Il Pd si spacca, patto Salvini-FI

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di Diodato Pirone

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Da oggi la crisi di governo entra nel vivo. La riunione dei capigruppo del Senato, nel pomeriggio, comincerà a fissarene i tempi ma soprattutto sul fronte politico si capirà la posizione dei 5Stelle su un eventuale governo a tempo proposto da Matteo Renzi e fatto balenare anche da Grillo. L’ex premier ed ex segretario del Pd a ripreso la scena proponendo con una intervista al Corriere della sera un governo ‘no tax’ che, prima di andare al voto, faccia la manovra e porti a compimento il taglio dei parlamentari. L’offerta è a chi ci sta: dal M5s a Leu, passando per FI. Sono cominciate così le grandi manovre. E con le aperture dei Cinque Stelle, Matteo Salvini ha visto materializzarsi il fantasma di un accordo che allontani le elezioni. Per questo prima ha lanciato la “sua manovra” per evitare l’aumento dell’Iva, che prevede taglio delle tasse e pace fiscale. Poi ha programmato per domani un incontro con FI e FdI, per serrare le fila in funzione “anti inciucio”. In questo scenario a geometria variabile, più forze politiche si sono appellate al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dovrà gestire la fase post caduta del governo Conte.

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PRIME RISPOSTE
Alla proposta di Renzi sono arrivati dei «No», qualche «vedremo», diversi «sì, però». Per uscire allo scoperto, i partiti, ma anche i singoli parlamentari, aspettano di capire che piega prenderanno gli eventi. Già oggi se ne saprà di più, quando i capogruppo stabiliranno la data della discussione al Senato della mozione di sfiducia all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Forza Italia e Fratelli d’Italia sono schierati con la Lega nel chiedere un blitz per convocare l’aula vicino a Ferragosto. In questo caso, l’ipotesi di elezioni a breve sarà più concreta. Se invece ci sarà da aspettare un pò, la sensazione sarà che le forze politiche si siano prese del tempo per cercare la quadra di un governo di transizione. Non per forza quello a matrice Renzi. Non a caso, nel Pd volano gli stracci. Di sicuro l’ex premier dem può contare sui suoi parlamentari, che sono maggioranza sia nel gruppo al Senato sia in quello alla Camera. Ma il segretario Nicola Zingaretti, «con franchezza», ha detto «no a «una esperienza di governo Pd-M5s per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni», anche per il «timore dello spazio immenso che questo darebbe a Salvini».

LO SCHEMA
Un rifiuto che potrebbe non essere granitico, che potrebbe trasformarsi in un’apertura se cambia lo schema. Per esempio, Goffredo Bettini ha chiesto ai Cinque Stelle di cambiare la classe dirigente e di abbandonare i temi «demagogici ed eversivi», per far nascere «un governo di lungo respiro, con una maggioranza chiara, un programma condiviso e un’ambizione di rinnovamento». Insomma, un esecutivo che abbia un orizzonte molto più ampio di quello descritto da Renzi. Altrimenti, dice Bettini, si vada al «voto in autunno». Appare difficile che i 5Stelle abdico alla linea di Bettini che dunque può essere letta come una sconfessione di renzi e un rlancio della linea “elezioni subito”. A sinistra, fra gli entusiasti di un “governo no tax” c’è l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, di Leu, che ha anche in mente qualche nome per il premier: Conte o Tria. Anche a destra la situazione è fluida nonostante contatti in corso sulle candidature. FdI è in perfetta sintonia con la Lega e vuole che il governo Conte cada per andare a elezioni prima possibile. Anche Forza Italia è per il voto subito. Ma con qualche dubbio. Nel corso dell’incontro con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, ognuno dovrà capire cosa sia disposto a concedere l’altro. FI e FdI mirano ad una futura alleanza di governo, che via Bellerio finora non ha dato per scontata. Però Salvini vuole che anche FI dica “no” al governo proposto da Renzi, in modo da stroncarlo.

IL RUOLO DEL QUIRINALE
Luigi Di Maio riunirà oggi a Roma, in mattinata, tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle. «Se ce ne sarà bisogno staremo lì anche a Ferragosto - spiega - Dobbiamo tagliare i 345 parlamentari. Siamo ad un passo. Bastano due ore! L’unica apertura che ci interessa è questa, la chiediamo a tutte le forze politiche». Per uscire dalle secche della crisi, il leader Cinque Stelle si affida «alle decisioni del Presidente della Repubblica». Anche Zingaretti si appella alla «la saggezza e autorevolezza del presidente Mattarella». E pure Salvini ha «totale fiducia e rispetto del presidente Mattarella, che - dice- mi sembra abbia ben chiaro il bene dell’Italia». Tre appelli con parole simili, ma con aspettative diverse.
Domenica 11 Agosto 2019, 23:54 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 13:50
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5 di 6 commenti presenti
2019-08-12 13:16:57
Don matteo è tornato!! Anche a Siracusa ha tirato fuori il crocifisso e il santino!!! Semplicemente patetico!!! Nemmeno il socio di Arcore era mai caduto cusi in basso!!
2019-08-12 12:56:08
Un vechio detto diceva così: Sono come i ladri di Pisa, di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme. Berlusconi pensasse a godersi in pace gli ultimi anni!
2019-08-12 10:25:04
una volta che assaggiano il potere non lo mollano più sembra la trama del signore degli anelli
2019-08-12 12:07:20
Se pensi che parecchi di loro guadagnavano poco più del reddito di cittadinanza ansimando tutto il giorno, si capisce perchè sono attaccati ad una poltrona, come le patelle, che gli regala 15.000 euro al mese senza fare nulla.
2019-08-12 09:57:59
Dovete convenire che il matteo non felpato è un grande!!!! Riesce a far danni anche da fuori!!! In quanto al felpa originale non aspettava altro per poter riabracciare il plurinquisito e pluricondannato di Arcore!!! Per la gioia di scapricciatiello!!!!

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