GIUSEPPE CONTE

Crisi di governo, Polverini: «Forza Italia ormai è sovranista. Lotti ed io? È giovane e bello ma parliamo solo di politica»

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Mario Ajello
Polverini: «Forza Italia ormai è sovranista. Lotti ed io? È giovane e bello ma parliamo solo di politica»

Strappo da Forza Italia. Ma anche love story. Che giornatona per Renata Polverini.
«Lei dice?».

Ma certo. Rompe un lungo amore politico con Berlusconi ma c’è l’amore vero con Luca Lotti del Pd. Contenta?
«Guardi, ho appena sentito Luca e ci siamo fatti una risata. E gli ho detto: mio caro, comunque ci faccio un figurone con questa cosa che sarei la tua fidanzata. Sei giovane e bello».

E lui le ha regalato l’anello?
«Non è vero che stiamo insieme, mettono in giro queste cose perché ormai la politica per molti è solo gossip e tentativi di infangare».

Con Lotti però vi frequentate?
«Parlo con lui di politica ma non solo con lui. Ho diversi amici nel Pd. A Luca ho scritto un messaggino dieci minuti prima di votare la fiducia: ho deciso, appoggio il governo».

E lui?
«Mi ha risposto: ah, e poi? E io: poi ci penserò».

È Lotti ad averla portata nel centrosinistra?
«Quando ci fu la crisi del Papeete, ci siamo confrontati su come si poteva in qualche modo trovare una soluzione. E da allora abbiamo cominciato a parlare, a confrontarci. Con lui e con altri. Conosco Zingaretti da sempre, e da prima ancora che facessi la presidente del Lazio. E con Nicola il rapporto era ed è ottimo». 

Ma allora ha ragione Giorgia Meloni che la considera ormai una comunista.
«Se interessarsi dei temi del lavoro e lavorare per fronteggiare la crisi sociale è da comunisti, ebbene lo sono. Tanto non valgono nulla queste etichette».

Quindi non è più di destra?
«La mia destra era quella sociale, ispirata alla dottrina sociale della chiesa. Con i sovranisti non c’entro niente».

Quando ha maturato la scelta di votare la fiducia e di chiudere con Forza Italia?
«Dieci minuti prima del voto, gliel’ho detto. Ma il diario era evidente da tanto tempo e ho votato varie volte in dissenso dal gruppo forzista. Anche sulla riforma del Mes».

Ma prima di fare lo strappo, a Silvio Berlusconi almeno lo ha avvertito?
«Ci ho provato. L’ho chiamato ma non mi ha risposto. Lui lo fa spesso. È irraggiungibile. Ho comunque mandato un messaggio alla capogruppo Gelmini».

E non ha cercato di convincere il suo amico Brunetta a fare la sua stessa scelta di rottura?
«No, lui resta in Forza Italia».

E lei chi si porta appresso?
«Porto me stessa».

Conte lo ha incontrato, per spiegare e farsi accogliere?
«Ho con lui un rapporto politico e istituzionale da mesi. Un giorno venne a fare un intervento alla Camera, io feci un discorso sulle condizioni delle carceri italiane e poi Conte lo ha citato nella replica. Da allora ci sono stati diversi contatti. Andai una volta a Palazzo Chigi a parlare non ricordo bene più di che cosa, ma era un tema economico, e scattarono a vanvera le malelingue: la Polverini è andata a offrirsi. Macché».

E l’altra sera quando ha deciso lo strappo glielo ha detto per primo a Giuseppe Conte?
«Gli ho mandato un sms. Mi ha risposto: bene così».

Aderirà al partito di Conte appena nasce?
«Ho aderito alla richiesta del Capo dello Stato che ha chiesto a tutti di aiutare il Paese. Conte ha governato e governa come può. Con tutte le difficoltà di una situazione complessa e con il coraggio di fare scelte anche impopolari. Perciò penso che abbia bisogno di sostegno».

Non mi ha risposto, però. Entrerà nel suo soggetto politico, nella sua lista?
«A me piace impegnarmi, vediamo».

Ora parte una slavina di fuoriusciti da Forza Italia?
«Non lo so. Ma c’è un forte disagio in tanti colleghi. Spero che Forza Italia riprenda la sua strada. Era partita da posizioni liberali ed è arrivata a posizioni sovraniste. Non sono io che sono uscita da Forza Italia, è Forza Italia che è uscita dalla sua storia. Ora hanno cacciato me, ma se credono di risolvere così una crisi molto profonda e che viene da lontano, si illudono».

Piovono insulti contro di lei da parte dei berlusconiani. Come li prende?
«Non li sento e non li leggo. Ho avuto un rapporto con Berlusconi e con Gianni Letta, con cui ho parlato dieci minuti fa, che prescindeva dal partito».

Ora che è dall’altra parte, si occuperà anche della scelta del sindaco di Roma contro il centrodestra?
«Io sono romana. E se ci sarà un tavolo dove si discute di questo proverò ad esserci. Con Zingaretti ci capiamo e non vedo l’ora di contribuire a trovare una soluzione per la Capitale così mal ridotta».

Magari con alcuni di Forza Italia vi incontrerete ancora nel nuovo centro alla Conte, se nascerà.
«Non lo so che cosa accadrà. Intanto ho consumato la mia svolta, e chissà se altri avranno il coraggio di fare altrettanto. Tanti dirigenti di Forza Italia dicono che va tutto bene, quindi auguri».

Ma Conte le ha offerto qualche poltrona, visto che lo stanno facendo un po’ con tutti?
«A me non è stato offerto niente. E io nulla ho chiesto e chiedo. Ho solo dato il mio voto».  

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