Primarie M5S, voto chiuso tra polemiche e flop di Rousseau. Domani i risultati, Di Maio in pole

Venerdì 22 Settembre 2017
Primarie M5S, voto chiuso tra polemiche e flop di Rousseau. Domani i risultati, Di Maio in pole

Si è chiusa alle ore 12 la votazione online sulla piattaforma Rousseau per le primarie M5S per la candidatura. I risultati della votazione e il vincitore della competizione - i candidati sono otto, tra cui Luigi Di Maio - saranno comunicati domani sera dal palco di Italia 5 Stelle.

Una votazione scandita dalle polemiche per via dei problemi che hanno caratterizzato la piattaforma Rousseau, andata in tilt durante le votazioni.  Come hanno segnalato molti utenti. «Sto provando ad accedere a Rousseau, ma il server è lentissimo. Consiglierei qualcosa di più potente alla Casaleggio Associati, che potrei fornire io...». Un che ha prolungato le votazioni fino a oggi.

Il blogger e «debunker» David Puente che ad agosto aveva spiegato l'hackeraggio di Rousseau, racconta su Twitter la sua personale «odissea» per votare e riporta anche il giudizio dell'hacker «buono» Evariste Galois che ironizza: «Visto il trattamento dell'ultima volta non proseguo, ma ehi, oggi si vota su #Rousseau...». Gli utenti però sono infuriati: a fine giornata erano oltre 500 gli attivisti che hanno scritto sul blog per lamentare di non essere riusciti ad esprimere il voto o di averci messo troppo tempo.

«La partecipazione» alle primarie online su Rousseau «è stata tra le migliori di sempre». Lo sottolinea il M5S in un post sul blog di Beppe Grillo dopo la chiusura della votazione. «La nostra casa era difesa come una fortezza», sottolinea il blog raccontando di aver «notato tentativi di attacchi» hacker che, però «sono stati respinti». Le tracce di tali attacchi «saranno identificate dalla nostre telecamere di sicurezza virtuali» e saranno «prontamente girate alla polizia postale», spiega ancora il M5S.


Come se non bastasse, il 'flop' di Rousseau apre una nuova ferita polemica con quel drappello di «dissidenti» che già lamentavano la «farsa» dei candidati in corsa contro un contendente fortissimo come Di Maio e che ora guardano anche alle vicende siciliane («in altri tempi uno come Cinque sarebbe stato espulso immediatamente» nota qualcuno) come la conferma del corso «autolesionista» intrapreso dal M5s.

Un dissenso sottolineato anche dal prolungato silenzio dell'ortodosso Roberto Fico che Danilo Toninelli cerca di ridimensionare («falsissimo» dire che sia arrabbiato, sostiene confermando che parlerà a Rimini). Ma che preoccupa e fa arrabbiare non poco Grillo e Casaleggio. E potrebbe preludere nuovi e sensazionali abbandoni nei prossimi mesi.

Ultimo aggiornamento: 18:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA