche Matteo Salvini firma il Protocollo d'intesa per la Terra dei Fuochi, ma alla fine l'evento a Caserta é tutto cinquestelle. Il ministro dell'Interno non si presenta alla conferenza stampa in prefettura, lasciando il palcoscenico (ed evitando le domande) a Luigi Di Maio e ai compagni di MoVimento nell'esecutivo. «Aveva una cena di gala al Quirinale, si scusa», dice il premier Giuseppe Conte, ma l'assenza ripropone le tensioni tra Lega e M5S sui rifiuti, sui termovalorizzatori contro la differenziata. Anche se vengono recisamente smentite da fonti dell'esecutivo. «Tutto a posto» con Salvini, risponde l'altro vicepremier alla fine, esultando da napoletano perché - dice - con il nuovo piano d'azione contro i roghi tossici «faremo tornare a respirare questa terra».

L'accordo è sottoscritto dai ministri dell'Ambiente, della Giustizia, della Difesa e del Sud, nonché dal governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca. La Terra dei Fuochi «ci piacerebbe chiamarla Terra dei Cuori», auspica Conte. Premier e ministri prima della firma incontrano don Maurizio Patriciello, prete che lotta contro la camorra e i roghi tossici. E Aurora, una bimba malata di cancro a causa delle esalazioni.

 

Bonificare il territorio é «un lavoro più grosso di qualsiasi altra sfida del governo», proclama Di Maio, ma l'esecutivo, nonostante smentite e precisazioni, non appare così compatto. In mattinata Salvini, prima di diramare un comunicato con premier e vicepremier M5S sul rispetto del contratto, «per una soluzione condivisa» e «un'economia circolare e verde», commenta l'idea di Di Maio di chiudere gli impianti anche al Nord. «La Lombardia non torna indietro, anzi l'obiettivo è che anche altre regioni vadano avanti - scandisce Salvini - Non voglio un paese che torni indietro».
 
 

​Conte rivendica il suo ruolo di raccordo. «Non c'è nessuna polemica, c'è qualche diversità di vedute ma l'indirizzo politico del governo è chiaro». Il contratto, sempre quello. «Prevede di potenziare la raccolta differenziata, per andare oltre gli impianti attuali», dice il professore. «Salvini ha espresso delle posizioni pensando alle criticità», sottolinea. Il capo leghista arriva in felpa tra applausi di sostenitori e contestazioni degli ambientalisti, con momenti di tensione. Nel palazzo un po' di malumore del governatore De Luca, che testimoni raccontano costretto a fare anticamera e che convoca una sua conferenza stampa alla Reggia di Caserta. Lui che a Salerno da sindaco ha imposto la differenziata e che ha già bollato di «buffonata propagandistica» l'azione del governo.
 

Fuori della prefettura intanto cori «vergogna, vergogna» all'indirizzo del vertice. Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania: «Siamo esasperati, ma non vogliamo fare nulla di male. Vogliamo che qualcuno scenda a parlare con noi».

Dentro Di Maio é costretto a rispondere sull'assenza di Salvini al tavolo e si dice «dispiaciuto», ma giustifica il partner del contratto. «Siamo una grande squadra», assicura. Poi nega che gli abbia dato fastidio l'attivismo del rivale in Campania: «Non siamo cani che marcano il territorio, lui qui é benvenuto e può fare molto per la sicurezza». Ma quando gli chiedono dell'incontro del leader leghista con Silvio Berlusconi, ribatte: «Normale, sono alleati, noi invece abbiamo un contratto. Si rivedranno per progettare liste per le prossime elezioni regionali, come faremo noi per andare contro di loro anche alle comunali».

La partita, insomma, al di là del Protocollo d'intesa, é aperta con la Lega. E resta ad alta tensione.
Lunedì 19 Novembre 2018, 16:05 - Ultimo aggiornamento: 19-11-2018 23:01
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