La nuova Lega e l'uso dell'odio

di Massimo Adinolfi

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Matteo Salvini, l’europarlamentare, il leader della Lega Nord, l’aspirante Presidente del Consiglio, chiama delinquente l’uomo che ieri, a Macerata, è andato a caccia di esseri umani dalla pelle scura per le vie del centro, cercando di colpirne a pistolettate il più possibile. Ma non fa a tempo a finire la frase, Salvini, che subito aggiunge quel che a lui riesce «chiaro ed evidente», che cioè se accadono di queste cose, se succede che un fascista semini il panico sparando all’impazzata, è a causa di «un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni». 

Così, da questo momento in poi, è chiaro ed evidente pure questo, che il prossimo delinquente che aggredirà un extracomunitario potrà avere tutta la comprensione di Matteo Salvini. Perché la gente non ne può più, perché gli stranieri sono troppi, perché ci rubano il lavoro e perché è meglio che se ne stiano a casa loro. E se allora per tutte queste ragioni domani qualcun altro spara, Salvini dirà lo stesso: senza spendere un briciolo di solidarietà per le vittime, senza interrogarsi neanche un secondo su cosa serva piuttosto a calmare gli animi, senza mostrare la minima preoccupazione per la copertura ideologica che le sue parole forniscono a fascisti come Luca Traini, uno che, compiuto il raid razzista, esce dall’auto facendo il saluto romano.

Questo Luca Traini si era candidato lo scorso anno con la Lega Nord da quelle parti. A Corridonia, in provincia di Macerata. Matteo Salvini dovrebbe allora vergognarsi e chiedere scusa per avere messo in lista uno così, dovrebbe promettere di alzare un muro per evitare che in futuro possa accadere di nuovo, che fascisti e razzisti finiscano in lista nelle file del suo partito. E invece si scaglia contro l’immigrazione che alimenta lo scontro sociale, e prende occasione dai fatti di sangue di ieri per promettere che una volta al governo ci penserà lui a riportare la sicurezza nel Paese. E così mette la sua azione di prossimo ministro dell’interno (se gli va giusta) in scia con chi, a mezza mattina, tira il grilletto per le strade della città marchigiana.

Cosa manca, del resto, alla retorica leghista perché attiri le simpatie di fascisti e nazionalisti? C’è la propaganda contro l’invasione degli stranieri e l’immigrazione incontrollata; c’è la difesa dell’italico suolo; c’è la polemica contro le banche e la finanza che affamano il popolo; c’è l’avversione verso Bruxelles e ogni forma di regolazione internazionale degli affari politici; c’è la simpatia per quelli che si fanno giustizia da soli; c’è la richiesta ossessiva di pena, sicurezza, carcere; ora c’è anche l’adozione di un tono di giustificazione quando un italiano fa fuoco su uno straniero: non ci vuole nulla di più.

Si dirà che è il clima di una campagna elettorale, in cui Salvini punta a prendersi il monopolio, o quasi, della destra, mentre Berlusconi e Forza Italia puntano al voto moderato. Salvini imbarca voti agitando paure e additando il nemico; dopo il voto, però, se il centrodestra dovesse assumere davvero responsabilità di governo, Salvini dovrà necessariamente venire a più miti consigli.

Ora, può darsi che vada davvero così, che Berlusconi riesca anche questa volta nell’impresa di smorzare le intemperanze dell’alleato leghista, come già in passato è riuscito a costituzionalizzare la destra nazionale (e addomesticare Bossi). Ma ci sono molte differenze. In primo luogo, Berlusconi non ha la stessa forza politica che aveva nel ’94, o nel 2001, e non è detto affatto che possa, dopo il 4 marzo, dettare le condizioni per un accordo nell’ambito del centrodestra. In secondo luogo, mentre nel ’94 Gianfranco Fini aveva avviato, a Fiuggi, la svolta che doveva avere un approdo liberale, oggi Salvini sta compiendo vigorosamente la virata in senso contrario. In terzo luogo, c’è stata una pesante crisi economica che ha reso più fragile, sia socialmente che politicamente, il Paese. In quarto e ultimo luogo, in Italia e anche fuori d’Italia è oggi molto più forte e pericoloso il risentimento populista e xenofobo.

Troppe differenze per sorvolare sulle uscite sconsiderate di Salvini. Ieri Berlusconi ha detto che la sparatoria di Macerata è stata «il gesto di uno squilibrato, che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica». Un giudizio misurato e prudente, che però non dice cosa il Cavaliere pensi della indubbia connotazione politica che, commentando i fatti di ieri, ha avuto la dichiarazione del capo della Lega. Forse è venuta l’ora che anche gli alleati moderati dicano espressamente a Salvini quanto vi è di odioso e inaccettabile nelle sue parole.
Domenica 4 Febbraio 2018, 10:47 - Ultimo aggiornamento: 04-02-2018 10:51
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5 di 6 commenti presenti
2018-02-05 01:15:02
Semplicemente schifosa la sua ricostruzione dei fatti, sig. Adinolfi. Lo stesso Traini ha ammesso di essersi armato dopo l'atroce delitto di Pamela, non dopo le parole di Salvini. Davvero pretende che le nostre donne debbano essere squartate nell'indifferenza generale, checchè ne pensi Salvini e nel continuo dire "non si può far niente" della sinistra? Infatti succede proprio questo, che i politici al governo (e giornalisti come lei) piuttosto che ammettere le loro colpe, sono pronte a mettere in croce chi si trova in forte disagio in questa società. Se davvero sono convinti delle loro idee, politici di sinistra e loro giornalisti compiacenti, Saviano in primis, comincino a rinunciare alla scorta.
2018-02-04 19:56:23
perché poi tutti in europa non vogliono migranti e stanno chiudendo le frontiere. Solo in italia vengono accolti perché lucrano su di essi.
2018-02-04 17:32:28
Giusto una annotazione. Quando a Napoli ci sono state manifestazioni contro la presenza attivista di Salvini, i cittadini manifestanti sono stati apostrofati come antidemocratici che negano il diritto di questi fascisti a propagandare le loro intenzioni. Addirittura DeMagistris fu criticato per aver appoggiato i manifestanti anti-Salvini. Allora? I manifestanti antiSalvini erano per lo piu' impulsati dai CentriSociali. Per favore un po' di coerenza prima della predica.
2018-02-04 16:16:41
Aveva una diagnosi di bipolare: una psicosi, lo sparatore, e il tatuaggio (è per sempre) del dente runico di lupo, quindi la ricerca dell’assoluto, di protezione e quindi l’assenza del padre e poi la palestra: la forza, l’emblema delle SS Das Reich, una Panzer Division, arrivarono a Parigi con le moto ma dopo le Zundapp verdi che la presero, con le BMW nere, Speciali SS e c’era anche l’altro reggimento nella divisione, il tristemente noto Totenkopfstandarte, quello che gestiva i campi; ma è molto strano questo rilancio del pericolo islamico sotteso all’immigrazione per un paese che non ha avuto attentati, andiamolo a vedere questo Islam tanto temuto, e partiamo dal deserto, dove c’è la casa di Baal-Zebub (Belzebù): il Diavolo, dove il cammelliere divenne profeta: Mohammed, dove quest’altra religione monoteistica si diffonde in mediterraneo con Averroè, con i filosofi arabi in Spagna, Sicilia, dove la Grande Siria che arrivava al Corno d’Africa era la Terra di Dio, proprio quella che interessa ora Daesh, che vorrebbe il ritorno del Califfo e una teocrazia guidata dai... giudici, già, loro, ma giudici di Dio, la Legge, la Sharia non conosce corti costituzionali, è Lui che l’ha fatta, l’uomo è solo il braccio ma l’astio con l’occidente è antico, “l’Eterno chiamerà le mosche che sono all’estremità dei fiumi d’Egitto” (Ecclesiaste), quando le tre religioni monoteistiche erano parallele, non concorrenti, quando la Persia, il paese del blu, contava, quando l’imperatore Kadjar aveva fatto cavare gli occhi a ventimila abitanti a Kerman celebre per lo scialle e da quasi 300 anni quindi per i suoi ciechi, ora il Trono è caduto, il Pavone se ne è volato ma lo scialle da preghiera di Rohani come quello di Ahmadinejad, grigio chiaro, come il chiaro Tallit, viene ancora da Kerman e se i teologi iraniani tornano allo scialle per il Pio credente invece del turbante c’è un motivo, lo stesso che porta i persiani in Libano dopo esser divenuti residenti afghani: una richiesta umile, uno stato di Dio, una legge coranica interstatale sciita ma che poi anche i sunniti accetteranno, e un allontanamento dall’occidente che ha soltanto preso, una convergenza con la cabalistica fusione tra il più alto e il più basso: Adonai, per arrivare alla Redenzione finale, la geulah, fratelli con la preghiera con gli ebrei, l’unicum latino, il futuro di ieri, ma per ora l’oriente è la Macedonia, la Turchia, la Grecia con il ramo d’ulivo secco sulla porta, con la serva baluch: la Tessalia persiana, i meloni, le uova, carne di pecora e tè per i camion della provincia asiatica, gli equipaggi delle triremi come quella di Giasone mangiavano le stesse cose, il Vello d’Oro è morire da martire e con tempi biblici vogliono piegare l’occidente: è già accaduto; il 30 gennaio la Russia a Sochi ha convocato le parti per una pace in Siria delicata vista la suscettibilità di ognuno, Lavrov ha avuto una piccola vittoria, peccato che sia russo, gli americani non c’erano e il negoziatore siriano Bashar Al Jaafari non si è espresso ma il nome Bashar vuol dire latore di notizie felici: tante belle cose, insomma
2018-02-04 13:35:59
riflettevo: ma cosa si direbbe se un parente di un morto ammazzato "per sbaglio" in un agguato di camorra, prendesse pistola e fucile e andasse a sparare a casaccio, dico per dire, a scampia perchè tanto "là sono tutti camorristi"?

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