Fondi Ue, il monito del ministro Lezzi: «Regole da cambiare, così puniscono il Sud»

di Francesco Lo Dico

Ministro per il Mezzogiorno Barbara Lezzi, il tema dei contributi in eccesso versati dall'Italia a Bruxelles e la polemica sulle inadempienze dell'Europa ha rimesso al centro del dibattito il tema dei fondi europei e del loro mancato utilizzo da parte nostra. Come mai, dopo tante promesse, la svolta ancora non è giunta sicché oggi rischiamo di perdere altri 3 miliardi che ci spetterebbero di diritto?
«I fondi di coesione hanno lo scopo di diminuire il divario tra Nord e Sud, ma se questo obiettivo non è stato finora centrato ha forti responsabilità anche l'Europa, che deve cambiare regole e atteggiamento».

Avete in corso interlocuzioni con Bruxelles?
«Proprio oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto un incontro con la Commissione per discutere l'assegnazione dei nuovi fondi previsti per la programmazione del 2020. Abbiamo scoperto che ci sono in ballo alcuni criteri inaccettabili che potrebbero penalizzare il nostro Paese e danneggiare proprio le regioni più svantaggiate per le quali sono stati ideati. Un paradosso inaccettabile».

Di cosa si tratta?
«L'Europa vorrebbe vincolare la quota di risorse da assegnare a ciascun Paese a quelle che chiamano condizionalità macroeconomiche. In parole povere, se hai i fondamentali a posto hai diritto alle risorse. Viceversa, te le cancellano. Un assoluto controsenso per i fondi di coesione. Che rifiutiamo con forza. La logica al contrario va ribaltata: laddove c'è necessità, i fondi devono essere di più e spesi anche meglio».
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Sabato 8 Settembre 2018, 08:00
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