Pnrr e periferie, arrivano 2,8 miliardi per città più sostenibili

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Umberto Mancini
Pnrr e rigenerazione urbana, arrivano 2,8 miliardi per città più sostenibili

Arrivano le risorse europee per le aree urbane. Si tratta di 2,8 miliardi del Pnrr per finanziare 159 progetti di rigenerazione e di edilizia residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane. Il decreto - che è stato firmato ieri dal ministro delle infrastrutture e la mobilità sostenibili, Enrico Giovannini - assegna i fondi per attuare il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PinQua), il 40% dei quali viene destinato al Sud. Via dunque al recupero di edifici fatiscenti, alla pulizia dei parchi e dei mercati rionali, alla costruzione di ciclabili e percorsi pedonali. 

Gli interventi - ha spiegato il ministro - sono finalizzati a conseguire tre obiettivi: ridurre il disagio abitativo, aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica; rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani; migliorare i luoghi degradati delle periferie.  I fondi ammontano esattamente a 2,82 miliardi: 2,8 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020. «Le persone - ha sottolineato Giovannini - sono al centro del Pnrr e il finanziamento di questi progetti segna un punto di svolta nelle politiche per la rigenerazione urbana su tutto il territorio nazionale, al fine di migliorare in modo significativo il benessere e l’inclusione sociale». 

 

Le risorse del Piano vanno a finanziare progetti di qualità, evitando ulteriore consumo di suolo e nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale. Il Pinqua è stato avviato negli anni scorsi dalle ex ministra Paola De Micheli con finanziamenti nazionali per circa 800 milioni di euro, a cui si aggiungono gli altri 2,8 miliardi a valere sul Pnrr oggetto del decreto firmato. Ma come si è arrivata all’elenco finale? I progetti sono stati selezionati nei mesi scorsi dall’Alta Commissione per l’attuazione del programma, tenendo conto, per la prima volta in modo esplicito, del principio del Next Generation Eu citato da Giovannini di «non arrecare danno significativo all’ambiente» e sulla base di indicatori di impatto sociale, culturale, economico finanziario e tecnologico.  

Gli interventi ammessi al finanziamento dovranno essere realizzati entro il 31 marzo 2026, in coerenza con i tempi di realizzazione delle opere del Pnrr, anticipando la scadenza rispetto a quella stabilita originariamente. Per questo gli enti beneficiari dovranno trasmettere al ministero, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, il crono programma dei singoli progetti rimodulato sulla nuova scadenza per confermare la volontà di aderire al programma. In caso contrario, si provvederà allo scorrimento della graduatoria. Lo stesso decreto prevede che le altre proposte presentate, ritenute ammissibili dall’Alta Commissione ma per le quali la dotazione finanziaria non è sufficiente, potranno essere ammesse a finanziamento se verranno reperite ulteriori risorse. Tra i 159 interventi ammessi in graduatoria, 8 sono classificati progetti pilota ad alto rendimento. 

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Il progetto per Bari, ad esempio, è finalizzato alla riorganizzazione dell’area in prossimità della stazione ferroviaria centrale come cerniera di congiunzione tra il centro storico e l’area urbana moderna. A Messina si provvederà al risanamento di aree periferiche attraverso la demolizione di vecchie abitazioni e la riqualificazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale. In Calabria, il progetto pilota «Lamezia Spazio-Generazione 2021» punta invece a contrastare il fenomeno dello spopolamento di alcuni quartieri recuperando abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà e migliorando la fruibilità di spazi e servizi sociali. Il Comune di Roma potrà riqualificare una zona di Tor Bella Monica, quella del Porto Fluviale e sono previsti altri interventi per complessivi 70 milioni.  

A Milano il progetto prevede interventi di riqualificazione e riorganizzazione dell’edilizia residenziale sociale e di rigenerazione del tessuto abitativo di quartieri periferici dove più marcato è il disagio socioeconomico. Nelle Marche il focus è sul centro storico di Ascoli Piceno con l’obiettivo di ridurre «il disagio abitativo adottando una strategia integrata per migliorare la qualità dell’abitare e l’inclusione sociale». In Molise sono previsti interventi per la funzionalità e la rigenerazione di aree degradate che insistono soprattutto a Campobasso e in provincia, con il potenziamento di infrastrutture e servizi di prossimità e la creazione di punti di aggregazione. 

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA