Ilva, grillini pronti a rompere: «Lo scudo penale da abolire»

Sabato 19 Ottobre 2019 di Simone Canettieri Jacopo Orsini
Ilva, grillini pronti a rompere: «Lo scudo penale da abolire»

«Se il governo metterà la fiducia cadrà sull'Ilva». L'altra sera i ministri M5S Stefano Patuanelli (Sviluppo economico) e Federico D'Incà (Rapporti con il parlamento) sono stati avvisati dai loro colleghi del Senato, capitanati da Barbara Lezzi, ex ministro e pugliese doc: «Siamo pronti ad andare a casa». L'emendamento collegato al decreto salva imprese sull'abrogazione delle nuove tutele legali per Arcelor Mittal ha la firma di 17 grillini. In trincea ci sono anche big del calibro di Nicola Morra, Danilo Toninelli, Michele Giarrusso e Gianluigi Paragone. Alla fine, confermano dal Mise la norma sarà abrogata. Poi, però, in Aula ci sarà un ordine del giorno che impegnerà il governo a discutere della vicenda ex Ilva nel prossimo provvedimento.

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LA FRONDA
La fronda grillina quasi ci scherza su: «Un odg non si nega a nessuno, l'importante è che adesso la norma sarà cancellata». Per rientrare in un altro provvedimento? «Non se ne parla», rispondono Lezzi e gli altri che in questa fase stanno giocando anche una battaglia interna al Movimento, creando così più di un problema a Luigi Di Maio che abolì lo scudo, salvo poi riproporlo. Il Pd nelle ultime ore aveva proposto con il capogruppo Andrea Marcucci una mediazione con tutele più blande per l'impresa, sempre vincolate alla bonifica dell'area ma non è passato. Anche Italia Viva di Renzi - in asse con il M5S sulla manovra - non alza lo scontro. Fanno fede al momento le parole del capogruppo Davide Faraone dell'altro giorno: «Bisogna tenere insieme sviluppo industriale, occupazione e conversione ambientale. Nessun passo indietro, il ministro Patuanelli ci ha rassicurati».

Ma la partita è molto complessa e lunedì inizieranno i lavori della commissione dove è stato depositato l'emendamento di Lezzi. In questa fase il capogruppo M5S Gianluca Perilli, fresco di elezione, si trova a tenere unito il gruppo perché non tutti i senatori grillini sono intenzionati a togliere lo scudo. E il Pd potrebbe approfittare delle divisioni per inserire di nuovo una qualche forma di tutela legale, magari più blanda. Uno scenario fotocopia rispetto a quando già successo. Il governo 5 stelleLega aveva infatti abolito lo scorso aprile lo scudo per i vertici di Arcelor Mittal, il colosso franco indiano che ha rilevato l'ex stabilimento Ilva di Taranto. Per poi tornare a ripristinarlo, anche se in forma più circoscritta, con il decreto salva imprese ora all'esame del Senato. Una protezione che ora in base al faticoso accordo trovato fra dem e grillini verrà di nuovo cancellata.

Sullo sfondo resta il rischio di un disimpegno di Arcelor MIttal dall'Italia. I vertici del gruppo per ora attendono di capire cosa succederà in Parlamento. Ma la nuova retromarcia dell'esecutivo è certamente considerato un ostacolo in più dall'azienda, che ha appena cambiato guida in Italia. Al posto del francese Matthieu Jehl è arrivata infatti la manager italiana con fama di dura Lucia Morselli. Patuanelli ha detto che la incontrerà all'inizio della prossima settimana ma ha già chiesto «rispetto del lavoro parlamentare». In allarme ovviamente i sindacati, colti di sorpresa dall'ultima mossa della maggioranza. Il governo, riassume il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Marco Bentivogli «fornisce un buon alibi all'azienda per andare via».

Ultimo aggiornamento: 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA