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SILVIO BERLUSCONI

Forza Italia, la svolta di Berlusconi: «Rafforziamo il Centro»

Giovedì 3 Febbraio 2022 di Mario Ajello
Forza Italia, la svolta di Berlusconi: «Rafforziamo il Centro»

Forza Italia è un pendolo tra pulsioni centriste e salviniste. Teme per se stessa (il sondaggio Ghisleri, il primo dopo la vicenda Colle, la quota al 6 per cento). 

Ed è assediata dal Pd che sta lettianamente gettando promesse di futuri accordi da Nuovo Nazareno se gli azzurri vanno al centro mollando il centrodestra, e da Renzi che ha avviato lo scouting per prendere pezzi del partito berlusconiano («Salvini non vi candida più, ha pochi collegi sicuri e deve spartirseli con la Meloni») e portarli nel suo alveo e poi magari in quello di un futuro accordo con il centrosinistra sia se la legge elettorale cambia in modalità proporzionale sia se resta questa.  

Una tenaglia tra Letta (Enrico, ma i suoi ottimi rapporti con lo zio Gianni li conoscono tutti), Renzi, quelli di Coraggio Italia e gli altri centristi, per desalvinizzare Silvio Berlusconi ma soprattutto i suoi e aprire nuovi scenari. Questa manovra strisciante - già sono al lavoro pontieri dem amici di senatori azzurri che consigliano: «Mollate Salvini e Meloni, con loro non avete futuro» - i consiglieri filo-leghisti di Berlusconi la conoscono o la paventano e così anche Salvini. Quindi va bloccata subito. E il Cavaliere per ora tenta di bloccarla (ma non è affatto detto che prima o poi proprio lui si farà alfiere del nuovo centro come polo di mezzo tra gli altri due) e lo fa puntando sull’orgoglio degli azzurri: «Il centro siamo noi e siamo il centro del centrodestra». 

Ovvero: non abboccate alle profferte di chi vuole allontanarci da Salvini. «Forza Italia - incalza - dev’essere il perno moderato, europeista e atlantista, cattolico e liberale del centrodestra italiano. Saremo il cuore di un centrodestra che si dovrà presentare alle prossime elezioni profondamente rinnovato e contrapposto alla sinistra». Quindi atto berlusconiano di fedeltà a Salvini. Ma come spesso capita per il Cavaliere, il «concavo e convesso» per eccellenza, le verità sono due. O Salvini la smette di inseguire Giorgia (in realtà i due neppure si parlano più e Matteo dal consiglio federale ha fatto sapere: «Noi con la Meloni non c’entriamo»), di fare l’anti-europeista in Europa e di sabotare il governo Draghi, oppure la sirena del polo moderato e mediano, per Berlusconi, potrebbe imporsi su ogni altra opzione. È più importante il non detto che il detto nelle parole di Silvio. 

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La verità è che la situazione è in grande movimento da tutte le parti (il lungo e fraterno incontro tra Di Maio e Giorgetti ieri rientra nel novero delle manovre in corso tra neo-centrismo stellato e post salvinismo leghista?) e il versante azzurro è quello che fibrilla di più. Esiste il rischio, anche se negato dai vertici, che pezzi di Forza Italia, quell’area moderata e super-draghiana, quelli che hanno affossato nel voto segreto la Casellati, quelli stanchi della «sudditanza» a Salvini e Meloni, prendano il largo in direzione centrista. Va intanto bene l’atto di fedeltà berlusconiana a Salvini, ma poi? Si riuscirà a tenere la baracca forzista unita mentre da fuori tutti la insidiano e la vogliono smembrare? È una fase delicatissima per Berlusconi questa. 

Lo stesso Berlusconi che, dopo la botta nella partita Colle, non può non vedere che la coalizione di cui fa parte non ha dato prova né di unità d’intenti né di chiarezza. Ma prende tempo il Cavaliere, oggi ancora filo-salvinista ma domani chissà perché è sempre l’uomo dei piani B. I consiglieri da pax lettiana gli dicono di attestarsi al centro non del centrodestra e l’attrazione per Renzi, che al centro si sta muovendo, che vuole federarlo con gli altri soggetti per arrivare a un autonomo 15 per cento che non appartiene a nessuno dei due poli adesso in campo, è un’antica abitudine mentale per il Cavaliere. Che è il re del mai dire mai, anche quando sta dicendo una cosa che vorrebbe apparire chiara e netta. 

Ultimo aggiornamento: 17:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA