Elezioni, Enrico Letta: «Evitare che il centrodestra arrivi al 70% dei seggi, con Rosatellum rischio scenario da incubo». Conte: «Arrogante»

Elezioni, Letta: «60 collegi uninominali contendibili, con il Rosatellum rischio scenario da incubo»
Elezioni, Letta: «60 collegi uninominali contendibili, con il Rosatellum rischio scenario da incubo»
Martedì 6 Settembre 2022, 10:43 - Ultimo agg. 21:30
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«Ci sono tre percezioni sbagliate che si stanno diffondendo nel Paese» e che «rischiano di far fare al nostro Paese un salto nel vuoto per i prossimi anni». Lo ha detto Enrico Letta in un discorso ai candidati, via Zoom. «La prima, una vittoria annunciata della destra e quindi di conseguenza un clima da liberi tutti: 'La destra ha già vinto, quindi a quel punto perché votare un partito che è più in grado di batterla di altri? Il rischio è che al posto del voto utile ci sia il voto della leggerezza, della superficialità. Il voto per le liste di Calenda e Conte è oggettivamente, oggi, un aiuto per la vittoria della destra: uno vuol fare il governo con Meloni, l'altro ha il sostegno di Trump, l'abbiamo ascoltato ieri. Prima percezione sbagliata allora: ha già vinto la destra, è inutile combattere, tanto vale dare il voto con leggerezza e superficialità.

Letta, il messaggio ai candidati Pd

Fra le percezioni sbagliate che si stanno diffondendo nel Paese c'è quella secondo cui a destra «vinceranno, ma non governeranno, perché si squaglieranno subito dopo e a quel punto si rimescoleranno le carte in Parlamento; sarà come una falsa partenza, ma poi tutto tornerà normale. Percezione sbagliatissima, perché con una vittoria larga della destra, le carte si rimescoleranno, ma all'interno della destra. Tutti coloro che sono fuori dalla destra non avranno nessuna voce in capitolo». Ha aggiunto il segretario del Pd. Un'altra è: «tanto l'Europa alla fine ci salva, tanto non ci possono far fallire, tanto comunque la sistemeranno loro, da Bruxelles. È una terza percezione sbagliatissima che mi ricorda molto quello che accadde nel Regno Unito prima del voto della Brexit. Pensarono in questo modo e alla fine tanti non andarono a votare, perché non pensavano sarebbe stato così decisivo. Eppure quel voto, una volta dato, è rimasto per sempre, come è giusto che sia. Perché il voto in democrazia non può immaginare una cancellazione successiva. Una volta che hai votato quelle sono le conseguenze. Ecco quindi la terza percezione sbagliata: dopo non ci salverà qualcun altro, sta a noi oggi, nella campagna elettorale e nel voto, salvare noi stessi, salvare l'Italia».

«17 giorni per cambiare la storia del Paese»

«Voglio lanciare un allarme per la democrazia italiana, peso le parole, non voglio usarle a vanvera: abbiamo 17 giorni per cambiare la storia del nostro Paese ed evitare che l'allarme per la democrazia italiana diventi realtà».Ha detto Enrico Letta. «Un +4% a Calenda o a Conte tolti a noi, oggi, consentirebbero alla destra di superare il 70% di rappresentanza parlamentare. Viceversa, un +4% a noi consentirebbe di tenere la destra sotto il 55% e quindi di riportare la partita nella contenbilità. Pensate agli effetti perversi di questa legge elettorale». Ha sottolineato il segretario Dem. «Tutto questo ovviamente per la questione degli uninominali, dove si gioca la partita e dove viene eletto il primo o la prima. Ecco perché questa torsione ipermaggioritaria ci dice che per evitare il rischio della democrazia c'è solo il voto per noi».

Il rosatellum

«C'è un problema oggettivo: la torsione iper-maggiroitaria della legge elettorale che, congiunta alla riduzione del numero dei parlamentari, crea un rischio che venga stravolta nei fatti la nostra Costituzione, un rischio democratico che il nostro Paese non ha mai vissuto come adesso». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in un discorso ai candidati, via Zoom. «Oggi è possibile che il 43% dei consensi dati al centrodestra si trasformi in un 70% dei seggi. Immaginatevi cosa sarebbe se il 43% diventasse il 70% del Parlamento, significa dare la possibilità di cambiare la Costituzione, che la destra si elegge i membri del csm come gli pare, i giudici costituzionali, vorrebbe dire uno stravolgimento totale del nostro sistema. Gli effetti della legge elettorale, la peggiore di sempre, potrebbero dare al nostro Paese uno scenario politico e democratico da incubo».

«Ci sono 60 collegi uninominali che sono contendibili, là una crescita nostra consentirebbe di riportare la partita in una logica di contendibilità. Se invece in quei collegi la crescita di Calenda o Conte abbassa le nostre chance di vincere, non sarebbero Calenda o Conte a vincere quei collegi ma sarebbe la destra, che potrebbe raggiungere quel 70% con evidente rischio di stravolgimento della democrazia del nostro Paese».

Conte a Letta: su voto utile grande arroganza

«Cari cittadini non cadete nella mistificazione opportunistica di chi dice che il voto utile sia solo il voto utile solo a se stesso, trovo tanta arroganza in questa posizione». Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando a Corriere.tv e replicando a chi gli chiedeva delle parole di Enrico Letta che ha detto che il voto a Calenda o a Conte dà alla destra il 70%. «Noi - ha aggiunto Conte - non lavoreremo con la Meloni, abbiamo un'agenda progressista». «Andiamo orgogliosamente da soli», ha detto in un altro passaggio, ma «è stata anche una decisione di Letta» che «ha pensato che avrebbe costruito un grande rassemblemant, o piuttosto un mero cartello elettorale, e ritenendo che noi non fossimo funzionali o peggio dandoci per spacciati voleva prendere i nostri voti, ma ha fatto un grave errore politico». Conte ha ricordato il non voto di M5s alla fiducia a Draghi ma ha aggiunto «se fosse stata questa la ragione, allora non avrebbe dovuto fare l'alleanza con Fratoianni che ha votato 55 volte contro il governo o Bonelli che non l'ha mai votata: c'è una contraddizione forte in questa prospettiva».

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