Migranti, Tajani media con Parigi: «No alle divisioni»

Il ministro degli Esteri ad Alicante. E la Germania accoglie 164 profughi

Migranti, Tajani media con Parigi: «No alle divisioni»
Migranti, Tajani media con Parigi: «No alle divisioni»
di Alberto Gentili
Sabato 10 Dicembre 2022, 08:00 - Ultimo agg. 14:01
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Sorrisi e una forte stretta di mano. Un Emmanuel Macron insolitamente «gentile» ha accolto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani al pranzo del leader mediterranei al vertice Euromed. Assente Giorgia Meloni, che ha dato forfait all'ultimo momento «a causa di uno stato influenzale» come ha fatto sapere palazzo Chigi escludendo «qualsiasi giallo» o «assenza diplomatica», Tajani si è caricato sulle spalle l'onere di provare a «rimettere le cose a posto» tra Italia e Francia dopo lo sgarbo di giovedì compiuto dall'Eliseo.

In un breve colloquio con il presidente francese, il responsabile degli Esteri avrebbe chiesto di tenere a freno i burocrati e gli apparati dell'Eliseo. Quegli apparati e quei burocrati francesi che l'altro giorno avevano parlato di «divisioni», di «nodi non sciolti» tra Roma e Parigi sul fronte dei migranti. E, sgarbatamente, avevano fatto filtrare: «Meloni sta cercando una data per una visita a Parigi».

Peccato che la premier italiana non ha cercato alcun incontro ufficiale, come garantiscono da palazzo Chigi. E come confermato da Tajani: «Non c'è alcuna visita programmata dal presidente Meloni a Parigi». 

Il ministro degli Esteri ha però voluto stemperare la tensione: «Non ci sono state dichiarazioni ufficiali, ci sono state dichiarazioni informali». Quella dei burocrati dell'Eliseo, appunto. Ancora: «Al vertice non si è parlato di divisioni tra Italia e Francia. Ho salutato Macron che conosco da tanti anni. E dico che non bisogna insistere sulle divisioni. Possono esserci opinioni divergenti, ma dobbiamo sempre trovare le soluzioni a livello europeo». 

Già, è questo il messaggio che Tajani ha voluto portare ad Alicante dove c'erano anche i presidenti Ue Ursula von der Leyen e Charles Michel: «Noi abbiamo posto e continueremo a porre in tutte le sedi un problema che è globale. Non è una questione Italia-Francia o Italia-Germania. Vogliamo che si affronti un tema che può essere risolto solo a livello europeo». Con l'«europeizzazione dei rimpatri», per usare le parole dei giorni scorsi di Giorgia Meloni e «sostegno allo sviluppo dell'Africa». 

E qualcosa si muove. Da una parte il governo italiano ha deciso di aprire i porti di Salerno, Bari e Lampedusa a tre navi Ong: la norvegese Geo Barents e le tedesche Humanity 1 e Louise Michel, con a bordo in totale 542 migranti. «Questo dimostra», ha osservato Tajani, «che non manca mai una risposta solidale da parte dell'Italia. L'importante è che anche le Ong rispettino le regole». Dall'altra parte, è ripartito il meccanismo di redistribuzione volontaria dei migranti sbarcati sulle coste italiane: proprio ieri la Germania ha accolto 164 richiedenti asilo arrivati nei mesi scorsi in Italia.

Il socialista Pedro Sanchez, padrone di casa, ha avuto un atteggiamento decisamente cortese con Meloni. Saputo del suo forfait, Sanchez ha chiamato la premier per poi twittare: «Il legame storico che unisce Italia e Spagna è fondamentale per riaffermare l'importanza dei Paesi del Sud in Europa». La risposta di Meloni è arrivata a stretto giro: «Grazie mille, non sarò fisicamente con voi a causa dell'influenza, ma rimarrò in stretto contatto per continuare il lavoro». E, come ha raccontato Tajani, la premier «è stata ringraziata da tutti i presenti» al pranzo nella Casa del Mediterraneo. 

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Nel vertice celebrato nel pomeriggio nella Ciudad de la Luz si è parlato, e tanto, di energia. L'obiettivo dei nove Paesi mediterranei è di ottenere al Consiglio europeo della prossima settimana un tetto al prezzo del gas «ragionevole» e «più basso» da quello indicato in un primo momento dalla Commissione Ue. «Siamo sulla giusta strada per trovare un compromesso», ha detto Tajani, che spera che i Paesi euromediterranei facciano massa critica per convincere i partner del Nord: «Abbiamo la forza, siamo il 46% della popolazione europea e rappresentiamo il 41,5% del Pil Ue».

Una forza che Euromed vuole far valere anche sul fronte della riforma del Patto di stabilità. Le richieste contenute nel documento finale del summit: «Va tenuta presente la diversa situazione economica negli Stati membri», servono «nuove regole di bilancio più semplici, favorevoli agli investimenti e basate sulla titolarità nazionale». Più o meno l'opposto di ciò che vogliono la Germania e i Paesi del Nord.

Da notare che ad Alicante è stato lanciato da Francia, Spagna, Portogallo il progetto di inter connessione per l'idrogeno verde H2MED che costerà 2,5 miliardi e dovrebbe essere realizzato entro il 2030. Si tratta di una conduttura sottomarina in grado di trasportare l'idrogeno dalla Penisola iberica alla Francia e da lì all'Europa del Nord. 

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