Caso Raggi, Di Maio: «Se sei condannato anche in primo grado devi dimetterti»

Il nuovo codice etico del M5S
Il nuovo codice etico del M5S
Giovedì 4 Gennaio 2018, 17:18 - Ultimo agg. 5 Gennaio, 09:09
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Condanna in primo grado uguale dimissioni per il M5S. Lo ripete Luigi Di Maio  in un video girato in Trentino durante il tour elettorale: «All'interno del nuovo statuto ci sono regole etiche che non ha nessun partito», ribadisce Di Maio che precisa: «non solo se sei condannato in primo grado devi dimetterti, ma anche se sei indagato e se durante le indagini emergono delle condotte immorali devi andare a casa». 

«La sindaca Raggi ha chiesto di andare al giudizio immediato. Non ci sono commenti da fare perché questo è un Paese dove come fai sbagli: se non lo avesse fatto, sarebbe stato un problema, l'ha fatto ed è un problema. Io sono molto tranquillo su questo: Virginia sa quello che deve fare», è il commento del candidato premier del MoVimento 5 stelle Luigi Di Maio, intervenuto questa mattina a San Giorgio della Richinvelda rispetto alla scelta della sindaca della Capitale nella vicenda giudiziaria.


Il capo politico è tornato a parlare del nuovo statuto che ha definito «una cosa fantastica» per il Movimento 5 stelle. E da capo politico ha parlato per la prima volta del nuovo codice etico che si rivolge a chi, candidato o eletto con il M5S, è sottoposto a procedimenti penali. Di Maio ha detto chiaramente che la condanna in primo grado si traduce in obbligo di dimissioni, ovvero come c'è scritto nel codice etico: «È considerata grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo».

Intanto non è escluso che si tenga una riunione di maggioranza con la sindaca Virginia Raggi la prossima settimana sulla sua decisione di chiedere il giudizio immediato nell'inchiesta che la vede accusata di falso per la nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale Raffaele Marra, a capo della direzione Turismo del Campidoglio. Se alcuni consiglieri M5S sulla decisione della sindaca tagliano corto, «è una sua scelta, si sarà confrontata con i legali», altri invece, via chat avrebbero chiesto dei chiarimenti motivo per cui non è escluso un vertice. Prospettandosi una sentenza di primo grado prima della fine della consiliatura in caso di condanna, Virginia Raggi - come ha detto anche in passato - si atterrà al codice etico. E quindi potrebbe dimettersi. 

 

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