GIORGIA MELONI

Draghi, centrodestra diviso sul no alla fiducia. Salvini: «Lo ascolteremo, ma elezioni siano prima del 2023»

Mercoledì 3 Febbraio 2021
Governo, centrodestra unito su Draghi. Salvini: «Lo ascolteremo, ma elezioni siano prima del 2023»

Il centrodestra prova a restare unito. Votare o no la fiducia a Draghi? A parole, ribadite sia da Meloni che da Salvini, le elezioni restano «la via maestra», ma per il momento la linea decisa è quella di attendere cosa avrà da dire il presidente del Consiglio incaricato. Di certo, avverte Salvini, la Lega non accetterà un orizzonte al 2023: «Se Draghi dice che si va a votare tra due anni, è chiaro che non si può», dice il leader della Lega a 'Radio Radio'. Ma Berlusconi ribadisce la sua stima per l'ex governatore Bce: «Andiamo alle consultazioni a sentire Mario Draghi quali idee ha e cosa propone. È una personalità di altissimo profilo. Valuteremo insieme come centrodestra cosa fare. Se siamo arrivati fino a qui e perchè siamo rimasti uniti».

Matteo Salvini dopo la riunione del centrodestra del pomeriggio sottolinea: «Ribadiamo con coerenza che la strada maestra sono le elezioni. Se il professor Draghi ci incontrerà andremo ad ascoltare, a proporre e a valutare Non abbiamo pregiudizi. Si può votare in primavera le priorità sono il taglio delle tasse, il taglio della burocrazia, il piano vaccinale e la riforma della giustizia. Draghi se ci vuole ascoltare siamo pronti». La Lega voterà la fiducia? «Io non ho detto né di no né di sì a priori. In base alle risposte, prenderemo una posizione. Ma se devono esserci altri giorni o settimane persi, allora votano in tutto il mondo...», aggiunge.

«Siamo persone educate, siamo realisti, sappiamo che il Paese ha bisogno di risposte. Andremo da Draghi ad ascoltare, proporre e valutare. A differenza della sinistra, noi non abbiamo pregiudizi. Questo è l'obiettivo. Io lavoro perchè il centrodestra sia sempre compatto», spiega ancora Salvini.

Le parole di Berlusconi

Andiamo alle consultazioni e sentiamo cosa ha da dirci... Silvio Berlusconi è collegato via Zoom dalla Provenza con il vertice di centrodestra, convocato da Matteo Salvini per decidere la linea da tenere su un eventuale governo Draghi. Il Cav, apprende l'Adnkronos da alcuni presenti al summit, prima di dare un giudizio sull'ex presidente del Bce e qualche indicazione su come votare la fiducia di un suo esecutivo, vuole ascoltare le sue parole e capirne le intenzioni sulla formazione della nuova squadra di palazzo Chigi e sui contenuti programmatici.

Le parole di Giorgia Meloni

«Giochiamo a carte scoperte». È la richiesta che, raccontano alcuni presenti, avrebbe fatto Giorgia Meloni durante il vertice del centrodestra. La Meloni, ribadita l'indisponibilità di FdI a sostenere in ogni caso un governo Draghi, e avrebbe proposto una possibile mediazione solo al fine di salvaguardare l'unità e la compattezza della coalizione: fare tutti un passo intermedio e arrivare ad un voto comune, che non potrebbe in ogni caso spingersi oltre l'astensione.

Senza tale decisione, avrebbe detto Giorgia Meloni agli alleati proponendo la via dell'astensione,ogni forza politica potrà liberamente fare le proprie scelte. La leader di FdI - sempre a quanto riferiscono i presenti - avrebbe chiesto agli alleati di continuare a lavorare concretamente per arrivare alle elezioni, scelta perseguita finora con successo dalla coalizione in modo compatto. Specie se, con il voto contrario preannunciato dal M5S, neanche l'ex maggioranza del Conte bis dovesse appoggiare concretamente la nascita del Governo Draghi.

«Sarò chiara. Non c'è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di FdI al Governo Draghi. Gli italiani hanno il diritto di votare. Continuiamo a lavorare per tenere il Centrodestra unito e portare gli italiani alle elezioni. Fatevene una ragione». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni.

Ultimo aggiornamento: 20:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA