Green pass, per i senatori senza certificato dal 15 sospensione e taglio della diaria

Anche i membri del governo dovranno mostrare il certificato verde

Mercoledì 13 Ottobre 2021
Green pass, per i senatori senza certificato dal 15 sospensione e taglio della diaria

Green pass in Parlamento, per i senatori senza certificato verde dal 15 ottobre scatta la sospensione e il taglio della diaria. Nel frattempo "l'Alternativa c'è" fa ricorso alla Consulta contro l'obbligo del Green pass. Un ricorso diretto alla Corte costituzionale, dunque per conflitto di attribuzione: è quanto si apprestano a fare i parlamentari della componente de «l'Alternativa c'è», per contestare l'adozione in Parlamento dell'obbligo di Green pass. Con il ricorso Ac non intende, viene spiegato, colpire solo la delibera della Camera dei deputati che ha introdotto l'obbligo del pass ma lo stesso impianto del decreto legge sull'obbligo nei posti di lavoro.

 

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Sospensione e taglio della diaria

«Il Senato si è adeguato alla normativa generale sull'obbligo del green pass. Da venerdì 15 ottobre scatta l'obbligo di esibire la certificazione verde Covid-19, rilasciata in conformità alle disposizioni vigenti, per accedere alle sedi del Senato. Per i senatori che dovessero violare l'obbligo della certificazione sono previste sanzioni, tra cui la sospensione fino a 10 giorni, con il relativo taglio della diaria, che verrà disposta dal Consiglio di presidenza. La verifica della certificazione verrà effettuata mediante l'utilizzo della app Verifica C19 con l'impiego di dispositivi digitali di proprietà del Senato della Repubblica». È quanto si legge in una nota congiunta dei senatori questori Antonio De Poli, Laura Bottici e Paolo Arrigoni.

 

Anche i membri del governo dovranno mostrare il Green pass

Come accadrà per tutti gli altri lavoratori, da venerdì anche per accedere alla Camera ed al Senato i parlamentari e i loro collaboratori, ma anche i membri del governo dovranno mostrare il green pass. Una delibera dei deputati questori trasmessa a tutti i deputati, infatti definisce l'esibizione del certificato come condizione «inderogabile» per poter accedere in tutte le sedi di Montecitorio. In alternativa al green pass, sarà richiesto un tampone molecolare o un test antigenico.

Al deputato che dovesse rifiutarsi di esibire il documento verrà applicata la sanzione dell'articolo del regolamento interno di Montecitorio per i «fatti di eccezionale gravità che si svolgano nella sede della Camera, ma fuori dell'aula»: la «censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da 2 a 15 giorni di seduta». Oltre a impedire la partecipazione ai lavori parlamentari per il deputato che non si adegua, la sanzione ha anche un costo economico: circa 250 euro al giorno, pari alla diaria che non viene percepita quando non si partecipa alle votazioni.

Una decisione cui i deputati di l'Alternativa C'è reagiscono con un ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione. Nella loro delibera, i questori hanno anche deciso una modifica del regolamento in materia di giustificazione delle assenze: in caso di applicazione della «censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari» le ritenute sulla diaria di soggiorno ai deputati interessati siano operate con riferimento a tutti i giorni compresi nel periodo di interdizione nei quali l'assemblea tiene seduta, indipendentemente dal fatto che siano o meno previste votazioni.

La situazione sarà analoga a Palazzo Madama. Per evitare assembramenti in arrivo a Montecitorio, i Questori hanno disposto l'apertura di un ulteriore portone di accesso su Piazza del Parlamento, da cui accedevano le scolaresche, i gruppi di visitatori e quanti intendevano accedere alle tribune del pubblico durante le sedute. Il controllo sarà affidato agli assistenti parlamentari. A Montecitorio in molti vedono l'arrivo dell'obbligo di green pass come il viatico verso il ritorno alla normalità, rappresentata anche dalla riapertura del Transatlantico, da giugno 2020 trasformato in estensione dell'Aula per garantire il distanziamento, anche ai giornalisti parlamentari. Una riapertura, quella del «corridoio dei passi perduti», che il presidente Roberto Fico ha assicurato alla stampa parlamentare in tempi brevi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA