Il post choc della Boldrini su Fb:
«Ecco gli insulti che ricevo»

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Nella giornata contro la violenza sulle donne Laura Boldrini pubblica alcuni degli insulti più volgari e violenti da lei ricevuti su Facebook per denunciare il fenomeno delle minacce alle donne sui social. «Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell'ultimo mese. Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio».
 

«Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità. Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?».



Gli insulti ricevuti dalla Boldrini vanno da «meriti di fare la fine di una puttana» (Faro Di Maria) a «ma mai nessuno l'ammazza sta terrorista?» (Andrea Granelli). Gli altri, anche più pesanti, sono visibili sulla pagina FB della presidente della Camera.
Venerdì 25 Novembre 2016, 11:04 - Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 10:18
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5 di 12 commenti presenti
2016-11-26 13:11:30
chi semina vento raccoglie tempesta, non puoi dare un calcio ad un cane sperando che non ti morda
2016-11-26 09:52:03
Questi post sono i piu' leggeri ...Quelli pesanti la presidentessa se li legge la sera quando va a letto !
2016-11-25 20:47:05
ma come si puo' lasciare che questa gentaglia senza onore la passi liscia?
2016-11-25 19:30:23
Mai Condanna si levo' quando a essere offese furono le ministre e sottosegretarie del Centrodestra ( Mara Carfagna , Santache' , Gelmini ) etc etc ........
2016-11-25 18:41:31
Non ho capito perché i cosiddetti social non rifiutano la pubblicazione degli insulti scurrili e pieni di ingiurie. Dovrebbero censurare coloro che inviano cose del genere ed escluderli di propri elenchi. Questa non è libertà di espressione ma è solo una manifestazione di inciviltà. Coloro che inviano questi messaggi non sono degni di vivere in un paese civile.

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