Lotteria reddito di cittadinanza: card a secco e «ricariche» a rilento

Giovedì 30 Maggio 2019 di Valerio Iuliano
Gli accrediti sulla card gialla sono in netto ritardo rispetto alle previsioni e per i beneficiari del reddito di cittadinanza le prospettive sono cambiate. Per i percettori del sussidio - circa 800mila in tutta Italia - la soddisfazione successiva all'arrivo del primo mandato di pagamento ad aprile, disposto dall'Inps, si è tramutata ora in una delusione inattesa per non aver ancora ottenuto la ricarica del mese di maggio. Oppure per averla ricevuta in ritardo. Mentre per i percettori di importi tra i 40 e i 50 euro mensili - circa il 7% del totale - la delusione si è tramutata in rabbia per non aver avuto ancora spiegazioni dall'istituto.
 
Per coloro ai quali era stato comunicato l'accoglimento della domanda già nel mese di marzo - una larga fetta dell'attuale platea dei beneficiari - le indicazioni erano state chiare. Il primo accredito ad aprile, avvenuto in una data variabile a seconda dei tempi dell'iter burocratico, sarebbe stato seguito con ogni probabilità da un secondo accredito un mese dopo. Ma così non è stato. I tempi delle ricariche - come vengono definite da alcuni addetti ai lavori le erogazioni del denaro sulle card - si sono allungati. Dall'Inps fanno sapere che i pagamenti si verificheranno tutti tra fine maggio e i primi di giugno. Ma la spiegazione non convince. «Non ho ancora ricevuto nulla - spiega Gennaro, 49 anni, di Marano - nonostante mi avessero garantito in un primo momento che, dopo il primo accredito del 20 aprile, ce ne sarebbe stato un secondo il 20 maggio. Ieri ho chiesto spiegazioni all'Inps, tramite il Caf. Mi hanno risposto di aver disposto il pagamento il 27 maggio ma fino a questo momento la ricarica non è pervenuta. Mi auguro che si tratti solo di un ritardo dovuto al passaggio della somma dall'Inps alla posta. Per me è un problema perché i soldi che avevo avuto ad aprile sono finiti presto. Ora devo fare i conti con le tutte le spese quotidiane della mia famiglia, a partire dall'affitto, e non so come andare avanti. Sono disoccupato da 2 anni. Speriamo che si tratti di un fatto episodico. Con il reddito di cittadinanza pensavo di poter risolvere tanti problemi. Eppure mi avevano garantito che i soldi sarebbero arrivati ogni 30 giorni. La mia famiglia non può attendere».

Un caso analogo è quello di Assunta S., 74 anni, di Casoria, invalida e nullatenente. A fine marzo le era stato comunicato l'accoglimento della domanda per la pensione di cittadinanza. A metà aprile aveva ricevuto il primo accredito di 650 euro. «Da allora non ho avuto altre notizie. Dal Caf mi parlavano di un nuovo accredito dopo un mese. Ma non è ancora arrivato nulla. Sono in difficoltà perché i miei figli non hanno la possibilità di aiutarmi. Ma non c'è una data precisa come per tutti i pensionati?». Un interrogativo al quale non c'è una risposta precisa, almeno per ora.

Le sedi Inps contano di poter risolvere la questione in breve tempo. Dal Caf di Piazza Sanità a Napoli confessano un certo imbarazzo nel rispondere alle domande dei beneficiari della misura di sostegno. L'erogazione del sussidio dipende solo dall'Inps. Nelle ultime settimane alcuni dei percettori delle somme comprese tra i 40 e i 50 euro al mese hanno fatto sapere di voler rinunciare. Ma le norme non prevedono, per ora, la possibilità di una rinuncia. L'Inps sta valutando la possibilità della predisposizione di un modulo. All'istituto di previdenza spettano anche i controlli delle pratiche dei tanti richiedenti, la cui domanda è stata respinta. Una quota cospicua, che riguarda circa il 25% del totale delle domande pervenute. I tempi si preannunciano piuttosto lunghi per il disbrigo di tutte le pratiche.

Per i beneficiari che dovranno essere indirizzati verso il percorso di orientamento al lavoro - circa un quarto del totale della platea, ma qualcuno dice che potrebbero essere anche meno - il futuro è ancora tutto da scrivere. «Siamo nella fase preliminare della disponibilità immediata al lavoro resa dai cittadini - spiega Lorenzo Medici, segretario generale di Fp-Cisl - ma la rete informatica non è ancora pronta. Non ci sono termini perentori. Tuttavia i beneficiari che saranno indirizzati verso i centri per l'impiego devono ricevere offerte entro 18 mesi. Ma non si sa ancora nulla. Eppure il sussidio doveva essere un transito verso il lavoro. C'è molta impreparazione e molti ritardi. Manca un coordinamento istituzionale. Basti pensare che per i navigator, che dovevano essere pronti a giugno secondo l'Anpal, ancora non si sa nemmeno chi dovrà valutare le domande per accedere alle selezioni». La maggioranza dei beneficiari del reddito di cittadinanza sarà indirizzata verso i percorsi di inclusione sociale. «Ma i Comuni - prosegue Medici - non hanno personale e non hanno risorse a disposizione per attivare progetti. C'è il rischio che molti percepiscano il sussidio, rimanendo a casa, ma non per colpa loro». Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA