Forza Italia accusa Lega e M5S: «Sulla giustizia un programma manettaro»

di Marco Conti

Il conflitto d’interesse è sbiadito, ma sul fronte delle giustizia il contratto di governo M5S-Lega è “molto manettaro”. A sostenerlo è il portavoce dei gruppi di Forza Italia Giorgio Mulè che a Radio Cusano attacca l’intesa che il pur sempre alleato leghista ha sottoscritto con i grillini. “Chiedere ai ministri di dimettersi se ricevono un avviso di garanzia - sostiene Mulè - significa consegnare le chiavi del governo a qualsiasi sostituto procuratore che per un'indagine costringerebbe qualsiasi ministro a dimettersi non prima di una condanna ma prima ancora dell'indagine. La Raggi, se fosse stata ministro, si sarebbe dovuta dimettere. Poi viene totalmente applicata la massima per cui non esistono innocenti in circolazione ma soltanto colpevoli non individuati”. In buona sostanza Mulè accusa Salvini e Di Maio di essersi schiacciati sulle linea Davigo favorevole anche all’introduzione della figura dell’agente provocatore. 

“Una figura - sostiene Mulè - che anche Raffaele Cantone ha giudicato totalmente illiberale, perché non va a perseguire una persona che ha commesso un reato, si persegue una persona dopo averla provocata affinché commetta un reato. Quindi - osserva - si dice di aumentare le intercettazioni, ma segnalo che il nostro Paese è primo al mondo per numero di intercettazioni e soldi spesi”. 

Un tema, quello della giustizia, che sinora non era mai stato elemento di divisione tra FI e Lega, ma che presto rischia di diventarlo specie se i 5S saranno costretti a chiedere prove “d’amore” alla Lega.

Marco Conti
Giovedì 17 Maggio 2018, 12:32 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2018 12:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP