CORONAVIRUS

Movida e coronavirus, i sindaci arruolano i controllori civici per spiagge e locali: bando per 60 mila volontari

Lunedì 25 Maggio 2020 di Cristiana Mangani

Spiagge, piazze, locali: il primo weekend dopo la fine del lockdown sembra aver già dimenticato i morti e i contagiati dal coronavirus. Anche ieri tantissimi giovani hanno passato la serata in strada, nei pub e nei ristoranti. È andata così praticamente in tutta Italia, meno che a Milano, dove una forte pioggia ha convinto le persone a rimanere a casa, complici anche le partite di Bundesliga alla tv.
Davanti a un situazione che è difficilmente contenibile, i sindaci hanno cercato di intervenire con nuovi divieti. A Brescia è stata imposta la chiusura dei locali dalle 21.30. A Napoli traffico impazzito sul lungomare. Tutto bloccato fino alle 4 del mattino. I marciapiedi sono stati utilizzati come corsie preferenziali da auto e moto, nonostante i locali della movida abbiano rispettato il limite della chiusura alle 23. Diciotto persone multate in tre ore a Bari. A Foggia strade affollate. E l'elenco potrebbe continuare all'infinito.

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GLI ACCERTAMENTI
Insomma, un vero liberi tutti, che le forze di polizia hanno monitorato da vicino, cercando di evitare il pugno di ferro, perché con le attività riaperte, è difficile, se non impossibile, tenere ogni cosa sotto controllo: 118.068 le persone controllate nella giornata di sabato, 499 quelle sanzionate, nessuna denuncia per aver violato la quarantena. Quasi 45.000, invece, le verifiche sugli esercizi commerciali, con 11 attività chiuse provvisoriamente e 8 chiuse perché non in regola.
Il Viminale, per bocca del viceministro Matteo Mauri, ha comunque avvertito che «siamo ancora in una fase molto pericolosa» e che «serve molta attenzione o tornerà la pandemia». Un appello che la ministra Luciana Lamorgese ha rivolto soprattutto ai ragazzi: «Avere restituito la libertà di uscire può aver indotto a pensare che sia tutto superato, ma così non è. È opportuno lanciare un messaggio ai giovani: se dovesse tornare l'epidemia sarebbe un fallimento per il Paese. Supereremo questa emergenza solo se operiamo tutti con grande senso di responsabilità».
Nel frattempo, da Nord a Sud sono aumentate le ordinanze. I governatori di Lombardia e Campania hanno ribadito la linea della fermezza: «Chiedo ai sindaci - ha affermato Attilio Fontana - rigore per punire non i gestori dei locali, ma i clienti che dimostrano poco rispetto anche nei loro confronti». «Lo Stato ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza», ha tuonato Vincenzo De Luca. Anche se a Roma, in alcune zone calde per la movida, molti giovani hanno aspettato che chiudessero i locali, che andassero via i controllori, e hanno cominciato ad abbracciarsi tra di loro. In barba a tutte le regole prescritte.
 

Nel tentativo di limitare i danni, si valuta ogni tipo di soluzione. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell'Anci, sindaco di Bari, Antonio Decaro, hanno messo a punto un bando per reclutare degli assistenti civici, figure professionali che contribuiscano a dare una mano per far rispettare il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali, ed anche per sostenere la parte più debole della popolazione. Sessantamila volontari arruolati proprio con questi obiettivi. Dovranno essere maggiorenni, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. E opereranno fino al termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri.

PIAZZA CHIUSA
Nel frattempo, a Rimini, capitale del divertimento estivo dove il virus ha picchiato duro, vigili e forze dell'ordine hanno avuto molto da fare a far distanziare i gruppi di ragazzi che affollavano i luoghi di ritrovo. A Roma è stata chiusa una piazza nel quartiere Monti, e poi famiglie e amici sono tornate nei ristoranti di Fiumicino, con soddisfazione degli esercenti che non pensavano in una ripresa così vitale. Sempre nella Capitale e sul litorale si è registrato un boom di consumo di gelati artigianali: due milioni di coni e coppette. Resta, però, una grande preoccupazione per l'arrivo dell'estate e delle spiagge riaperte, quando sarà impossibile contenere gli affollamenti. Difficile immaginare, infatti, che gli uomini in divisa possano percorrere il litorale per fare multe, inseguendo la gente in costume.

Ultimo aggiornamento: 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA