«Subito l'autonomia», Salvini accelera: Consiglio dei ministri in settimana

Lunedì 13 Maggio 2019 di Emilio Pucci

«Io in Consiglio dei ministri la settimana prossima interverrò sul decreto sicurezza bis, sull'autonomia e sulla diminuzione delle tasse, ma anche sulla necessità di sbloccare i cantieri, tema che vede i 5Stelle timidi. Non si può continuare a dire no anche alla Tav. Poi, se vogliamo parlare di conflitto di interessi, parliamone...». Così Matteo Salvini, ospite di Lucia Annunziata su Rai3, detta la sua agenda agli alleati 5Stelle da qui alle Europee. «Nel Consiglio dei ministri i rapporti cambiano se non si mantengono le parole date», avverte il capo leghista.

Messaggio perentorio, che colpisce direttamente anche Roma, rilanciando lo Spacca-Italia su cui i ministri grillini stanno facendo muro, dicendo - da Giulia Grillo a Sergio Costa - no a un'Italia di serie A e un'altra di serie B. Ma il Carroccio ha urgente bisogno di ripartire, dando un segnale ai suoi elettori nordisti che premono per l'autonomia, a costo di inimicarsi quelli tanto faticosamente conquistati al centrosud. Di qui, anche l'ultima mossa leghista in Parlamento: un ddl sottoscritto dall'intero gruppo, che di fatto mette fine al trasferimento dei rifiuti da una Regione all'altra, obbligando tutte a dotarsi di un proprio termovalorizzatore. Un messaggio esplicito a Virginia Raggi e alla sua linea di veti sugli inceneritori in una Capitale ormai in emergenza cronica per i rifiuti.
 
Ogni Regione, prevede dunque la norma leghista, ha l'obbligo e la responsabilità di smaltire i propri rifiuti. Basta, dice la Lega, con le discariche. Basta con il business dei rifiuti perché esportarli all'estero rappresenta «un costo eccessivo» per l'Italia e ne beneficiano solo i Paesi del Nord Europa. Basta con «l'automatismo della legge Renzi» per cui «chi possiede termovalorizzatori deve accettare» la spazzatura altrui. Il partito di via Bellerio punta a risolvere a monte il problema dell'immondizia. Obbligando le Regioni a costruire impianti per essere autosufficienti e producendo allo stesso tempo energia. E per chi si sottrae è previsto - dopo una diffida - il commissariamento automatico.

«Serve una legge nazionale. Bisogna mettere fine alla logica del trasferimento della spazzatura da una regione all'altra e dall'Italia all'estero», sottolinea Simona Bordonali, deputata della Lega ed ex assessore in Lombardia, prima firmataria della legge. «I termovalorizzatori esistenti - aggiunge - sono sovraccarichi. Lo Sblocca-Italia non risolve il problema. La situazione non è più gestibile». L'obiettivo è modificare l'articolo 35 del decreto legge del 2014 che si sottolinea nel testo «non tiene conto dell'autonomia di pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti» e ha portato ad una «deresponsabilizzazione delle Regioni per quanto concerne il raggiungimento di obiettivi virtuosi in materia di gestione dei rifiuti». Occorre, invece, mettere fine ad una gestione «emergenziale» e recepire le direttive europee.

Il trasferimento dei rifiuti da una Regione all'altra per la Lega deve essere «una extrema ratio» e può essere disposto solo «previa intesa con la Regione di destinazione che stabilisce anche le condizioni del conferimento», fermo restando che alla regione destinataria va indirizzato un contributo «nella misura di 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato». Ma lo Stato deve imporre ecco l'obiettivo della legge alle Regioni deficitarie un adeguamento della pianificazione «entro centottanta giorni» e l'avvio delle procedure per la realizzazione di «interventi strutturali». Mentre il governo deve individuare «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni» della legge per ciascuna Regione «la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani». Nel caso di mancato rispetto «da parte della regione degli adempimenti a proprio carico», è prevista una procedura di commissariamento «con l'individuazione espressa del presidente della regione quale commissario ad acta». «Oggi c'è l'impellente necessità di ridurre al minimo i rifiuti da conferire in discarica», si sottolinea. Sempre sulla stessa materia, al Senato, invece, la Lega ha depositato un altro testo che «oltre a elevare a 500 euro la sanzione amministrativa pecuniaria minima applicabile in caso di abbandono di rifiuti, devolve ai comuni, anziché alle province, i proventi delle relative sanzioni, allo scopo di rendere maggiormente stringente la normativa e di salvaguardare il decoro delle nostre città dal malcostume di alcuni cittadini, oltre che di tutelare l'ambiente e l'igiene pubblica».

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