Infrastrutture, centinaia di mini-appalti bloccati nel Mezzogiorno

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di Nando Santonastaso

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Piscine pubbliche, rotonde stradali, assi di collegamento ai grandi nodi autostradali. E ancora, opere di monitoraggio e di messa in sicurezza dei bacini idrogeologici, interventi di edilizia scolastica e soprattutto tanta, tantissima manutenzione (per quanto sempre insufficiente rispetto al reale bisogno). È un contenitore piuttosto ampio quello che in Italia va per la maggiore nel campo delle opere pubbliche appaltate. Secondo un dato dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili, l'80% degli appalti sotto il milione di euro che rappresenta la soglia più gettonata nella classifica generale degli importi delle gare - appartiene appunto a questa tipologia di interventi. Siamo ben lontani dai super appalti della Tav o del ponte Gronda di Genova, della Napoli-Bari o della statale Jonica tra Puglia e Basilicata: eppure anche queste opere, appaltate soprattutto dai Comuni (ma anche da altre stazioni importanti come i Provveditorati alle opere pubbliche) non sfuggono all'elenco dei lavori fermi o bloccati per varie ragioni, non ultima la scarsa capacità progettuale delle amministrazioni più piccole.
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Giovedì 21 Marzo 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2019 13:20
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