Nuovo governo, Meloni già in carica il 19 ottobre? Mattarella vuole affrettare i tempi, tutte le ipotesi

Nuovo governo, Mattarella vuole affrettare i tempi. Meloni già in carica il 19 ottobre? Tutte le ipotesi
Nuovo governo, Mattarella vuole affrettare i tempi. Meloni già in carica il 19 ottobre? Tutte le ipotesi
di Fausto Caruso
Venerdì 30 Settembre 2022, 16:29 - Ultimo agg. 23:53
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Meloni premier già il 18 ottobre? Con il caro energia che preme sulle famiglie italiane e la legge di bilancio da varare entro fine anno, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non vuole impiegare un'ora più del necessario per la formazione del nuovo esecutivo. Tra passaggi obbligati e scorciatoie, quando potrebbe essere nominata Giorgia Meloni?

L'insediamento delle Camere

Le uniche date certe finora riguardano l'insediamento dei nuovi parlamentari. A riconteggi e ripescaggi conclusi, i neoeletti saranno accolti in Transatlantico e a Palazzo Madama il 10 ottobre, per svolgere la prima seduta il 13 ottobre. Il primo punto all'ordine del giorno sarà l'elezione dei presidenti delle due assemblee. Nei giorni scorsi era circolata l'idea che Fratelli d'Italia intendesse lasciarne uno all'opposizione come gesto di distensione dopo una campagna elettorale molto divisiva, ma la proposta ha ricevuto il no secco degli alleati. Senza intoppi, la mattina del 15 ottobre potrebbero già essere in carica i nuovi presidenti di Camera e Senato.

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È esattamente a questo che Mattarella punta per dare il via il prima possibile alle consultazioni. La maggioranza uscita dalle urne è chiarissima, quindi nella testa del Capo dello Stato non c'è ragione di perdere tempo a fare troppi calcoli coi partiti. All'inizio la finestra prevista per le consultazioni era quella tra 20 e 23 ottobre, per avere un governo in carica entro la fine del mese. Di recente fonti del Quirinale hanno fatto sapere invece che il Presidente è disponibile a svolgere le consultazioni anche nel fine settimana del 15-16 ottobre. In questo caso Meloni potrebbe presentarsi al Quirinale già con la lista dei ministri pronta, come Berlusconi nel 2008, uno strappo alla prassi istituzionale che prevederebbe un altro rapido giro di consultazioni da parte del Presidente del Consiglio incaricato. A quel punto, nel migliore dei mondi possibili, la nuova premier avrebbe l'incarico lunedì 17 ottobre. Seguirebbero il giorno stesso il giuramento dei ministri e la cerimonia del passaggio della campanella col predecessore Mario Draghi. Nei due giorni successivi il nuovo governo si presenterebbe alle Camere per il voto di fiducia e il 19 ottobre sarebbe quindi pienamente in carica. Mancherebbe allora solo la nomina dei sottosegretari, altra operazione fondamentale per gli equilibri di coalizione.

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Il Consiglio Europeo e il nodo ministri

Questa corsa verso Palazzo Chigi permetterebbe a Meloni di essere in carica in tempo per partecipare al Consiglio Europeo in programma per il 20 e 21 ottobre. Ma è proprio qui che potrebbero sorgere dei dubbi. Con la road map appena prospettata significherebbe che la leader di Frateli d'Italia dovrebbe saltare sull'aereo per Bruxelles con ancora in mano la campanella ricevuta dalle mani di Draghi e partecipare a una riunione decisiva per andare verso un price cap europeo sul gas senza aver avuto il tempo di consolidarsi come nuova Presidente del Consiglio. Dall'altro lato, mandare Draghi mentre a Roma vanno avanti le operazioni per l'insediamento del suo successore toglierebbe ogni peso contrattuale alla presenza dell'ex governatore della Banca d'Italia. La cosa certa è che Giorgia Meloni si presenterà eventualmente al Consiglio solo se prima sarà riuscita a espletare tutti i passaggi formali, per non sollevare questioni di legittimità. Non è quindi da escludere che da Fratelli d'Italia preferiscano evitare i rischi di affrettare troppo i tempi e puntare alla formazione del governo nella settimana successiva al Consiglio Ue.

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Quel che è certo è che la premier in pectore dovrà utilizzare le prossime due settimane per trovare la quadra con gli alleati su tutte le caselle del governo, per presentarsi “pronta” (riecheggiando il suo slogan elettorale) all'appuntamento con Mattarella. Una partita che si annuncia tutt'altro che semplice, visto il pressing di Matteo Salvini sugli Interni e i dubbi della leader di FdI, che preferirebbe dirottarlo alle Infrastrutture. In quest'ottica qualche giorno in più per discutere farebbe comodo, ma il Quirinale e l'Italia hanno fretta.

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