E ora la strana coppia Salvini-Di Maio fa asse contro Pd e Forza Italia

di Marco Conti

A dieci giorni dalle elezioni dei presidenti delle Camere, c'è un elemento che emerge dalle mosse dei partiti. Ovvero che pensare, peggio minacciare, a nuove elezioni a breve è impensabile. Almeno a giudicare dagli umori che filtrano dal Quirinale dove si osservano i posizionamenti dei partiti che, in attesa delle consultazioni, provano a dettare condizioni.

Serviranno settimane, se non mesi, per convincere i partiti a trovare uno sbocco alla crisi, ma che la soluzione non sia il ritorno al voto in tempi brevi lo hanno capito tutti e in parte lo temono. Il primo a comprenderlo è stato Silvio Berlusconi che, facendo di necessità virtù, ha sostenuto sin dal 5 marzo che occorre fare un governo, se possibile di centrodestra, ma comunque un governo per dare stabilità al Paese ed evitare ripercussioni sui mercati. Dopo qualche giorno di travaglio alla stessa considerazione è arrivato il Pd. Renzi lo ha sottratto dal possibile abbraccio con i 5S dove volevano spingerlo molti non Pd. Scongiurato il rischio prima Orlando, poi Cuperlo, in aggiunta il neosegretario Martina, Renzi e ieri Delrio hanno aperto ad un possibile governo di scopo che faccia la legge Finanziaria e metta mano al Rosatellum.
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 09:55
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