Elezioni Europee, scure Antimafia su sette impresentabili ma è polemica sui criteri

Tre i nomi nella circoscrizione Sud: sono D'Agostino, Gambino e Greco

Elezioni Europee
Elezioni Europee
di Dario De Martino
Mercoledì 29 Maggio 2024, 07:00 - Ultimo agg. 13:22
5 Minuti di Lettura

A ogni elezione è ormai un appuntamento fisso, con il carico di polemiche al seguito. Ed anche per la tornata delle Europee arriva puntuale il momento della lista dei cosiddetti "impresentabili". Definizione giornalistica per la lista dei candidati che non sono in regola con il codice di autoregolamentazione delle candidature, il decalogo approvato dalla commissione antimafia per tutte le competizioni elettorali. Ebbene: a fronte di venti nomi segnalati dalla Direzione nazionale antimafia che ha effettuato lo screening, solo sette sono stati ritenuti dalla commissione in contrasto col codice di autoregolamentazione. Dei sette nomi dell'elenco reso noto ieri dalla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, ben cinque sono candidati al Sud o nelle Isole. Nessuno candidato nella circoscrizione Nord-Est, uno solo (Luigi Grillo di Forza Italia - Noi Moderati) al Nord-Ovest. Uno anche per il Centro: Antonio Mazzeo, l'unico esponente del Pd. Ben tre, invece, nella circoscrizione Sud. E due sono i campani: Alberico Gambino, già sindaco di Pagani e candidato con Fratelli d'Italia, e Angelo Antonio D'Agostino, presidente dell'Avellino calcio e candidato con Forza Italia. L'altra meridionale è la calabrese Filomena Greco, candidata con Stati Uniti d'Europa. Chiudono la lista due candidati nella circoscrizione delle Isole: Marco Falcone di Forza Italia e Giuseppe Milazzo di Fratelli d'Italia.

I casi

Entriamo nel merito, partendo da una precisazione necessaria: la presenza nella lista degli "impresentabili" non significa esclusione dalle liste. Per quasi tutti i problemi sono di carattere giudiziario. Il patron dell'Avellino e sindaco di Monfalcone Angelo Antonio D'Agostino è stato inserito nella lista per via di un rinvio a giudizio dal gup di Roma del 2016 per corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. La prossima udienza sul caso si terrà il 26 giugno. Attraverso una nota, l'avvocato Teodoro Reppucci, difensore di D'Agostino, spiega: «l'accusa di corruzione a carico di Angelo Antonio D'Agostino è decaduta, mentre permane quella di falso rispetto alla quale, pur potendo far valere la prescrizione, maturata ormai tre anni fa, D'Agostino sta chiedendo con forza l'assoluzione con formula piena, perché certo della propria assoluta innocenza». Gambino, invece, paga la decadenza da sindaco di Pagani dopo lo scioglimento del Comune di Pagani nel 2011.

Dalle vicende in questione, però, l'ex fascia tricolore del comune Salernitano è già risultato assolto. E per questo si sfoga: «Sono stato assolto in tutti i gradi di giudizio perché il fatto non sussiste. Non solo ho dovuto subire per anni una pesante vicenda giudiziaria, ora dopo l'assoluzione c'è anche questa nuova beffa. È assurdo. Io vado avanti, come sempre. Spero che il metodo di compilazione di queste liste venga presto cambiato». L'altra candidata nella circoscrizione Sud è Filomena Greco. L'esponente di "Stati Uniti d'Europa", a gennaio 2024 è stata rinviata a giudizio per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Processo in corso il processo davanti al Tribunale di Castrovillari. Da Italia Viva fanno sapere di aver fiducia nella loro candidata e ricordano: «Da sindaco appena insediato nel 2016, rescisse il contratto per la raccolta dei rifiuti con una Società che era stata attinta da interdittiva antimafia. È ancora coinvolta in un procedimento penale di primo grado solo perché ha rinunciato di propria iniziativa alla prescrizione essendo evidente la sua totale e completa innocenza».

Video

La solidarietà

La presidente della commissione Antimafia Colosimo è soddisfatta per i tempi: «Siamo riusciti a invertire la tendenza di dare il nome degli impresentabili il giorno prima del voto. Grazie alla direzione antimafia che ci hanno trasmesso gli elenchi in tempo congruo per verificarli a nostra volta col lavoro dei magistrati consulenti in commissione». Ma non mancano le polemiche. «Questa etichetta di "impresentabile" affibbiata ad un candidato alla vigilia di una elezione non si addice assolutamente né D'Agostino né a Gambino che non sono mai stati condannati», dice il coordinatore regionale e capodelegazione uscente al Parlamento europeo di Fi Fulvio Martusciello. Particolare rumore fa la vicenda Gambino. «È nella lista degli impresentabili solo per un fatto documentale legato allo scioglimento del comune di Pagani. Il codice di autoregolamentazione dell'antimafia andrebbe modificato e me ne sono fatto già promotore», annuncia il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Antonio Iannone secondo cui «è assurdo che una persona assolta in Cassazione si trovi anche definito "impresentabile". Questo aggiunge ingiustizia all'ingiustizia già patita». Sul caso interviene anche il viceministro degli Esteri, esponente salernitano di Fdi, Edmondo Cirielli: «È incredibile come un'istituzione come quella parlamentare possa avere sue articolazioni che si muovono con un regolamento contro lo spirito della carta costituzionale. La vicenda di Gambino, dimostra come la nostra democrazia si stia allontanando da quella tracciata dalla nostra carta fondamentale». Solidarietà viene espressa anche dal vicepresidente di Noi Moderati e membro della commissione Antimafia Pino Bicchielli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA