La prima volta del ministro Provenzano: «Il Sud non è una causa persa ma basta ritardi sui fondi Ue»

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di Nando Santonastaso

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«Questo governo non è contro il Nord ma amico del Sud perché così è amico di tutta l'Italia», dice convinto Giuseppe Provenzano, 37 anni, siciliano, nella sua prima intervista da ministro del Sud a un quotidiano. E precisa: «Non basta essere meridionali per essere anche meridionalisti, anzi la storia ci ricorda che spesso sono stati proprio i meridionali i principali nemici del Mezzogiorno. Conta quello che ha detto il presidente del Consiglio nel discorso programmatico. E cioè la centralità del Mezzogiorno per la crescita del Paese. Se penso a tutte le volte in cui in analoghe circostanze il Sud veniva a stento citato non posso non sottolineare il valore di questa impostazione».

Bisogna tradurre i valori in scelte concrete, perché nel frattempo il divario continua ad aumentare. Come?
«Ne siamo tutti consapevoli. Il Sud non è una causa persa e non è destinato a rimanere fuori dal processo di modernizzazione del Paese. Deve essere sempre più chiaro, specie ora che l'Europa deve fare i conti con la recessione, che il Mezzogiorno è la vera, grande opportunità. Già adesso per ogni 10 euro investiti al Sud ne ritornano 4 al Nord sotto forma di domanda aggiuntiva di beni e servizi a riprova di una interdipendenza ormai inconfutabile. Se ammazziamo il mercato interno che ancora oggi garantisce il 14% del Pil, zavorriamo pesantemente anche le imprese del Nord».
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Sabato 14 Settembre 2019, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 14-09-2019 14:00
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