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SERGIO MATTARELLA

Mattarella, il programma per sette anni: oggi giuramento e discorso alle Camere

Giovedì 3 Febbraio 2022 di Alberto Gentili
Mattarella, il programma per sette anni: oggi giuramento e discorso alle Camere.

Bocche cucite al Quirinale. Nessuna anticipazione del discorso di reinsediamento che Sergio Mattarella non avrebbe mai voluto pronunciare, contrario com’era a concedere il bis. Del resto ancora ieri sera, sul Colle, si lavorava al testo che verrà assemblato questa mattina. E limato fino all’ultimo. Dalle stanze presidenziali filtra soltanto un elenco di temi: uscita dalla pandemia, Europa, crisi ucraina, dovere della partecipazione dopo una serie di elezioni segnate da un astensionismo senza precedenti. Il tutto in un intervento né lungo, né breve: una ventina di minuti. 

Da ciò che è poi dato sapere, il Presidente farà un discorso programmatico dal respiro di sette anni. L’idea del mandato breve, delle dimissioni dopo le elezioni del prossimo anno, è concettualmente esclusa. Non solo Mattarella non ne parlerà. Ma l’arco temporale che il capo dello Stato andrà a delineare, sarà di lungo periodo. Di un settennato, appunto. Nelle sue parole non ci sarà, insomma, l’impressione di una stanca prosecuzione del precedente incarico. 

 

Come non ci sarà alcuna bacchettata al Parlamento come fece invece Giorgio Napolitano nel 2013, quando (al pari di Mattarella) fu costretto al bis a causa dell’incapacità delle forze politiche di raggiungere un accordo sul suo successore. Allora Napolitano fu duro. Puntò il dito contro i grandi elettori: «La mia elezione è la vostra crisi». Denunciò l’impotenza del sistema politico parlando di «ritardi, omissioni, sordità, tatticismi, guasti e inconcludenze». Ecco, questo Mattarella non lo dirà, anche perché fin troppo chiaro all’opinione pubblica. Inutile infierire dando agio all’anti-politica. E perché sabato scorso è stato proprio il Parlamento, motu proprio, a imporre alle leadership in crisi e traballanti la rielezione del Presidente.Da escludere anche accenni sul piano personale: non sarebbero nello stile di Mattarella che perciò non parlerà del suo sacrificio, né dovrebbe ribadire di essere stato spinto ad accettare il secondo mandato per «senso di responsabilità», per «rispetto delle decisioni del Parlamento» e per «non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati», come ha fatto sabato scorso appena rieletto. 

Piuttosto Mattarella alzerà un nuovo argine a difesa del «governo di tutti», di quel «patto di unità e di salvezza nazionale» che un anno fa lo spinse a chiamare Mario Draghi a palazzo Chigi. E inviterà le forze della maggioranza a proseguire su questo solco, mettendo da parte gli interessi di parte, rinunciando alle contrapposizioni sterili e ammainando le bandiere identitarie. Questo perché il Paese non è ancora al sicuro, deve continuare a lottare «contro la grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, su quello economico, su quello sociale», come ha detto dopo la visita dei presidenti di Camera e Senato saliti sul Colle per annunciargli la rielezione.  

 

Un capitolo del discorso sarà dedicato alla lotta alla pandemia e alla necessità di restituire gradualmente le libertà negate per due anni ai cittadini. E un’altra parte all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che Mattarella ha fin dall’inizio considerato la “ragione sociale” del governo Draghi e la chiave per «la rinascita e la ripartenza del Paese». «Un’occasione storica che non si può sprecare» per consolidare la crescita economica e permettere l’ammodernamento sistema-Italia. Un’impresa in cui «ognuno, responsabilmente, deve fare la propria parte», come disse qualche tempo da.

Altri temi: la necessità che l’Italia assuma sempre maggiore protagonismo in Europa per rafforzare l’Unione. E per cambiare le regole del patto di stabilità. Più l’allarme per la crisi ucraina da dove spirano, forti, i venti di guerra.

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Ultimo aggiornamento: 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA