Maitig: «Rispediremo Haftar a casa sua, non vogliamo un altro dittatore»

Maitig: «Rispediremo Haftar a casa sua, non vogliamo un altro dittatore»
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di Cristiana Mangani

«Combatteremo fino in fondo, perché in Libia non c’è più posto per un dittatore». Ahmed Omar Maitig, vicepresidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico (Gna), nonché esponente di spicco di Misurata, sembra aver molto chiaro che il generale Khalifa Haftar non mollerà facilmente la presa. Ma che loro, il Governo legittimo, alla fine lo sconfiggeranno.

Perché Haftar ha dichiarato guerra a Tripoli?
«Il suo è un vero e proprio tentativo di colpo di Stato, ed è un tradimento. Con il presidente Fayez al Serraj si sono incontrati molte volte nell’ultimo periodo. Erano in corso delle trattative importanti, ma lui ha violato l’accordo».

Un accordo verbale formulato durante una riunione che si è svolta ad Abu Dhabi, c’era veramente la volontà da parte del generale di trovare una soluzione?
«In quella occasione aveva detto di sì, avevamo cominciato a parlare di come arrivare alle elezioni. Si è pensato a un governo di unità nazionale con il signor Serraj a capo, mentre Haftar avrebbe comandato l’esercito. Ma lui voleva essere indipendente rispetto alle decisioni del presidente in carica. Una cosa impossibile».

Da un accordo debole alla guerra, però, il salto è lungo. Chi ha soffiato sul fuoco? 
«Certamente qualche paese europeo e due, tre paesi arabi».

A chi si riferisce?
«Sono noti i paesi che lo sostengono, non è una novità».

L’intera comunità internazionale ha chiesto al generale di evitare spargimenti di sangue e di fermare i combattimenti.
«Sì, ma non tutti lo hanno fatto allo stesso modo. E c’è chi non ha voluto sottoscrivere sanzioni nei suoi confronti durante il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Noi abbiamo continui rapporti con l’Italia, che sta seguendo molto la situazione ed è un partner strategico. In questi anni ha fatto tanto per evitare che accadesse questo, più di altri paesi europei».

Di recente è intervenuto anche Mike Pompeo, il segretario di Stato americano.
«Gli Usa hanno mandato messaggi molto chiari, così come l’Inghilterra e la Germania».

Chi sta vincendo sul terreno?
«C’è stata una dura escalation di violenze da parte delle forze di Haftar che sono a ridosso di Tripoli, ma le stiamo respingendo. E c’è anche la battaglia nel sud del paese. Per questo è molto importante che la comunità internazionale manifesti tutto il suo peso. Noi siamo il governo legittimo della Libia, siamo la democrazia. Lui vuole essere un dittatore. E i libici, di dittatori non ne vogliono più. Basti guardare la Cirenaica, il suo territorio: ha nominato ai vertici solo militari, a cominciare dal sindaco di Bengasi. Con lui non ci sarà più libertà».

Il popolo come sta reagendo alla guerra?
«Il popolo è con noi. Haftar pensava che lo avrebbero accolto festanti, che lo avrebbero ricevuto a Tripoli con tutti gli onori, ma così non è stato e non sarà. Ha qualche milizia dalla sua parte, ma già tra questi c’è chi ha deciso di smettere di combattere. Persone che non sono passate dalla nostra parte, ma che non vogliono più la guerra».

Come fa il generale ad avere così tante armi, anche moderne e sofisticate?
«L’Onu sa benissimo chi lo rifornisce, ci sono ampi dossier su questo. All’aeroporto di Bengasi arrivano aerei di continuo, e i paesi che compongono la comunità internazionale ne sono a conoscenza».

Sarà quindi una guerra lunga e difficile?
«Se deciderà di non ritirarsi sarà una guerra lunga, con tutto quello che questo potrà comportare per il popolo libico. Lui sperava di conquistare la città in 48 ore, ma non avrà la meglio, lo sconfiggeremo».

Se Haftar tornasse indietro, sareste disposti a riprendere le trattative?
«Haftar ha l’obiettivo di prendere il paese. C’è una sola certezza ed è che lui deve ritornare da dove è venuto».
Venerdì 12 Aprile 2019, 00:39 - Ultimo aggiornamento: 12-04-2019 20:35
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5 di 10 commenti presenti
2019-04-13 12:08:27
Larma ambientale nativa fa danni solo al resto del abuso qui dove sono io a Venezia Mestre non accade nulla mica sono stupido niene fuoco amico
2019-04-12 19:53:09
Bene salvini il sindaco di Calolziocorte é appena stato ucciso dopo che é stato prelevato ieri da una speciale unita di umani che si occupa di lotta al nsdap inoltre al prelievo di ieri la giunta e il capo della polizia sono sparati all'istante. Inoltre la notizia sta facendo il giro del mondo ed sono piu di 170 gli abusi che adottano su voi umani italiani le stesse manovre naziste che state imponendo ricordo l'abuso giapponese tra i primi ad adottare su voi umani italiani la legge salvini. Comunque piu di 170 abusi stanno per prendere una loro città a caso e renderla offlimits solo per voi umani italiani contento adesso siete l'unico popolazione che non puo avere lo ius soli in qualunque abuso andate e adesso con questa azione stupida non potete più entrare a Okinawa nel C aso del abuso giapponese
2019-04-12 14:45:05
Misurata é più forte di Tripoli e del Generale francesino che non passerà: Il popolo vuole la democrazia e non il ritorno alla dittatura manovrata. L'Italia se vuole può prendersi tutta la Libia in un solo mese, ma alla fine poi ci sarebbero i sabotaggi di di alcuni paesi EU e quindi bisogna lavorare con un basso profilo per annientarli definitivamente
2019-04-12 13:48:34
Senza contare che di me non potete parlare pubblicamente hahahahah quindi oltre a far sparire tutti i video del drone nativo o sfere di luce che demolisce il Morandi vi ho fatti scannare a vicenda facendovi attaccare a vicenda sulle responsabilità del crollo hahahahah
2019-04-12 13:44:58
Comunque l'ultima volta che avete organizzato un commando nel abuso libico e avete fatto passare come se ci fosse ancora la guerra civile é stato nel agosto 2018 come reazione ho inviato un drone nativo che ha aperto il fuoco con un arma nucleare nativa sul ponte Morandi mentre infuriava larma ambientale nativa in tutto l'abuso i pezzi del ponte gli ho fatti cadere sulle rotaie. Adesso é peggio e non mi fermerò

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