CORONAVIRUS

Veneto, Crisanti: «Oggi zero contagi». Luca Zaia: noi dimenticati nel Dl Rilancio, faremo ricorso

Giovedì 21 Maggio 2020
Veneto, Crisanti: «Oggi zero contagi». Luca Zaia: noi dimenticati nel Dl Rilancio, faremo ricorso

Coronavirus, il Veneto è ad un punto di svolta: è il virologo Andrea Crisanti ad annunciare che «oggi zero contagi». Il Veneto ha raggiunto oggi lo zero contagi, in netto anticipo rispetto alle previsioni, dice il professor Andrea Crisanti, sottolineando che «questo è il risultato di un lavoro che ha visto in prima linea la Regione, l'Università di Padova e l'Azienda Ospedale di Padova». Il merito, per Crisanti, «va a tutte le persone che hanno lavorato giorno e notte per aggiungere questo risultato, e alla fine l'intuizione di cercare gli asintomatici ha pagato». «Il modello Veneto - aggiunge - funziona. Lo zero è un bene prezioso da conservare con un comportamento virtuoso». Il virologo ringrazia «tutti quelli che ci hanno creduto, a chi ha rispettato le regole spesso dure delle precauzioni messe in atto per il contenimento dei contagi, confidando che questo importante traguardo non vada perso».

Nel frattempo il decreto Rilancio non va proprio giù al governatore del Veneto Luca Zaia: «Veneto dimenticato nel dl Rilancio, faremo ricorso». Il Decreto Rilancio esclude inspiegabilmente le 'zone rosse' di Veneto e Campania dal fondo di 200 milioni creato ad hoc presso il ministero dell'Interno e destinato alle zone maggiormente colpite, sollevando le proteste dei governatori Luca Zaia e Vincenzo De Luca, affiancati da Luigi Di Maio, che chiede la correzione in sede di conversione. «Penso sia doveroso intervenire durante la conversione in parlamento del dl Rilancio per correggere la norma sui fondi ai comuni colpiti dal Covid. Invece di limitarla ai comuni di 5 province bisogna estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia», ha affermato il ministro degli esteri.

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Luca Zaia: «Veneto dimenticato»


A scoperchiare il caso è stato il presidente del Veneto, annunciando il ricorso verso il provvedimento: «Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante». «Sconcertante» è la definizione di De Luca, che si vede escludere i territori di Vallo di Diano e Ariano Irpino. Convinta che vi dovrà essere un passo indietro, e che il Parlamento dovrà ampliare le nome a tutte le 'zone rossè del Coronavirus è il vice ministro all'economia e alle finanze, Laura Castelli. Al centro della questione è l'articolo 112 del Decreto Rilancio, che nella prima formulazione prevedeva che il fondo di 200 milioni poteva essere ripartito, oltre che tra i Comuni delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza anche a quelli dichiarati zona rossa con provvedimenti statali e regionali per almeno trenta giorni. Per il Veneto rientrano Vò Euganeo, il primo focolaio regionale, e le province di Padova, Treviso, e Venezia dichiarate zona rossa nel Dpcm dell'8 marzo rimasto in vigore fino al 13 aprile, quindi per più di 30 giorni. Nella Gazzetta Ufficiale di oggi viene allegato un «comunicato» nel quale si sopprime questo riferimento.

«Gli esperti giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere - ha commentato Zaia - Per magia sono sparite le zone del Veneto e sono rimaste quelle dell'Emilia Romagna e della Lombardia. Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante vedere quello che sta accadendo. Noi facciamo ricorso perché il decreto è offensivo per i veneti». «Davanti a 200 milioni stanziati - ha concluso - non puoi dire che vanno alle zone rosse di tutti tranne che del Veneto, che ha avuto 1.847 morti e 19 mila malati». Anche Matteo Salvini censura quello che definisce un «Governo senza vergogna, che agisce nell'ombra della notte e sottrae risorse a tanti comuni italiani che dalla sera alla mattina non si ritrovano più nell'elenco di quelli inclusi nella 'zona rossà. In sostanza dopo aver pagato le conseguenze delle regole più restrittive non potranno più accedere alle misure ad hoc per un parziale ristoro». 

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Il bollettino di oggi 21 maggio 2020 in Veneto che induce a grande ottimismo nella giornata in cui Luca Zaia dichiara guerra al governo che ignora nel dl Rilancio le zone rosse del Veneto. Sono solo 8 i nuovi casi di positività al Covid in Veneto nelle ultime 24 ore (dati riferiti anche alla giornata di mercoledì 20 maggio 2020), per un conteggio totale di 19.038 infetti dall'inizio dell'epidemia. Lo riferisce l'ultimo bollettino della Regione, che purtroppo aggiorna al rialzo anche il numero dei decessi complessivi (tra ospedali e case di riposo), 1.841, 11 vittime in più rispetto a ieri. Sale il numero dei negativizzati, che ora ammontano a 13.911, e prosegue invece il calo nelle terapie intensive, dove si trovano 46 pazienti, dei quali 31 già negativizzati. Una curiosità statistica, infine, rispetto al bollettino di ieri sera (il Veneto diffonde due report nelle 24 ore). Per effetto della verifica sui tamponi inizialmente positivi, ma dubbi, che poi vengono ripetuti, il dato dei positivi totali di stamane è addirittura inferiore di 2 unità rispetto a quello di ieri sera, 19.038 contro 19.040.

 

 
  

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 21:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA