Leu, il nodo a Bassolino a Roma: i veti frenano la corsa dell'ex governatore

di Paolo Mainiero

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L'unica certezza è che a Napoli, al tavolo regionale di Liberi e uguali, l'ipotesi di una candidatura di Antonio Bassolino non è mai stata posta. E infatti nelle indicazioni trasferite a Roma il nome dell'ex governatore e dell'ex sindaco non compare. Del resto, si fa notare, non poteva essere altrimenti visto che Bassolino non è iscritto a Mdp né a Sinistra italiana né a Possibile, i tre soci fondatori di LeU. «Se sarà candidato, sarà deciso a Roma», osservano a Napoli, dove hanno comunque fatto rumore le parole di Pietro Grasso. «Bassolino? So che è un ex sindaco», ha detto il presidente del Senato, frase che ha ricevuto una doppia interpretazione: di chiusura da parte di chi non gradisce la candidatura dell'ex presidente della Regione; di porta lasciata aperta da parte di chi spinge per una discesa in campo.

Fatto sta che già questa doppia interpretazione spiega che il nome di Bassolino divide. Divisione peraltro nota. Possibile e Sinistra italiana sono contrari, Mdp è favorevole. Pippo Civati e Nicola Fratoianni avrebbero addirittura posto un veto sull'ex sindaco. Per i demoprogressisti, al contrario, Bassolino è una risorsa, come è stato più volte sottolineato da Arturo Scotto e Francesco Dinacci e soprattutto dall'europarlamentare Massimo Paolucci. In realtà, presunti veti a parte e al di là delle filosofiche discussioni sul rinnovamento («perchè D'Alema e Bersani sì e Bassolino no?», è una domanda ricorrente), il vero nodo sono i posti, anzi i posti più o meno sicuri.
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Venerdì 19 Gennaio 2018, 10:08 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2018 15:42
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